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Via de’ Pepi, partita ancora aperta, spuntano nuovi elementi Breaking news, Cronaca

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Firenze - Nella complessa questione che oppone il Comune ad  alcuni residenti nelle case popolari di via dei Pepi, case  che dovrebbero essere comprese nel lotto di 61 immobili comunali che sono stati  venduti al fondo immobiliare Invimit., esistono alcuni documenti,  emanati dagli uffici del Comune prima dell’operazione di vendita avvenuta con  la delibera del consiglio comunale del 27 dicembre, che parrebbero mettere in luce un vero e proprio paradosso, classificando come Erp (case di edilizia residenziale pubblica, quindi “popolari”)  almeno due alloggi di via dei Pepi.

La questione, come si ricorderà, verteva, in particolare per quanto riguarda le 14 abitazioni di via dei Pepi, sulla definizione della natura degli alloggi, vale a dire se si trattasse di alloggi di natura Erp oppure no. Una questione dirimente, in quanto dalla natura delle case derivavano alcune conseguenze non di poco conto, prima fra tutte il fatto che il ricavato andasse a vantaggio dell’edilizia popolare se la natura degli alloggi fosse risultata Erp, ma anche sulle modalità di vendita le conseguenze legate alla natura degli edifici sono importanti. Una questione, che, ricordiamo ancora, grazie al ricorso presso il Tar di un inquilino, ha portato ad ora alla sospensione della vendita delle case di via dei Pepi, in attesa della decisione del Tribunale Amministrativo.

 La novità rappresentata da questi nuovi elementi potrebbe portare  a una svolta senz’altro significativa. Sul tavolo della diatriba infatti ci sono due determine dirigenziali del settembre 2016 che riguardano due nuclei famigliari residenti l’uno al 39 e l’altro al 41 di via dei Pepi.

 La questione rientra nell’operazione di “spostamento” che l’amministrazione dovette compiere per quanto riguarda quegli alloggi, che dovevano essere “svuotati” prima di essere posti in vendita, operazione che si concluse quasi per tutti gli inquilini con l’assegnazione di appartamenti nel nuovo nucleo di edilizia Erp di viale Giannotti.

 I due nuclei erano entrambi titolari di assegnazioni provvisorie, e per poterli porre in mobilità e dunque spostarli, fu necessario intanto renderli titolari di assegnazioni definitive. Il tutto in base ai dettami dell’art.40bis della legge regionale 96 del 1996, quella dell’Erp.

 L’art.40 bis della legge regionale (come riportato nella determina) dispone che per i nuclei che occupano “un alloggio Erp da più di 5 anni”, è possibile, su domanda degli interessati, regolarizzare la posizione con assegnazione definitiva.

 Dunque, il requisito fondamentale per poter “sfruttare” il dettato del 40 bis è occupare un alloggio Erp. Solo in questo caso è possibile sanare l’assegnazione provvisoria di alloggio Erp, dal momento che, ovviamente, la legge non prevede la sanatoria per alloggi non Erp.  Da ciò ne deriverebbe che, per poter regolarizzare i nuclei famigliari residenti con assegnazioni provvisorie in via dei Pepi, e poi spostarle, doveva risultare accertato che occupavano un alloggio Erp da più di 5 anni. Requisito necessario per legge per arrivare prima all’assegnazione definitiva, e poi allo spostamento in altro alloggio Erp.

pepi 2016Ora, le due determine del 2016 portano, nell’intestazione, la definizione degli appartamenti in cui erano residenti i nuclei familiari in seguito spostati: si trovavano, con assegnazione provvisoria, in alloggi Erp. D’altro canto, se si voleva procedere, come poi è successo, all’assegnazione definitiva e poi allo spostamento, era necessario che gli inquilini fossero in alloggi Erp: è la stessa legge regionale che “lo pretende”. E’ requisito essenziale.

 Allora, ecco il paradosso, come apparirebbe dai documenti: nel 2014, nel documento di ricognizione del patrimonio immobiliare comunale degli uffici comunali, si definivano come “non Erp” gli alloggi di via dei Pepi e altri alloggi del piano di vendita, mentre lo stesso ufficio riconosce agli stessi alloggi (perlomeno in via dei Pepi) natura Erp nel settembre 2016, in quanto, se fosse altrimenti, mancherebbe il requisito essenziale che ha permesso di rendere definitive le assegnazioni fino a quel momento “provvisorie” e quindi di spostare gli inquilini residenti in via dei Pepi  “svuotando” gli immobili. Immobili che poi sarebbero tornati non Erp, una volta vuoti, per poi essere venduti al Fondo Immobiliare Invimit.

 

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