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Via de’Pepi, arriva la sospensiva del Tar Breaking news, Cronaca

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Firenze - Via de’Pepi, mezzo colpo di scena:  il Tar della Toscana emette una sospensiva sui provvedimenti di vendita del blocco delle case popolari che, come acquisito nei mesi scorsi, sono oggetto di trattativa per la vendita al fondo Invimit, facente capo al ministero. Dunque, il Tribunale amministrativo regionale ha ritenuto fondate le ragioni del ricorrente, uno degli assegnatari cui l’amministrazione comunale aveva comunicato sia la sua decisione di vendere l’immobile di via de’Pepi, sia il procedimento di mobilità di cui lui, come gli altri assegnatari veniva fatto oggetto.

“Mezzo”, il colpo di scena, in quanto il Tribunale amministrativo della Toscana ha “sospeso” i provvedimenti chiedendo nel medesimo tempo all’amministrazione comunale di produrre “una relazione diretta ad evidenziare la sussistenza dei presupposti per qualificare (o meno) l’alloggio sito in via dei Pepi 41 nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica”.

Il punto che si gioca nella controversia è fondamentale, e risiede esattamente nella qualificazione dell’immobile in oggetto come facente parte, o meno, del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Da questa decisione infatti, discendono varie conseguenze; intanto,  che la procedura per la vendita di immobili di natura “popolare” seguono un preciso e particolare iter, il cui apice risiede nel fatto che i ricavi ottenuti nella vendita sono da intendersi vincolati alle finalità e al patrimonio dell’ediliza popolare, con l’impossibilità dunque di essere “stornati” su altri capitoli di spesa; in secondo luogo, che, se il giudice decidesse che la documentazione prodotta dal ricorrente fosse tale da definire, al di là di quanto dichiarato dagli uffici comunali a suo tempo, la natura “popolare” dell’appartamento, tutto il resto dell’immobile sarebbe logicamente da considerarsi tale. Con il logico corollario che, persistendo l’amministrazione nel suo intendimento di vendere, dovrebbe ricominciare da capo la procedura, adeguandosi alla natura “Erp” dello stabile.

Inoltre, il Tribunale regionale detta anche alcuni “paletti” all’amministrazione comunale circa la relazione e il “come” dovrà essere prodotta: intanto, dovrà “essere posta in essere avendo a riferimento la documentazione prodotta dal ricorrente e dovrà essere finalizzata ad individuare l’esistenza (o meno) dei requisiti della legge regionale 96/96 (si tratta della legge regionale in materia, ndr) e quindi se l’immobile di cui si tratta sia stato acquisito, recuperato/o restaurato con fondi Erp e, ancora, sia stato adibito a edilizia residenziale pubblica”. Inoltre, il Comune di Firenze ha tempo, econdo quanto emesso dal Tar, 60 giorni per produrre la relazione.

Nelle more dell’acquisizione della relazione richiesta, continua il giudice, “è opportuno sospendere i provvedimenti impugnati”.

A questo punto dunque la prossima udienza di discussione sul punto è fissata per il 17 gennaio 2018.

Se questi sono i fatti ad oggi, alcune domande sorgono spontanee, come direbbe qualcuno. Intanto, cosa farà il Comune di Firenze nei riguardi della procedura di vendita all’Invimit? Sospenderà il tutto, fino ad attendere la decisione del giudice, o procederà “stralciando” l’appartamento per cui il Tribunale ha prodotto la sospensiva? Oppure niente di tutto ciò e procederà tamquam non esset?

Intanto, lunedì prossimo, i consiglieri d’opposizione Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a Sinistra, e Miriam Amato, Alternativa Libera, avanzeranno in Consiglio comunale alcune domande sulla questione e l’eventuale modalità con cui il Comune intende agire ai rappresentanti della Giunta.

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