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Viale Corsica, alberi abbattuti con l’aiuto della polizia Breaking news, Cronaca

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Firenze – Questa mattina,  verso le 10-11, la polizia è intervenuta in viale Corsica per staccare i cittadini dagli alberi cui stavano abbracciati per impedirne l’abbattimento. Una situazione che, come dicono gli stessi cittadini, ha creato anche un certo sconcerto nella stessa Celere, che ha dovuto scalzare braccia e gambe di residenti “resistenti” i quali non intendevano mollare il proprio albero di affezione.

Il tentativo di resistenza, di fatto simbolico, ha ottenuto il rallentamento delle operazioni di taglio, ma non la loro sospensione. I cittadini reclamavano da parte del Comune il rispetto dell’accordo sugli abbattimenti, stipulato in seguito all’incontro di una settimana fa, in cui mentre il taglio degli ippocastani in categoria C, quella a rischio, si sarebbe effettuata (e su questo i cittadini si trovavano d’accordo, in particolare dopo la caduta, causa un fortunale, di un ippocastano che si trovava proprio nella categoria C e fra quelli dunque che sarebbero stati abbattuti in tutti i modi),  gli abbattimenti delle piante in categoria B sarebbe stata sospesa, fino almeno a settembre. Ma, proprio quell’ippocastano già condannato alle ***** elettriche, cadendo, aveva offerto all’amministrazione il destro per procedere da subito con i tagli degli alberi. Tutti, anche quelli che cadono in categoria “B”, vale a dire che non presenterebbero requisiti di pericolosità tali da spingere all’abbattimento. E che, come già ricordato dalla presidente di Italia Nostra Maria Rita Signorini, “rappresentano la buona maggioranza degli alberi fiorentini, che si trovano in buona parte proprio in categoria “B””. Vale a dire, secondo gli esperti, bisognosi di manutenzione ma non di abbattimento e sostituzioni.

“Ci sono vari profili – commenta la presidente di Italia Nostra regionale – per cui giudichiamo negativo l’intervento dell’amministrazione, a partire dal merito alle modalità. Il merito, come già spiegato, riguarda il reale stato di salute degli alberi, per cui troviamo un non senso abbattere piante che si collocano in una categoria tale da non essere un pericolo per i cittadini. Sotto questo profilo, annunciamo anche che si potrebbe profilare, per gli abbattimenti che riguardano piante reimpiantate appena dieci anni fa, l’ipotesi di un possibile danno erariale. Ma al di là di questo, troviamo perlomeno singolare il metodo partecipativo attuato dal Comune nei confronti dei cittadini: l’uso della Celere per procedere agli abbattimenti. Se si tratta della via scelta dall’amministrazione per incentivare la partecipazione democratica della cittadinanza, è tutta da ripensare”.

 

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