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Viale Corsica, gli abbattimenti vanno avanti per tutti gli alberi, è guerra Ambiente, Breaking news, Cronaca

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Firenze – Muro contro muro, l’amministrazione comunale non cede: anzi, come spiega la presidente di Italia Nostra Toscana, Maria Rita Signorini, l’ippocastano caduto ieri per il fortunale che si è abbattuto su Firenze diventa il “casus belli” per il rientro, da parte dell’amministrazioone, nella posizione più intransigente: in viale Crosica saranno abbattuti tutti gli alberi, anche quelli che si trovano in clsse B, vale a dire che sono sostanzialmente sani. Sconcerto fra i cittadini, che preannunciano battaglia. “I venti alberi che sono fuori dalla categoria C – dice Signorini – verranno abbattuti, nonostante non presentino pericoli. Da ricordare che quasi tutti gli alberi di Firenze sono in categoria B”.

Finisce così l’incontro odierno, che ha visto al confronto amministrazione comunale, cittadini  e residenti di viale Corsica con un proprio agronomo, nonché un perito dell’associazione ambientalista. Un incontro che sembrava volersi assestare su un accordo “al ribasso”, vale a dire l’abbattimento degli ippocastani che si trovano in classe C, ovvero in regime di pericolosità. Come quello che ieri, a causa dello straordinario fortunale che si è abbattuto fra le 14 e le 15 su Firenze, si è ribaltato accasciandosi al suolo, per fortuna senza provocare danni a cose o persone. Del resto, se su viale Corsica la partita si conclude ad oggi con una vera e propria dichiarazione di guerra, nubi temporalesche si prefigurano anche per i prossimi tagli previsti, vale a dire i 20 pini marittimi della stazione e gli alberi di piazza San Marco.

L’assessore Alessia Bettini ha inoltre comunicato che inizieranno le operazioni di sostituzione, a partire dagli alberi in classe C. “La sostituzione delle piante che non sono sane e la successiva piantumazione di nuovi va avanti, rientrando in un progetto più ampio di messa in sicurezza e valorizzazione del nostro patrimonio arboreo”. Dalle analisi fatte sull’ippocastano caduto, risultavano dei problemi alle radici, che erano state attaccate da funghi che avevano degradato la parte ipogea dell’albero, riducendone così la capacità di ancoraggio al terreno.

 

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