CRONACA

Mercoledì 9 Maggio, 2012 - 16:45 da SteVal

Finanza al Monte dei Paschi per l’acquisizione di Antonveneta

Terremoto a Siena. Una cinquantina di finanzieri sono entrati negli uffici finanziari di BMps per acquisire documenti e materiale. Perquisizioni anche in altre sei città italiane. Almeno 4 gli indagati. Perquisiti abitazione e ufficio di Mussari, che però non risulta indagato


Finanza al Monte dei Paschi per l’acquisizione di Antonveneta Siena - Terremoto a Siena. Sono arrivati prima dell'entrata degli impiegati negli uffici. Una cinquantina di finanzieri che, stamattina intorno alle 7,20, dopo aver chiesto a che ufficio appartenessero gli impiegati, sono entrati negli uffici finanziari della banca per acquisire documenti e materiale. Il focus dell'indagine, secondo quanto ormai noto, risiede nella famosa (anche perchè il prodromo è stato messo in onda da Report di Milena Gabbanelli lunedì scorso) acquisizione di Banca Antonveneta. Nel comunicato stampa diffuso dalla stessa Procura della Repubblica di Siena si legge che l'operazione è scattata "in ordine ad una serie di condotte poste in essere a partire dal 2007, in occasione dell’acquisizione di Banca Antonveneta dagli spagnoli del Banco Santander, protrattesi sino al 2012". E, quanto ai reati ipotizzati, nella nota si specifica che si tratta di "reati di manipolazione del mercato ed ostacolo alle funzioni delle Autorità di Vigilanza in relazione alle operazioni finanziarie di  reperimento delle risorse necessarie alla acquisizione di Banca Antonveneta ed ai finanziamenti in essere a favore della Fondazione Monte dei Paschi".

Insomma, in estrema sintesi, le indagini riguarderebbero  sostanzialmente l'acquisizione da parte del gruppo senese di Banca Antonveneta per una somma di 9,3 miliardi, operazione iniziata nel novembre 2007 e perfezionata nel 2008. Il gruppo bancario senese aveva acquistato Banca Antonveneta dal Banco Santander, che a sua volta l'aveva acquistata da Abm Amro per 3,6 miliardi. Un gioco al rialzo che "incuriosisce" l'autorità giudiziaria, che pone le basi per le indagini già nell'autunno scorso.

Lo snodo della vicenda è costituito dallo strumento finanziario Fresh, utilizzato nel 2008 per l'acquisizione di Antonveneta. Si tratta di uno strumento di capitale ibrido, a durata perpetua, rimborsabile con azioni Mps. Uno strumento che venne concertato da Banca Mps con JP Morgan, e sottoscritto per quasi la totalità dalla Fondazione, nell'ambito dell'aumento di capitale da 1 miliardo lanciato per finanziare l'acquisizione per 9 miliardi di Antonveneta. 

La notizia tutto sommato risulta un vero colpo di fulmine per Mps. Infatti, l'accordo che si può considerare concluso fra la Fondazione Mps e le banche creditrici sul debito e la sua ristrutturazione, sembrava aprire un periodo di serenità per l'istituto senese, che s'avvia a firmare l'accordo con i tre gruppi di istituti creditori ( JP Morgan, Credit Suisse,Mediobanca) prima del 15 maggio. Insomma, questione di giorni.

Nel frattempo, mentre la Fondazione rende noto che si apre anche l'ipotesi di reato di "manipolazione del mercato circa il valore delle azioni di banca Mps, che tra l'altro nei primi giorni di gennaio 2012 subirono un anomalo ribasso", 147 finanzieri perquisiscono, oltre le sedi senesi della Banca Monte dei Paschi e della Fondazione Monte Paschi, anche Firenze, Padova, Roma, Mantova, Milano. Oltre al Comune di Siena e della Provincia e alle abitazioni private del presidente della Fondazione Mps, Gabriello Mancini, di Antonio Vigni, ex direttore generale di Banca Mps e dell'attuale direttore generale della Fondazione, Claudio Pieri, oltre all'ex dg Marco Prlangeli. Visitate dai finanzieri anche abitazione e ufficio senese dell'attuale presidente dell'Abi, ex-presidente della banca senese Giuseppe Mussari, che non risulta indagato. Per quanto riguarda  la Fondazione Mps, oltre ad assicurare "la massima collaborazione" ribadisce la "piena fiducia nell'autorità giudiziaria". Intanto, ancora acquisizioni di documenti presso l'ufficio legale  di Mps, cui è presente  il sostituto procuratore di Siena Antonino Nastasi. A seguito dell'inchiesta, bloccati tutti  i computer della direzione generale.  Il presidente Profumo e l'ad Viola sono sul luogo fin dalla prima mattina. Per ora, si ha notizia di 4 indagati, alcuni figure dirigenziali di Banca Mps.

Le perquisizioni non si fermano. E a "pagare pegno" è anche Mediobanca, oggetto di una perquisizione della Guardia di Finanza come istituzione informata dei fatti in relazione a operazioni poste in essere dal gruppo Mps, "nelle quali Mediobanca ha ricoperto insieme ad altre primarie istituzioni internazionali un ruolo tecnico connesso con la sua ordinaria operatività".

Intanto, la tempesta si trasferisce in Borsa. E, se alla notizia la Borsa reagisce facendo crollare le azioni senesi dopo il passaggio in asta di volatilità sull'emotività della notizia delle indagini della Procura di Siena,  Monte dei Paschi torna nel pomeriggio alla normalità delle trattative di Pazza Affari, pur con il titolo in profondo rosso: - 6,70% a 0,23 euro. Anche gli scambi non sono eccezionali: passate di mano 140milioni di azioni Mps, mentre la media quotidiana dell'ultimo mese di Borsa vedeva il passaggio di 184milioni di pezzi.

Infine, reagiscono le istituzioni cittadine. Si augurano che sia fatta chiarezza in tempi brevi,in una nota congiunta, "per il bene della comunità", il sindaco di Siena Franco Ceccuzzi e il presidente della Provincia senese Simone Bezzini. Precisando che le attività della GdF non ha riguardato "le nostre persone", sottolineano che "non ci son indagati" nè in Comune nè in Provincia.

© STAMPTOSCANA - RIPRODUZIONE RISERVATA

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