Sabato 21 Aprile, 2012 - 17:52 da SteVal
Sauro Certini, 36 anni, 11 in azienda, licenziato in tronco per "motivi economici": soppressa la linea, a casa l'autista. I Cobas: "Atto anticipatore di ciò che sarà la riforma Fornero"
Firenze -
La figura emblematica del presidio che si è tenuto oggi pomeriggio all'arrivo della tramvia, stazione lato scalette, è proprio Sauro Certini, licenziato da Autolinee Toscane (in cui compare anche la francese Ratp, gestore della Tamvia e detentore del pacchetto di maggioranza di Autolinee Toscane stessa), per"motivazioni economiche". Dopo 11 anni di lavoro.
Un licenziamento interessante proprio per la causale, oltre che per le modalità: portata la lettera direttamente all'interessato, senza nessuna consultazione o senza aver informato le Rsu dell'azienda. Niente di niente. Solo quello scarno licenziamento "per motivi economici".Vale a dire, soppressa la linea, soppresso l'autista.
Una posizione che non fa una piega, in particolare in vista del nuovo taglio che promette di avere l'ormai famoso art.18. E, al di là della storia personale di Sauro (36 anni, solo col fratello anch'egli disoccupato, in una casa gravata da mutuo e senza i genitori) il suo caso è uno di quelli che fanno scalpore.
Perchè?
"Perchè promette di essere un esempio di quello che succederà in seguito alla riforma del lavoro a firma Fornero – spiega Alessandro Nannini, rappresentante Cobas di Ataf – il caso di Sauro deve far riflettere tutti sul significato che ha privatizzare beni comuni come il trasporto pubblico. Nessun confronto, nessuna controparte, nessuna possibilità di ricorso al giudice nè obbligo di reintegro. Solo un bel licenziamento in tronco, coperto da una motivazione del tutto generica come i motivi economici". Di questi tempi, capaci di far procedere al licenziamento di quasi tutti i lavoratori
in quasi tutte le aziende, visti i lumi di luna dell'economia italiana.
Al presidio erano presenti, oltre a i Cobas, Usb e Cub. Nessuna traccia neanche della Cgil,
nonostante la solidarità espressa a suo tempo al lavoratore.
Di un licenziamento "anticipatore di ciò che sarà la riforma", parla Silvia Gabbrielli,
Usb, che sottolinea: "Se il buon giorno si vede dal mattino, questo licenziamento toglie ogni illusione su quello che ci aspetta. Si tratta di una spallata poderosa alle tutele del lavoro".
Anche Ornella De Zordo, consigliere comunale di Unaltracittà, è presente al presidio. "Obiettivo della mobilitazione di oggi? Non ci deve essere il licenziamento, si tratta di un'anteprima che non ci piace. Tutto ciò si aggancia a ciò che ripetiamo da tempo: no alla privatizzazione di Ataf, no al licenziamento dei lavoratori. Il trasporto pubblico, Ataf sono patrimonio della città di Firenze. Il trasporto pubblico è un servizio pubblico: non va nè venduto, nè smembrato, nè impoverito, licenziando i lavoratori".
Tre no, tre punti che condivide e sottolinea Tommaso Grassi, consigliere comunale di Sel: "Sul caso specifico, la speranza sarebbe quella di farlo rientrare. La paura, questo licenziamento è il primo di una lunga serie? Si tratta di un licenziamento preventivo, prima ancora che passi la riforma, per mettere le cose in chiaro? In questo quadro, gli enti ocali sono tenuti a garantire al massimo la salvaguardia del lavoro".
Intanto, fra bandiere e facce indurite dalla lotta, Sauro Certini ripete: "Devo riavere il lavoro. Non posso permettermi nè aggiustamenti, nè transazioni, nè compromessi. Devo riavere il lavoro". E si vede che pensa a casa, al mutuo, al fratello disoccupato. Alla sua vita che sembra crollargli addosso.
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