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Toscana Interiore: le strade che portano a Buti Breaking news, Turismo

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Firenze – La valle dei poeti. Molte strade portano a Buti, in senso reale e metaforico. Nell’Alto medioevo Buti (alle pendici sud orientali dei Monti Pisani) fu crocevia di percorsi che da Pisa s’innestavano sulla Francigena o andavano a Lucca e verso i passi appenninici. Si preferiva la via dei monti perché l’area paludosa lungo il lago di Sesto(Bientina) era malagevole e insicura. Da qui passò anche, nel 903, la solenne traslazione di S.Giulia, dalla Gorgona a Brescia voluta dal re dei Longobardi Desiderio e dalla regina Ansa. Poi, nel Basso Medioevo, Buti, fu a lungo conteso tra Pisa, Lucca e Firenze e, con i suoi castelli, divenne un fulcro del sistema difensivo dei Monti Pisani. Scriveva Crescentino Giannini nel 1858: Tra i castelli, che […] tenne in giurisdizione la città di Pisa, non diverrà mai oscuro quello di Buti, per la valle in mezzo di cui siede, popolata di maravigliosi oliveti, e per gli uomini che ne produsse illustri in armi, in lettere e in arti.

Fra i personaggi famosi del Medioevo, il Beato Balduino e la Beata Perpetua, il condottiero pisano Guido da Buti, Francesco di Bartolo (il Buti delle antologie scolastiche), uno dei più autorevoli commentatori della Divina Commedia, le eroine Paola e Pantasilea da Buti che difesero Pisa assediata dalle milizie di Paolo Vitelli. Dopo la conquista fiorentina, venne meno il ruolo strategico e la vallata divenne un’appartata località dedita all’agricoltura e all’artigianato

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Ma altre strade hanno continuato a portare a Buti: quelle percorse da Montale, Viani, Antonicelli, Buzzati, Dario Fo che venivano a trovare poeti e scrittori locali ( dal famoso poeta-pastore Pietro Frediani a Leopoldo Baroni vincitore di un Premio Viareggio) e autori e interpreti dei Maggi drammatici come il grande Farnaspe (Fernando Bernardini).e Arcangelo contadino novantenne che cantava Ariosto e Tasso. Nell’edicola di giornali di William Landi scrittore e cultore del dialetto potevamo trovare Dino Buzzati ed Eugenio Montale mentre il Prof Giannessi ha realizzato qui nel 1953 uno dei primi documentari televisivi della Rai.

buti 2La caratteristica principale di Buti è quella di essere la culla dei poeti come l’ha definita Dino Landi. Qui la poesia è un fatto corale. Nasce da una plurisecolare tradizione di poeti contadini e annovera centinaia di autori, un numero che anche nei “prosaici” giorni nostri si accresce continuamente. E molti come i fratelli Nello e Dino Landi sono anche autori di Maggi e poeti improvvisatori.

Significativa anche la “via” della pittura che porta a contatto con i molti artisti che operano sul territorio, tanto che Buti è stata definita “città di pittori”. Alcuni riproducono in modo evocativo vari aspetti di questa località sula scia del post impressionismo e dei post macchiaioli o, come Lori Scarpellini, ci conducono in mondi fantastici, cercano lo stupore del cosmo e approdi poetici. Con ricerche di tipo espressionista e, con il Gruppo di Buti, la sperimentazione di nuovi mirabili linguaggi

Il rilancio della cultura locale viene dal cinema. Inoltre, la via del cinema e del teatro che ha consentito di reagire con successo a quella ventata di modernismo che, alla metà del XX secolo, minacciava di relegare nel dimenticatoio le tradizioni locali. Giulia Pelosini ha colto il punto chiave di questo rilancio nell’incontro tra cinema e Maggio di Buti quando con il regista Paolo Benvenuti, nel 1973, nacque il film RAI Medea, un maggio di Pietro Frediani, presentato al Forum Internazionale di Berlino, e al Festival mondiale del teatro di Nancy. Ed è del 1974 –scrive Giulia Pelosini – l’incontro con i cineasti francesi Jean Marie Straub e Danièle Huillet. che hanno donato al Teatro di Buti il Leone d’oro conseguito a Venezia nel 2006”. Poi, negli anni 80, con Dario Marconcini e Paolo Billi si verifica l’incontro “fra sperimentazione e tradizione:” La nuova Compagnia del Maggio che miete successi in tutta Europa si arricchisce continuamente di nuove opere. E nuovi personaggi che vengono a Buti come Roberto Benigni(ormai quarantennale la sua frequentazione con Nello Landi, il maggior poeta locale, maestro dell’ottava rima) Francesco Guccini, Davide Riondino, Lisetta Luchini. Qualche tempo fa ha scritto Goffredo Fofi: “Buti dov’è? E che ragione c’era di andare a Buti? Buti è un nome magico per chi ha amato la cultura popolare italiana più autentica” […]

Proseguendo nelle nostre “strade” ricordiamo che Buti è inserito nella via dell’olio dei Monti Pisani, che i suoi oliveti sono stati cantati dal Carducci. E D’Annunzio definì soave l’olio butese. E la lavorazione del castagno con la produzione di ceste e corbelli nei secoli scorsi dette vita ad un artigianato pregevole, con prodotti originali che hanno reso Buti celebre in tutto il mondo.

buti 3Oggi per le attività economiche si è aperta una nuova strada, quella degli agriturismi e della ristorazione che ha visto proclamare Buti “villaggio della dieta mediterranea” e turisti che vengono a gustare cibi della tradizione toscana come la celebra zuppa alla frantoiana. Cibi riproposti anche nelle sagre, in grande numero, in ogni contrada.

Foto: Lido Scarpellini

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