Domenica 1 Aprile, 2012 - 10:50 da Emanuele Marcheselli
Lo dimostra un'innovativa ricerca condotta dal'Università di Pisa e dalla Scuola Superiore Sant'Anna. Allo studio un metodo per modificare frutta e verdura di modo da incrementare lo iodio in esse presente.
Pisa -
La dieta paesi occidentali, in genere, non abbonda di iodio. Nella frutta e nella verdura, infatti, l’elemento è presente in quantità veramente basse. Questo in quanto le piante, come è stato dimostrato da alcuni ricercatori dell’Università di Pisa e della Scuola Superiore Sant’Anna, assorbono lo iodio ma lo rilasciano in forma gassosa nell’atmosfera. Grazie al lavoro degli accademici pisani, diretti dal professor Aldo Pinchera, docente di Endocrinologia dell’Università di Pisa e della Scuola Sant’Anna, sulla rivista “Scientific Reports” del gruppo editoriale “Nature” è stato pubblicato un articolo in cui si spiega il meccanismo mediante il quale è possibile accumulare, nelle piante, una maggiore quantità di iodio. «Abbiamo dimostrato come il problema della bassa quantità di iodio nei vegetali non derivi dall’incapacità di assorbirlo, ma piuttosto di trattenerlo», ha spiegato Pierdomenico Perata, docente di Fisiologia vegetale dell’Università di Pisa e coordinatore del progetto di ricerca. Grazie alla scoperta degli studiosi pisani sarà quindi possibile arricchire di iodio le piante senza la necessità di ricorrere agli ogm. Frutta e verdura “più salate”, dunque, per combattere la malnutrizione e, con essa, tutta una serie di malattie che sono dovute alla carenza di iodio. La mancanza di questo elemento, infatti, è una delle principali componenti della malnutrizione a livello mondiale e la prevenzione di questa patologia con alimenti in cui è presente sale arricchito di iodio si è rivelata in alcuni casi inefficace. Lo iodio ha un ruolo fondamentale negli ormoni che regolano la tiroide, che presiedono alla crescita, che causano lo sviluppo del sistema nervoso centrale e determinano il metabolismo. Quando la carenza di iodio è troppo accentuata, negli adulti si formano il gozzo ed i noduli tiroidei. Ma meno iodio significa anche pericoli per le donne in gravidanza, che hanno più bisogno dell’elemento e che, in caso di una sua mancanza, sono sottoposte ad un maggior rischio di aborto e parto prematuro. Il feto stesso può risentire della carenza di iodio nascendo con una disfunzione tiroidea. Per combattere le malattie dovute alla carenza di iodio, però, i ricercatori pisani stanno studiando un pomodoro capace di accumulare la quantità di iodio necessaria ad un individuo nell’arco di un’intera giornata.
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