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Pegaso d’oro agli scienziati di Virgo – Intervista a Federico Ferrini Video del Giorno

Firenze - “Voglio dedicare il Pegaso d’oro ad Adalberto Giazotto, il nostro padre fondatore”. Il direttore di Virgo, l’European gravitational obervatory di Cascina, Federico Ferrini, ha voluto dedicare il riconoscimento appena ricevuto dalle mani del presidente Enrico Rossi, al fisico italiano recentemente scomparso, il cui contributo alla scoperta delle onde gravitazionali è stato pari a quello dei due fisici statunitensi e del fisico tedesco insigniti del premio Nobel.

Ferrini, che ha parlato di una nuova astronomia che nasce dalla Toscana per andare alla scoperta delle onde gravitazionali, dei suoni e delle luci dell’universo, ha sottolineato che anche la tecnologia che ha reso possibile l’assemblaggio dell’interferometro Virgo è toscana, visto che gli specchi in grado di garantire una precisione strabiliante (pari a quella di un telescopio capace di fotografare un capello sulla stella più vicina a noi) sono stati realizzati e assemblati da una azienda di Lucca.

“Vogliamo vedere – ha precisato Ferrini – l’inizio della storia dell’universo: il Big bang. A Cascina stiamo sviluppando nuovi strumenti per farlo. E ci riusciremo. Anche grazie a Virgo abbiamo inaugurato la nuova astronomia gravitazionale. Ci sono voluti cento anni per riuscire a catturare le onde gravitazionali, il che dà la misura di quale sfida tecnologica e concettuale abbiamo vinto. Oggi abbiamo una finestra in più, aperta sull’universo. E nel futuro ci aspettiamo una buona dose di astronomia nuova”.

Alla cerimonia di assegnazione del Pegaso d’oro hanno partecipato, tra gli altri, Fernando Ferroni presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, Gianluca Gemme, coordinatore del progetto Virgo in Italia, Giovanni Losurdo, coordinatore del progetto Advanced Virgo e Marco Grassi, direttore dell’Istituto nazionale di fisica nucleare di Pisa.

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