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  • Firenze, Giovedì 17 Aprile, 2014 - 17:22 da Susanna Fabiani
    Bruno Gambone. Oggetti, 1965-1970

    Bruno Gambone. Oggetti, 1965-1970

    La galleria Il Ponte presenta una mostra di Bruno Gambone (Vietri 1936), artista assai noto come ceramista, che fra le fine degli anni Cinquanta e i primi anni Settanta, si era però dedicato interamente alla pittura. Dopo essersi stabilito a New York, nel 1963, la sua pittura geometrica, sulla linea di certo Minimalismo statunitense, attraverso colori vividi e brillanti, acquisisce una volumetria che emerge fortemente oltre la superficie pittorica. Fra il 66 e il 67, sia attraverso strutture lignee dipinte, che con la realizzazione di volumi geometrici schiacciati contro la parete e rivestiti di tela, tale tridimensionalità prende corpo e acquisisce forte rilievo. Nel 1967 a Milano, dove si trasferirà l'anno successivo, nella galleria del Cenobio, invitato dall'amico Alviani, realizza un ambiente di tele tensionate su strutture lignee, introdotto da un testo di Germano Celant. Prosegue poi su questa linea con opere che hanno le caratteristiche sostanziali della "pittura oggetto", di cui scrive Gillo Dorfless nel 1967, raccogliendo in una mostra a Roma all'Arco d'Alibert di Mara Coccia, insieme a Fontana: Castellani, Bonalumi e Scheggi. Soprattutto con gli ultimi due Gambone era legato da fraterna amicizia e unità di intenti e insieme partecipano in quegli anni a numerose mostre e ad azioni artistico-teatrali. Questo mondo di Bruno Gambone, pur citato negli studi degli altri autori, si può dire che sia rimasto celato, per oltre quarant'anni, dalla sua ben più nota attività di ceramista, cui si dedica pressoché interamente poco dopo la morte del padre Guido (ceramista attivo fra il 1909 e il 1969). Questa mostra, costituita da dieci tele estroflesse e da una grande opera ARA (1969), che impegna interamente il piano inferiore della galleria, corredata da un ampio e dettagliato catalogo, cerca di riportare alla luce questo complesso di opere e la loro storia. Si va così colmando una lacuna nella storia dell'arte italiana degli anni Sessanta, che hanno sicuramente rappresentato un momento magico della creatività artistica italiana.
  • Firenze, Mercoledì 16 Aprile, 2014 - 15:35 da Bottega dei segni
    11 maggio: una coccola di benessere per mamme e figlie

    11 maggio: una coccola di benessere per mamme e figlie

    Le mamme, si sa, sono sempre di corsa e sempre super impegnate. E allora quale miglior regalo per la Festa della Mamma se non una dolcissima pausa di relax e benessere da condividere con le proprie figlie? Si può scegliere tra massaggi rigeneranti, trattamenti corpo per tornare in forma, speciali coccole per restituire luminosità alla pelle del viso e tantissime altre piacevoli cure di bellezza... il tutto affidandosi alle mani esperte di estetiste qualificate, in un ambiente curato ed accogliente. Ecco allora gli esclusivi pacchetti “Coccole mamma & figlia” acquistabili da Nicla dall’1 all’11 maggio 2014*. Per ogni trattamento comprato per la mamma, il Centro Benessere Nicla regalerà alla figlia una manicure o un trattamento corpo elasticizzante… un modo per stare insieme e godersi un po’ di sana complicità femminile! Prenota il “doppio” regalo e vieni a ritirare il pacchetto da consegnare alla mamma! Centro Benessere Nicla - http://www.centrobenesserenicla.it Corso Italia, 19, 50123 Firenze 055 283325| .(JavaScript dovrebbe essere abilitato per vedere questo indirizzo email) * Il trattamento regalato potrà essere utilizzato entro 30 giorni.
  • Firenze, Martedì 15 Aprile, 2014 - 13:08 da Sfumature In Atto
    Un workshop di tecniche teatrali nei servizzi di salute mentale

    Un workshop di tecniche teatrali nei servizzi di salute mentale

    Il 10 e 11 maggio si svolgerà un workshop di teatro e salute mentale condotto da Daniele Giuliani professionista esperto di teatro nelle terapie. Il laboratorio si svolgerà presso il centro culturale New Staz a Firenze. Nei due giorni di laboratorio affronteremo il problema dell’ETICA rispetto al fare TEATRO in contesti complessi come i servizi di salute mentale. Vedremo il teatro nell'ottica della trasformazione sociale e personale, enucleandone l'aspetto di mediazione, tra la persona coinvolta nel processo creativo e il pubblico. Ogni partecipante sarà portato a confrontarsi con i propri LIMITI, attraverso un trainig fisico e vocale applicabile in contesti educativo-terapeutici. Lavoreremo inoltre sulla capacità di ridere di sé, fregandosene irriverentemente dei ruoli che la società attribuisce ad ognuno di noi.
  • Firenze, Martedì 15 Aprile, 2014 - 8:33 da gabriele parenti

    LA PROPOSTA DELLE ACLI PER UN PIANO CONTRO LA POVERTA

    L’animata cornice del Festival del volontariato - Villaggio Solidale: è stato un contesto significativo per la presentazione delle proposte delle Acli intese a fronteggiare le povertà. Il Convegno Reddito minimo e inclusione sociale: fronteggiare la crisi partendo dagli ultimi è stato introdotto dal Presidente regionale delle Acli Federico Barni il quale ha sottolineato che la proposta . delle ACLI non ha una logica meramente assistenziale ma vuole fare da volano e implica un atteggiamento attivo dei soggetti beneficiari”. ll Reddito di inclusione sociale –ha rilevato Barni –prevede un aiuto economico ma anche tutta una serie di servizi rivolti specificamente a determinate fasce sociali. Servizi per il lavoro e formazione professionale per i giovani oppure servizi di cura per anziani e disabili. Un Piano contro la povertà –ha ribadito il Presidente Barni che ha quindi una portata dinamica e che dovrà avvalersi del fondamentale apporto di volontariato ,associazionismo e cooperazione sociale che sul territorio stanno operando positivamente come dimostrano gli sportelli dei servizi Acli, dal Patronato al Punto famiglia. La relazione di Andrea Luzi responsabile welfare delle ACLI Nazionali ha messo in rilievo che in Italia la povertà assoluta coinvolge ormai il 6,8% delle famiglie (Istat, 2013); che sale all’9,8% nelle regioni meridionali. Ma a differenza degli altri Paesi membri dell’Unione, eccezion fatta per la Grecia, non abbiamo un piano strutturale contro la povertà assoluta. L’Italia sta vivendo, oltre a un inasprimento delle condizioni di vita dei cittadini, anche una nuova emergenza alimentare: sono oltre 4 milioni gli indigenti assistiti dalle associazioni caritatevoli (una cifra che ha registrato un incremento del 47,2% in soli 4 anni), di cui il 10,5% sono bambini con un’età inferiore ai 5 anni e il 14% circa anziani di età superiore ai 65 anni. Inoltre, la povertà non è soltanto una eventualità transitoria .Si è rilevato che chi slitta sotto la soglia di povertà ha ben poche possibilità di uscirne, almeno in tempi rapidi. Ad animare la proposta – ha detto Andrea Luzi -è stato il pragmatismo. nell’ottica di un welfare in senso inclusivo e della sostenibilità. Il Piano permetterebbe di raggiungere tutte le famiglie che vivono questa difficile condizione (universalismo). con un intervento composto da un mix di soldi e servizi, per un investimento, a regime, di 6 miliardi annui, con contributi differenziati a seconda delle esigenze familiari e del costo della vita. Il Piano assegna ai Comuni la regia degli interventi, al Terzo Settore l’implementazione dei servizi, la co-progettazione e il compito di avvicinare le persone in difficoltà.. Ad uno stretto rapporto tra sistema pubblico e Terzo settore si è riferito anche Simone Naldoni, consigliere regionale, membro della Commissione Sanità e Politiche sociali il quale ha esaminato vari interventi della Regione in materia di Welfare per sostenere il reddito delle famiglie,a cominciare dal Piano famiglia del 2013 che costitusce una risposta immediata a numerose emergenze . Naldoni ha rilevato che la Regione deve dare l’intelaiatura normativa e avvalersi del terzo settore per costituire un welfare di comunità che sia efficace di fronte ai vecchi e ai nuovi rischi sociali ad esempio investire sulla salute che oggi,in una regione come la Toscana con alto tasso di popolazione ha nella cronicità una delle problematiche più rilevanti. Ma investire in salute significa –ha concluso Naldoni- avere strutture capaci di coniugare il risparmio a prestazioni di alto livello e in questo il piano integrato socio-sanitario è uno strumento importante per tenere alto il livello di welfare e ovviare a situazioni di disagio sociale che hanno riflesso negativo anche sullo stato di salute. Le conclusioni sono state del Presidente regionale del Patronato Acli Giacomo Martelli che ha annunciato ulteriori iniziative delle Acli in tema di lavoro e di welfare ed ha poi fatto riferimento al forte impegno del Patronato attraverso i suoi sportelli diffusi sul territorio con recapiti in molti dei Circoli e Nuclei Acli presenti anche nei centri più piccoli , per dare informazioni e assistenza a chi chiede di usufruire delle misure in vigore per combattere il disagio sociale ma anche per proporre nuovi interventi per fronteggiare meglio questa vera e propria emergenza.
  • Firenze, Lunedì 14 Aprile, 2014 - 15:33 da Marco
    Lirica, De Blasis vince il concorso internazionale “Omega”

    Lirica, De Blasis vince il concorso internazionale “Omega”

    La sua voce cristallina ha convinto tutti i membri della giuria, e il fatto che – subito dopo la proclamazione – abbia cantato con l’orchestra senza aver mai effettuato neanche una prova è stata la prova del nove. E’ la soprano romana Giulia De Blasis, la vincitrice della seconda edizione del concorso internazionale “Omega” dedicato alla scoperta delle migliori voci liriche. All’appuntamento, organizzato nella sala San Filippo Neri (piazza San Firenze) dall’associazione Omega per le proprie produzioni, hanno partecipato circa un centinaio di cantanti provenienti da tutto il mondo, poi ridotti a quindici finalisti. La giuria – presieduta da Bruna Baglioni e composta dai direttori artistici dei teatri di tradizione di Pisa, Livorno e Novara, da impresari lirici, direttori d’orchestra e musicologi di fama – ha sancito il successo della De Blasis, romana, 27 anni, che ha spiazzato tutti cantando in diretta senza neanche una prova con l’orchestra diretta da Alan Magnatta Freiles. A contenderle la vittoria sono stati la seconda classificata, la soprano greca Myrto Bocolini, con un bel timbro di voce, e il baritono coreano Junk Junsik. I tre canteranno insieme in uno speciale concerto il 26 aprile alle ore 21, presso la sala San Filippo Neri, insieme ad altri partecipanti alla Masterclass per tecnica vocale ed interpretazione lirica (info su http://www.omegamusica.org). Come accaduto l’anno passato, infatti, i vincitori del concorso e molti dei finalisti sono stati inseriti nel festival “Omega” andato in scena in estate con sei recite di Traviata, Madame Butterfly e I Pagliacci, nonché con La buona novella di Fabrizio De Andrè e il concerto di Susanna Rigacci. Già a 23 anni Giulia De Blasis si è esibita come solista in vari teatri partendo dal “National Grand Theatre” in Cina, fino a solcare le scene di molte opere sia in Italia che all’estero. Vincitrice di altri due concorsi, è stata diretta da numerosi e famosi direttori d’orchestra. A breve sarà Zerlina nel Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart a Skopje e Bangkok, sotto la direzione del maestro Giuseppe Sabbatini. In giugno interpreterà invece il ruolo di Argelia ne L’esule di Roma di Gaetano Donizetti, a Vienna.
  • Firenze, Venerdì 11 Aprile, 2014 - 16:59 da rossini
    25 aprile, Storia e memoria. La Rossini in concerto per la Liberazione

    25 aprile, Storia e memoria. La Rossini in concerto per la Liberazione

    La Filarmonica di Firenze "G.Rossini" invita il suo pubblico al Concerto del 25 aprile, anche quest'anno in Piazza della Signoria sull' Arengario di Palazzo Vecchio - ore 17.00 Bella e nobile realtà musicale della piazza fiorentina, la Rossini è un pezzo di storia della città, evoluzione dell'ottocentesca banda sinfonica fondata al tempo di Firenze Capitale. Ma la Rossini di oggi è una grande Orchestra di Fiati con un organico importante di ottoni, flauti, oboe, clarinetti, saxofoni e percussioni. Punto di riferimento dei complessi amatoriali in toscana, è un laboratorio musicale che accoglie senza pregiudizi chi vuol fare musica di qualità. Sempre pronta a sottolineare in musica i grandi appuntamenti della storia, nella mattinata del 25 aprile la Rossini apre il corteo con le autorità cittadine da piazza dell'Unità a Palazzo Vecchio. E alle 17 buona musica dal vivo, con 'Bella Ciao' gran finale da cantare insieme... Concerto in piazza, quella della Signoria! per suonare con la Rossini: .(JavaScript dovrebbe essere abilitato per vedere questo indirizzo email)

  • Firenze, Giovedì 10 Aprile, 2014 - 19:44 da Studio Eventi
    Serata Inaugurale del “Dolce Zucchero” di Firenze

    Serata Inaugurale del “Dolce Zucchero” di Firenze

    Chi, tra i fiorentini, non è stato almeno una volta, tra il 1993 ed il 2007, al “Dolce Zucchero”, lo storico club di via Dei Pandolfini 38/r, nato dall’intuizione di Giuseppe Lingria e di Sante Bianchi? Ebbene, il prossimo sabato 12 aprile, dalle ore 22, avverrà, con la Serata Inaugurale, la riapertura ufficiale del locale, oggi, dopo 7 anni, nuovamente gestito da uno dei suoi creatori, Giuseppe Lingria. Il “Dolce Zucchero”, disposto su 2 piani, fin dalla sua nascita ha offerto un format così innovativo da essere ancor oggi attuale, dal momento che ha sempre avuto una triplice natura: lounge bar con musica dal vivo, pub e discoteca; con il passare degli anni, poi, si è ulteriormente evoluto, diventando sede di mostre d’arte e di incontri culturali (anche diurni) e caratterizzandosi sia per iniziative di lotta contro l’abuso di alcool che per periodici eventi di beneficenza, tanto che ha ottenuto il titolo di “Paul Harris Fellow”, massima onorificenza concessa dalla Rotary Foundation, grazie alla partecipazione al “Progetto Polio Plus”. Si sono esibiti sul palco del “Dolce Zucchero” artisti del calibro di Irene Grandi e di Bruno Zucchetti degli O.R.O., ed il compianto Alex Baroni vi ha girato il primo videoclip della sua carriera. Dopo tutti questi anni di ricordi e di successi eccezionali di pubblico, sabato prossimo il club entrato nel cuore di tanti fiorentini riaprirà con una Serata Inaugurale caratterizzata dalla mostra delle opere di Bety Avila e di Valeria Mancini dell’Accademia d’Arte di Firenze, dalla musica dal vivo di Simone e Daniela Brogi e di Filippo Rak, e dai DJ set curati da Cristian Becherini, Lorenzo Cassigoli e Fabien (tutti artisti dell’“epoca d’oro” del locale). Giuseppe Lingria spiega che “il “Dolce Zucchero” si prefigge di tornare ad essere un punto d’incontro di studenti fiorentini e stranieri, ma anche un punto di ritrovo per clienti più adulti, soprattutto nel fine settimana, grazie all’apertura in prima serata dell’elegante lounge bar con ottima musica live”. Ulteriori dettagli sul sito http://www.dolcezucchero.com.
  • Firenze, Giovedì 10 Aprile, 2014 - 13:10 da cristina vannuzzi
    Parte da firenze il festival itinerante del gelato

    Parte da firenze il festival itinerante del gelato

    Gelato Festival 2014 parte dal Primo Maggio a Firenze Dieci tappe in Italia, cinque in Europa. Protagonista il gelato italiano Gelato Festival 2014 parte il primo maggio da Firenze per un tour lungo dieci tappe in Italia e cinque in Europa. La manifestazione, da maggio ad agosto, riunirà oltre cento gelatieri pronti a sfidarsi in gare di creatività a suon di gusti nelle più belle piazze del continente. Protagonista la storia, la cultura, l’innovazione del gelato con Il Buontalenti, il laboratorio mobile di gelato artigianale più grande del mondo mai costruito. L’evento nasce nel 2010 a Firenze con l’idea di celebrare le origini fiorentine del gelato, creazione attribuita a Bernardo Buontalenti a servizio dei Medici nel 1559, e di farle conoscere in tutto il mondo, così come fece Caterina nel Rinascimento andando in sposa in Francia ad Enrico II di Valois. Novità: Gelato Festival si trasforma in una mostra itinerante che in tutta Europa racconterà il gelato all’italiana, la sua invenzione, gli ingredienti di qualità, la produzione e la cultura che questo settore rappresenta. A Firenze Gelato Festival (1-4 maggio) sarà possibile trovare le fantastiche novità di Algida per l’estate 2014 tra cui l’attesissimo ritorno di Winner Taco! Ad accompagnarlo l’Orso mascotte per la felicità di grandi e piccoli. Ferrero propone, in qualità di Gold Sponsor in Italia, la presentazione nazionale del semilavorato ‘Nutella Professional line®’, ideale per fare il gelato artigianale al “vero gusto di Nutella”. Al termine della quattrogiorni fiorentina, verrà eletto il Miglior Gelatiere italiano 2014, in sfida i 10 gelatieri che nel 2013 hanno vinto nelle manifestazioni di Gelato Festival di Firenze, Milano, Torino e Roma. Calendario italiano ed europeo: L’anteprima dell’evento è in programma alla Fortezza da Basso di Firenze, in occasione della Mostra Internazionale dell’Artigianato, appuntamento dal 24 aprile al 1 maggio 2014. Questo il calendario ufficiale della manifestazione: Firenze (1-4 maggio), Lecce (8-11 maggio), Riccione (15-18 maggio), Milano (22-25 maggio), Roma (29 maggio-1 giugno), Torino (5-8 giugno), Verona (12-15 giugno), Napoli (19-22 giugno), Viareggio (26-29 giugno), Senigallia (3-6 luglio) Cannes (10-13 luglio), Barcellona (17-20 luglio), Parigi (24-27 luglio), Monaco (31 luglio-3 agosto) e Amsterdam (7-10 agosto). Gelato Festival è ambasciatore del gelato italiano, in questo percorso ha al proprio fianco Expo 2015 e ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Algida è il Main sponsor della manifestazione Firenze Gelato Festival. Ferrero è Gold Sponsor di tutte le tappe in Italia di Gelato Festival. Fabbri, silver sponsor di Gelato Festival, proporrà durante le dieci tappe italiane del tour i suoi Gelato Cocktail. Sponsor tecnico di tutto Gelato Festival 2014 Clabo Group, azienda di Jesi leader di mercato nel settore degli arredi per la ristorazione e conosciuta soprattutto per le vetrine che espongono il gelato artigianale. Tra gli sponsor anche Bravo, Cargill, Weker. Info su: http://www.gelatofestival.it

  • Firenze, Mercoledì 9 Aprile, 2014 - 20:34 da gabriele parenti
    Umberto Orsini ne “Il gioco delle parti” alla Pergola

    Umberto Orsini ne “Il gioco delle parti” alla Pergola

    Una commedia-simbolo dell’ironia pirandelliana in cui predominano situazioni grottesche Il gioco delle parti è anche emblematica di un altro aspetto peculiare del teatro di Pirandello: i personaggi fuggono la realtà rifugiandosi nelle maschere che si sono costruiti. Ma la maschera non elimina il dolore, che per di più, è privo di ogni consolazioni. Lo spettacolo(8-13 aprile) che chiude la stagione della Pergola è una coproduzione della Fondazione Teatro della Pergola che ha affiancato la nuova Compagnia fondata da Umberto Orsini lo scorso anno, in occasione dei suoi sessant’anni di teatro Questa scelta coraggiosa in un periodo così segnato dalla crisi economica è spiegata da Umberto Orsini come un “profondo desiderio di aggregare al mio nome una serie di persone con le quali ho già lavorato o con le quali avrei sempre voluto lavorare e trasmettere loro tutta la mia passione, la mia esperienza e il persistente desiderio di ricerca e di qualità che ha guidato la mia vita artistica attraverso una seria preparazione professionale.” Orsini torna a Il giuoco delle parti a una quindicina d’anni di distanza dedica questa nuova edizione alla grande Rossella Falk. La commedia è un sovrapporsi di ruoli e di situazioni : Leone Gala si atteggia a filosofo per mascherare la sofferenza della separazione delle moglie la quale a sua volta si senta svuotata e neppure il rapporto con l’amante Guido(che si sente in balìa delle personalità dei due ex coniugi) riesce a dare senso alla sua esistenza e provoca rancore. La donna medita vendetta ma… il giuoco della parti cambierà tutto. Il giovane regista Roberto Valerio amplia in questa edizione i piani del racconto e facendolo piombare in un clima che mescola reale ed irreale, presente e passato, razionalità e follia. A proposito di questa nuova edizione Orsini (che Giovedì 10 aprile alle ore 18 insieme agli attori della Compagnia incontra il pubblico e gli allievi della Accademia Teatrale di Firenze) rileva: “Abbiamo immaginato un Leone Gala che viva oltre il limite che la commedia gli ha assegnato, un Leone più invecchiato e ossessivamente alla ricerca del suo passato [….] il luogo dove collochiamo il nostro protagonista è certamente uno spazio dove la ragione convive con la pazzia, dove gli abiti mentali con cui si sono mascherate le apparenze sono stati dismessi”. Ma è “soprattutto un luogo che scardina il salotto borghese ed allarga il campo verso qualcosa di più proiettato all'esterno, un esterno in cui l'uomo è più disarmato e perciò più vulnerabile e in qualche modo più simile e vicino ai nostri contemporanei” Una commedia-simbolo dell’ironia pirandelliana in cui predominano situazioni grottesche Il gioco delle parti è anche emblematica di un altro aspetto peculiare del teatro di Pirandello: i personaggi fuggono la realtà rifugiandosi nelle maschere che si sono costruiti. Ma la maschera non elimina il dolore, che per di più, è privo di ogni consolazioni. Lo spettacolo(8-13 aprile) che chiude la stagione della Pergola è una coproduzione della Fondazione Teatro della Pergola che ha affiancato la nuova Compagnia fondata da Umberto Orsini lo scorso anno, in occasione dei suoi sessant’anni di teatro Questa scelta coraggiosa in un periodo così segnato dalla crisi economica è spiegata da Umberto Orsini come un “profondo desiderio di aggregare al mio nome una serie di persone con le quali ho già lavorato o con le quali avrei sempre voluto lavorare e trasmettere loro tutta la mia passione, la mia esperienza e il persistente desiderio di ricerca e di qualità che ha guidato la mia vita artistica attraverso una seria preparazione professionale.” Orsini torna a Il giuoco delle parti a una quindicina d’anni di distanza dedica questa nuova edizione alla grande Rossella Falk. La commedia è un sovrapporsi di ruoli e di situazioni : Leone Gala si atteggia a filosofo per mascherare la sofferenza della separazione delle moglie la quale a sua volta si senta svuotata e neppure il rapporto con l’amante Guido(che si sente in balìa delle personalità dei due ex coniugi) riesce a dare senso alla sua esistenza e provoca rancore. La donna medita vendetta ma… il giuoco della parti cambierà tutto. Il giovane regista Roberto Valerio amplia in questa edizione i piani del racconto e facendolo piombare in un clima che mescola reale ed irreale, presente e passato, razionalità e follia. A proposito di questa nuova edizione Orsini (che Giovedì 10 aprile alle ore 18 insieme agli attori della Compagnia incontra il pubblico e gli allievi della Accademia Teatrale di Firenze) rileva: “Abbiamo immaginato un Leone Gala che viva oltre il limite che la commedia gli ha assegnato, un Leone più invecchiato e ossessivamente alla ricerca del suo passato [….] il luogo dove collochiamo il nostro protagonista è certamente uno spazio dove la ragione convive con la pazzia, dove gli abiti mentali con cui si sono mascherate le apparenze sono stati dismessi”. Ma è “soprattutto un luogo che scardina il salotto borghese ed allarga il campo verso qualcosa di più proiettato all'esterno, un esterno in cui l'uomo è più disarmato e perciò più vulnerabile e in qualche modo più simile e vicino ai nostri contemporanei”

  • Firenze, Martedì 8 Aprile, 2014 - 17:10 da gabriele parenti
    Misure anti-povertà, le proposte delle Acli: due  incontri

    Misure anti-povertà, le proposte delle Acli: due incontri

    Le iniziative locali e nazionali contro la povertà sono al centro degli incontri promossi dalle Acli Toscana e dalle Acli di Lucca per il 12 aprile all’interno del festival del volontariato “Villaggio solidale”. Alle 11,30 presso il Real Collegio in Piazza del Collegio a Lucca inizierà il convegno “Reddito minimo e inclusione sociale: fronteggiare la crisi partendo dagli ultimi”. Intervengono: Federico Barni, presidente Acli Toscana, Andrea Luzi, responsabile nazionale Acli per il Welfare, Simone Naldoni, consigliere regionale e membro Commissione sanità e politiche sociali nella Regione Toscana, Gabriele Parenti responsabile Welfare delle Acli toscane. Le conclusioni sono affidate a Giacomo Martelli presidente regionale del Patronato Acli. La giornata prosegue nel pomeriggio con l’incontro “Volontà, solidarietà, concretezza” delle Acli Lucca. Intervengono Alessando Barsi, presidente Acli Lucca, Italo Benvenuto Castellani, arcivescovo di Lucca, Ilaria Maria Vietina, vicesindaco di Lucca con delega alle Politiche formative, politiche sociali e di genere, Donatella Turri, direttrice della Caritas di Lucca, Cristina Baronti, della Presidenza delle Acli Provinciali di Lucca con delega all’Innovazione e progettazione sociale. Il presidente regionale delle Acli toscane Federico Barni sottolinea che questo convegno intende promuovere il Piano Contro la povertà proposto dalle ACLI nazionali insieme ad altre associazioni: “la proposta . rileva Barni – “ prevede di stabilire un livello essenziale delle prestazioni sociali con una logica che non sia strettamente assistenziale ma che comporti un un atteggiamento attivo dei soggetti beneficiari”. “Il Piano” – osserva inoltre Barni – “ dovrà valorizzare le esperienze proveniente dal terzo settore che, sul territorio ,in questo periodo di difficoltà contribuiscono a rispondere positivamente a molte problematiche e il sistema Acli, a cominciare dal Patronato con i suoi sportelli offre un aiuto efficace ai cittadini per utilizzare le misure adottate dalla Regione e dai Comuni per contrastare le povertà estreme” Il Presidente regionale delle ACLI sottolinea, infine, che il Reis (reddito di inclusione sociale) proposto dalle ACLI è senz’altro la misura più rilevante per aiutare subito chi ha maggiori necessità. insieme all’aiuto economico il Reis prevede anche tutta una serie di servizi. Possono essere servizi per l’impiego, interventi educativi, servizi riferiti a bisogni di cura – disabilità, anziani non autosufficienti. Un Piano- conclude Federico Barni –che ha nella gradualità e nel concetto d’inclusione importantissimi elementi di concretezza e che può essere un elemento rilevante in un nuovo sistema di welfare. Concetti attinenti anche al secondo convegno Volontà, solidarietà,concretezza che si terrà nel pomeriggio e a cui parteciperà anche l’Arcivescovo di Lucca SE Mons Benvenuto Castellani Le ACLI -rileva il Presidente delle Acli di Lucca Alessandro Barsi - ritengono che ci sia bisogno non solo di azioni capaci di tamponare lo stato di povertà ma anche di agire sulle cause (i fattori responsabili delle difficoltà di vita), consentendo loro, dove possibile, di uscire da questa condizione e, in ogni caso, di massimizzare la propria autonomia. Solidarietà ,concretezza, impegno volontario – osserva Alessandro Barsi sono i capisaldi dell’azione delle Acli sul territorio per affrontare i problemi delle fasce più deboli della popolazione.

  • Firenze, Lunedì 7 Aprile, 2014 - 16:55 da egoz
    Al Lyceum di Firenze il film su Dino Campana di Marco Moretti

    Al Lyceum di Firenze il film su Dino Campana di Marco Moretti

    Nel 1974 Marco Moretti, giornalista e curatore di mostre con esperienze da regista di documentari, scrisse e diresse il film ‘Dino Campana’ con l’intento di far conoscere a un pubblico più vasto la tormentata vicenda del grande poeta toscano (Marradi 1885 – Scandicci 1932), nella quale vita e poesia si compenetrarono indissolubilmente. Nel centenario della prima pubblicazione dei ‘Canti Orfici’, il Lyceum Club Internazionale di Firenze organizza giovedì 10 aprile, alle 17, nella propria sede (via Alfani 48), la proiezione di questo film di Marco Moretti, che vede il poeta di Marradi interpretato dall’attore Ugo Fortini. A introdurre l’evento, curato dalla vicepresidente della sezione Letteratura del Lyceum di Firenze Marta Biani, sarà il regista stesso. «Nessun poeta come Dino Campana – scrive Marco Moretti - ha speso la propria esistenza nella ricerca assoluta della poesia, tangibile linea del proprio orizzonte esistenziale e al tempo stesso chimera irraggiungibile. Nel ricostruire lo scenario storico, letterario e artistico entro il quale si era consumata la breve parabola campaniana ho inteso cogliere l’assolutezza di quella fusione tra vita e poesia». Questo appuntamento fa parte del rassegna “Renovatio humanitatis - Arte e scienza dal Rinascimento alla contemporaneità”. Le attività del Lyceum di Firenze hanno il sostegno dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e il patrocinio di Provincia, Comune e Quartiere 1.
  • Firenze, Lunedì 7 Aprile, 2014 - 10:14 da mfani
    Banca del territorio, quali opportunità dalla crisi?

    Banca del territorio, quali opportunità dalla crisi?

    Il sistema bancario italiano conta a oggi più di 700 banche (sedi legali): il numero più alto in Europa. Le banche del territorio ne rappresentano un segmento importante e la Cabel ha proposto a Firenze un convegno che ha registrato duecento presenze tra rappresentanti di banche, enti e professionisti del settore. Un convegno di alto profilo per la qualità dei relatori e dei contenuti esposti, nel quale sono stati affrontati a trecentosessanta gradi i temi delle criticità bancarie e delle possibilità e strategie di ripresa dalla crisi, soprattutto in relazione alle banche del territorio. Perché se la previsione è che delle 40 più grandi banche, ne rimarranno solo 10, e tenendo conto che i prodotti e i processi sono tutti imitabili, quel che fa farà la differenza, la vera leva saranno la relazione e i rapporti con i clienti: l'aspetto umano come rinascimento della banca. E quali le ricette? Partendo dal concetto che non si può andare avanti guardandolo lo specchietto retrovisore e che il futuro non si aspetta, ma si costruisce insieme, gli interventi sono stati tutti volti a sottolineare che contro la crisi bisogna puntare sui punti di forza della banca del territorio e riacquistare la fiducia delle persone. Perché la banca è anche un sogno, perlomeno il luogo deputato a soddisfarlo: dal mutuo per la casa, allo sviluppo dell'attività, al risparmio per i figli. Francesco Bosio, presidente della Cabel, aprendo il convegno ha sottolineato proprio l'importanza della cultura di relazione, di una banca più vicina alle persone per uscire dalla crisi: "Anche Cabel, che è a un punto di svolta come le banche, attraverso i suoi servizi ha realizzato un metodo, un processo, ha applicato una filosofia, una nuova proposta di fare banca." Perché solo applicando i principi dell'etica, opponendosi ai conflitti d'interesse, stando nel territorio con sempre maggiore efficienza e qualità, facendo squadra, valorizzando il rapporto umano coadiuvandolo a quello tecnologico, si possono ottenere quei risultati che porteranno le banche del territorio ad essere vincenti rispetto alla crisi. Chi aspetta solamente che la crisi passi, non ce la farà. Anche per gli altri relatori, coordinati da F. Locatelli, direttore della rivista Firstonline, a cominciare da R. Ruozi, docente della Bocconi ed esperto di banche, che ha trattato del mercato unico bancario e L.Furore fondatore della società di analisi IC Satellite, la soluzione della crisi passa attraverso una riacquisizione della fiducia delle persone nei confronti del mondo bancario. E in questo le banche del territorio, da sempre caratterizzate per la vicinanza ai problemi del loro ambito territoriale e dei loro clienti in questo sono avvantaggiate. Certo, è stato sottolineato, la fiducia passa necessariamente attraverso alla maggiore efficienza. Le banche di dimensione contenuta, Ruozi prevede, e le banche di credito cooperativo stesse, verranno accorpate senza tuttavia snaturare le loro radici storiche. "Nella lotta competitiva, il plus sarà il modo in cui la banca del territorio si posizionerà nei mercati: caratteristiche del rapporto con i clienti, qualità dei prodotti e servizi, preparazione del personale, l'efficienza in generale. Il rapporto con la gente, tipico della banca locale sarà l'elemento vincente, così come la fidealizzazione con la clientela, spesso anche socia". Il futuro del risparmio si gioca anche attraverso gli sportelli, dove si potrà fare la consulenza, di cui ci sarà sempre più bisogno, coadiuvati dai complementari sportelli on line. Il messaggio finale lanciato da Ruozi alle banche del territorio presenti al convegno è stato ottimista, ma prudente, auspicando di riuscire a gestire e organizzare le risorse nel migliore dei modi, perché vincere la sfida non sarà facile. L.Furore, ha introdotto il concetto delle Bad Bank, una struttura, una parte di attivo staccato in sofferenza dalla banca, con vita propria per ragioni strategiche e di processo, con una nota positiva, citando una ripresa del tessuto industriale e riportando che stanno arrivando molti capitali in Italia: gli impieghi sono ancora in contrazione, ma si intravede la ripresa. Dal 2007 le sofferenze sono cresciute di 2,7 per cento, colpendo l'intero sistema bancario, ma risparmiando molte banche del territorio grazie al loro cuscino patrimoniale. C. Patalano, dell'omonimo studio, ha esposto del governo dei rischi, delle novità normative su rischi e controlli; per lui il grande tema è la gestione delle sofferenze e dei meccanismi di intervento. Anch'egli ha rilevato che la cooperazione tra le banche locali sarà l'arma vincente; le banche del territorio, ha detto, sono un grande network con vantaggi e privilegi sia per la loro conoscenza e cultura del territorio sia per il rapporto diretto e la conoscenza dei clienti: solo così sarà possibile gestire la crisi. L'attenzione sotto il profilo strategico e organizzativo sono per lui fondamentali, anche perché la complessità dell'azienda bancaria è enormemente cresciuta tanto da richiedere un nuovo presidio normativo, che gioca sulla qualità del management e dell'organizzazione. R. Corsini e F. Giuliani, rispettivamente direttore e amministratore delegato della Cabel, hanno esposto del ruolo della tecnologia nelle banche, il tema della multicanalità e della sicurezza dei servizi, ricordando che il mercato della banca del territorio è molto importante anche per una politica della reinclusione finanziaria. La macchina operativa della banca del territorio deve essere supportata e migliorata per assecondare anche nuovi obiettivi di business, con servizi in outsourcer anche attraverso nuove figure professionali, per anticipare le esigenze della banca. Citano offerta multipla e integrata di servizi per realizzare efficienza sul governo dei costi o più in generale elevata produttività, fattore essenziale di sopravvivenza e sviluppo: dalla sicurezza del sistema al rinnovamento del parco applicativo, ai nuovi scenari dell'architettura informatica al servizio del business, sino alla dematerializzazione. La tavola rotonda ha visto gli interventi di R. Calzini, B. Chiecchio, rispettivamente direttore generale della Banca Popolare di Cortona e della Banca AGCI, e di V. Formisano vicepresidente della Banca Popolare del Cassinate, nonché docente universitario a Cassino, che hanno condiviso, portando ciascuno la propria case history, l'intelligente diversità nel panorama bancario delle banche del territorio, ovvero il comportamento responsabile innanzitutto: testimonianze che hanno lanciato dei segnali positivi per un nuovo modo di fare banca, dove la persona e l'outsourcer complementari diventano forza e motore della banca del territorio oltre la crisi.
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