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1° luglio, il giorno del ritorno degli sfratti Breaking news, Cronaca

Firenze – A salti e balzelloni, a step o a ondate che dir si voglia, scatta da oggi 1° luglio lo sblocco degli sfratti che apre la porta  alle esecuzioni. Quante, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, con le sigle Sunia, Sicet, Uniat e Unione inquilini della Toscana (stime condivise anche dai sindacati di base, Cobas e Usb) stimano in circa 80.000 mila le famiglie in emergenza abitativa di cui il 30% rischia di essere sfrattata con esecuzione coatta della forza pubblica entro la fine del 2021.

Cosa si può fare, i sindacati lanciano un appello “a tutte le forze politiche e istituzionali di intervenire per consentire ‘il passaggio da casa a casa’ delle famiglie in difficoltà economica”. Fra i punti principali, senz’altro uno “è che su tutto il territorio toscano siano rimesse nel circolo virtuoso delle assegnazioni, le oltre 3.500 case popolari sfitte e che si costituiscano i tavoli territoriali per l’emergenza abitativa (come previsto dalla legge 2/2019), necessari per coordinare tutti i soggetti che a livello locale si ritroveranno prossimamente coinvolti nella gestione dell’emergenza casa (uffici giudiziari preposti alle esecuzioni, Comuni, enti gestori delle case popolari, organizzazioni sindacali dei proprietari e degli inquilini, enti del terzo settore)”.

“E’ necessario prima di tutto – spiegano i sindacati – un faticoso lavoro di tracciamento e presa in carico del disagio sociale che si annida sotto l’enorme mole degli sfratti che si sono accumulati nel tempo“, sottolineando che “la difficile situazione creata dalla pandemia, ha fatto aumentare in Toscana, il numero di famiglie in difficoltà economica: il 70% delle persone sono lavoratori in difficoltà, colpiti dalla emergenza sociale, senza possibilità di risoluzione dal punto di vista abitativo”.

L’allarme è condiviso dall’assessore regionale al sociale Serena Spinelli.  “Anche la Regione condivide la forte preoccupazione espressa dai sindacati, con cui esiste un confronto fattivo che va avanti da diversi mesi. Servono azioni in sinergia con tutti gli attori in campo e da parte nostra c’è la massima disponibilità, come sempre, a lavorare con tutti per monitorare le azioni già messe in campo e le situazioni di emergenza, così come per provare a risolvere quelle situazioni proseguendo nell’azione comune, con l’obiettivo condiviso di far fronte all’emergenza e di garantire il diritto alla casa”.

Da questo punto di vista la Regione ha deliberato nel 2020 l’assegnazione di 28 milioni di euro in tre anni per ristrutturare gli appartamenti di edilizia residenziale pubblica che hanno bisogno di intervento di manutenzione per poter essere di nuovo riassegnati. Nel 2020 sono stati erogati i primi dieci milioni ed altri 9 saranno ripartiti nel 2021 sulla base del procedere dei lavori.

“A giugno – aggiunge Spinelli – abbiamo pubblicato anche l’avviso pubblico rivolto ai Comuni toscani con 8 milioni di contributi per l’acquisto di alloggi che possano essere subito disponibili e assegnabili e vadano ad accrescere il patrimonio di edilizia residenziale pubblica. In parallelo abbiamo attivato una ricognizione del patrimonio edilizio abitativo inutilizzato, per recepire manifestazioni d’interesse alla vendita e valutarne l’acquisizione ai fini di emergenza abitativa”.

La Regione ha anche istituito un tavolo permanente sull’emergenza abitativa, già insediato e primo del genere a livello nazionale. I sindacati, che l’hanno apprezzato, chiedono l’attivazione pure dei tavoli territoriali, previsti dalle legge regionale sull’edilizia pubblica del 2019. “Anche come Regione Toscana – conclude Spinelli – al tavolo permanente regionale ne abbiamo sollecitato l’attivazione da parte dei Comuni, perché anche noi riteniamo che possano costituire uno strumento importante”.

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