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10 Agosto: San Lorenzo tra feste patronali, stelle cadenti, calici di vino Società

La tradizione popolare religiosa vuole che le stelle cadenti del 10 agosto, altro non siano che lacrime versate da San Lorenzo durante il suo supplizio, gocce di dolore, che vagano eternamente nei cieli e che scendono sulla terra nel giorno in cui il santo morì sulla graticola, creando un'atmosfera magica e carica di speranza, tanto da – secondo la credenza popolare – regalare fortuna a chi le vede. Un'altra tradizione popolare vuole che le stelle cadenti  siano invece i fuochi su cui arse vivo, nella graticola, il santo. Anche se da tempo la storiografia ricorda che Lorenzo non morì bruciato ma decapitato, la tradizione popolare non rinuncia alle sue convinzioni, e ne tramanda la leggenda. Lorenzo nacque nel 225 in Spagna, a Osca, alle falde dei Pirenei. Ancora giovane fu mandato a Saragozza per completare gli studi. Qui conobbe il futuro Papa Sisto II, dando vita ad un’amicizia e una stima reciproche. Entrambi si trasferirono a Roma. Qui il 30 agosto 257 Sisto fu eletto Papa, affidando a Lorenzo il compito di Arcidiacono, responsabile delle attività caritative nella diocesi, di cui beneficiavano 1.500 persone, fra poveri e vedove. Nel 258  l’Imperatore Valeriano ordinò che tutti i vescovi, presbiteri e diaconi fossero uccisi. Papa Sisto II fu ucciso con quattro diaconi il 6 agosto, mentre quattro giorni dopo toccò a Lorenzo, che aveva 33 anni. 

La tradizione racconta che un soldato romano che assistette al supplizio – mediante graticola posta su carboni ardenti – raccolse con uno straccio gocce di sangue e grasso mentre il martire spirava, portandole nella cittadina di Amaseno, in provincia di Frosione, dove tuttora la reliquia è custodita. Qui, come a Napoli con il sangue di  San Gennaro, in occasione della festa del Santo, il 10 di agosto di ogni anno avviene il miracolo della liquefazione del sangue del martire Lorenzo.

Si pensa che la notte delle stelle cadenti sia il 10 agosto perché è la notte del mito di S. Lorenzo, però, astronomicamente parlando, i giorni migliori per vedere lo spettacolo sono il 12 e il 13.

Quelle che nella tradizione popolare vengono definite “lacrime” o “stelle cadenti” altro non sono infatti che piccoli frammenti residui di una cometa, la Swift Tuttle, scoperta nel 1862, che percorrendo la propria orbita, lascia nel corso del suo tragitto dei detriti.

La terra in questi giorni  entra in una sorta di grande regione, dove ci sono appunto questi frammenti: è come se passassimo dentro una nuvola fatta dei residui lasciati lì dalla cometa. Ed è per questo che nel periodo di agosto, possiamo vedere le stelle cadenti ad occhio nudo.

Questi fenomeni sono abbastanza normali perché di comete ce ne sono state un certo numero, ce ne sono praticamente tutti i mesi, solo che queste di agosto sono le più famose perché la gente sta con il naso all'insù a guardarle.

“Sono frammenti di piccoli sassi della nebulosa proto planetaria da cui si è formato il sistema solare e residui delle code delle comete – spiega l'astrofisica Margherita Hack – L'orbita della Terra taglia questa scia e incontra questi residui che al contatto creano la scia luminosa che noi chiamiamo stelle cadenti”.

Quest'anno – a detta degli esperti – le stelle cadenti sono in ritardo rispetto alla notte si San Lorenzo, in quanto il picco massimo è previsto nelle ore diurne del 12 agosto, anche se il momento migliore per vederle sarà nella notte fra domenica 12 e lunedì 13 agosto. La Luna resterà a guardare e non rovinerà, come invece fece l’anno scorso, lo spettacolo delle “Lacrime di San Lorenzo” con la sua luminosità.

“Nella seconda parte della notte si assisterà a un sensibile aumento dell'attività meteorica – precisa l'astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope – perché all'alba l'osservatore è sulla parte della Terra che avanza lungo la propria orbita verso le polveri cometarie, dunque è come se vedesse dal 'parabrezza' anziché dal 'lunotto' posteriore del nostro pianeta''. Per le Perseidi quest'anno si prevede una normale apparizione, con valori che non dovrebbero superare durante il massimo di attività le 100 meteore all'ora”.

Da 15 anni la notte di San Lorenzo è abbinata all’iniziativa “Calici di Stelle” che è arrivata ad essere presente in oltre 200 centri storici e cantine d'Italia. In Toscana, la Fattoria del Colle sceglie suggestioni di luce e musica con un itinerario notturno dal bosco alla cantina firmato dallo scenografo Philip Robinson, quello di “Quattro matrimoni e un funerale", che culminerà nella degustazione dei vini e di un pregiato passito prodotto in sole 300 bottiglie, mentre la Fattoria di Fubbiano organizza un percorso gastronomico tra pizze, focacce e olio extravergine d'oliva sotto il cielo stellato di Lucca. San Gimignano espone le immagini-simbolo dei primi 25 anni delle Città del Vino e lo storico manifesto dell'edizione n. 1 Calici di Stelle, a Tavarnelle Val di Pesa si osservano le stelle all'Osservatorio Astronomico toscano del Chianti, e a Massa Marittima si degusta per la prima volta il Maremma Doc.

A Firenze è festa particolare essendo conpatrono della città, assieme a San Giovanni, che è il principale, e ad altri santi.

Attorno alla Insigne Basilica di San Lorenzo il 10 agosto si stringe non solo la Firenze religiosa ma anche quella laica.

Qui il Priore Mitrato, Mons. Angiolo Livi, non è visto come un sacerdote che pontifica, ma come uno a cui fare riferimento in ogni momento della vita, sia triste che felice,  e al quale puoi chiedere consiglio e ottenere aiuto soprattutto verso il mondo politico, che spesso fa orecchie da mercante.

Per questo la festa di San Lorenzo con le sue connotazioni religiose e laiche, è una, se non forse l’unica, vera festa popolare fiorentina rimasta.

Ogni anno il programma delle cerimonie prevede degli appuntamenti ormai tradizionalmente consueti.

In Basilica la giornata si apre alle ore 7 con la recita solenne dell’ufficio mattutino, seguito dalle messe delle ore 8 e 9 all’altare del Santo, mentre nel centro storico, dal Palagio di Parte Guelfa, intorno alle ore 9,30 parte il corteo della Repubblica Fiorentina dove in Piazza della Signoria si aggrega, da Palazzo Vecchio, il Gonfalone con la Famiglia di Palazzo e il Sindaco, che parteciperanno alla Solenne Messa delle ore 11 all’interno della quale si terrà l'offerta ufficiale dei ceri da parte del Comune e la benedizione alla città. Quest’anno ci sarà una piccola digressione laica con l’inaugurazione, alle ore 10, della nuova pavimentazione di via Martelli.

Dopo la messa il pranzo privato, nella cripta, riservato alle autorità e al clero. Alle ore 17 Vespri e benedizione con le reliquie del Santo e alle ore 18 altra Santa Messa solenne, questa volta presieduta dall’Arcivescovo Metropolita di Firenze, Cardinale  Giuseppe Betori. Alle ore 21 concerto della Filarmonica di Firenze, Gioacchino Rossini, diretta dal Maestro Giampaolo Lazzeri, sul sagrato della Basilica. Al termine del concerto inizierà la tradizionale distribuzione gratuita di lasagne – un tipo speciale di pasta cosi chiamata, che viene servita con il ragù – e  cocomero alla popolazione e ai turisti che gremiscono la piazza in dolce attesa.

La parte “civile” della festa è organizzata dal Consorzio Mercato di San Lorenzo, dall’Associazione Insieme per San Lorenzo, e dalla Scuola Lorenzo de’ Medici , e gode del patrocinio del Comune e del Consiglio di Quartiere 1.

La Basilica di San Lorenzo, in pieno centro storico a Firenze, è una delle chiese più antiche della città, i cui lavori iniziarono nel 390. Fu consacrata nel 393 dall’Arcivescovo di Milano Sant’Ambrogio, è per questo fu anche chiamata Basilica Ambrosiana. Per trecento anni ha avuto il ruolo di cattedrale, prima di cedere lo status a Santa Reparata, dove sorge l’attuale duomo. Per questo, mi dice don Giancarlo Lanforti, Segretario del Capitolo dell’Insigne Basilica Laurenziana, “è sempre stata considerata la chiesa della politica, perché costruita dal governo, dai signori dell’epoca, mentre la cattedrale è stata costruita dal popolo”.

Il Capitolo dei Canonici fu creato nel 1059 quando fu ampliata e riconsacrata, il 9 gennaio, anche se già da tempo un gruppo di sacerdoti viveva assieme presso la basilica.

Nel 1464 Cosimo de’ Medici venne sepolto in una cripta sotterranea posta in un pilastro sotto l’altare centrale della Basilica. Da allora San Lorenzo divenne il luogo di sepoltura dei componenti della famiglia fino ai Granduchi e all’estinzione della casata. I Papi della famiglia Medici si dettero da fare per arricchirla.

A Michelangelo, Papa Leone X, commissionò la facciata, rimasta incompiuta, e la Sagrestia Nuova, mentre, sempre a Michelangelo, Papa Clemente VII, commissionò la Biblioteca Medicea Laurenziana.

Tra le tante sepolture vi è quella del Colonnello Jost Segesser von Brunegg comandante  della Guardia Svizzera Pontificia e Ambasciatore  della Svizzera presso i Medici che alla sua morte, l’8 giugno 1592, vollero che l’intera città di Firenze gli tributasse un solenne funerale.

L’archivio del Capitolo è uno dei più importanti complessi documentari della diocesi fiorentina, sia per consistenza che per antichità. Attraverso i suoi documenti si può ripercorrere non solo la storia della Basilica ma anche di molti aspetti della vita quotidiana fiorentina nell’arco di quasi un millennio.

Al parroco di San Lorenzo andava fatto il giuramento di pagargli la libbra e il dazio, di concorrere alla spesa dei sedili della chiesa, al ristoramento delle strade, al ripulimento delle fosse dentro i confini della parrocchia.

Ai Canonici non era lecito consumare i pasti con estranei per più di otto giorni, senza l’espressa licenza dal Capitolo, come era proibito tenere donne, sia come domestiche o per altro pretesto, eccetto che per evidente infermità.

Chi contravveniva veniva condannato alla pena, a quei tempi gravissima, di cinque lire di multa. Dal 1459 al 1823 a dare l’acqua benedetta alle case non andavano i preti, ma i chierici della locale scuola.

Se nel 1823 a San Lorenzo vi erano 18 canonici, 33 cappellani e 60 chierici, a cavallo del 1930 stabilmente vi erano 30 canonici.

Oggi sono 15 Canonici effettivi, 8 Onorari, 3 Emeriti, 4 Cappellani Onorari.

Per antichissima tradizione, quindici giorni dopo la festa di San Lorenzo il Capitolo deve celebrare un suffragio per le anime dei priori, canonici, cappellani, chierici, dei benefattori e della famiglia Medici, di cui poi si benedicono le tombe nella cripta.

Siccome finito l’Uffizio era usanza di mangiare una torta di porri quell’Ufficio è chiamato della “Porrea”. L’ufficio si tiene ancora, mentre il desinare cessò verso il 1418. 

Oggi, come mi dice il Segretario don Lanforti, il Capitolo “svolge il proprio servizio nella liturgia, animando la messa capitolare, la mattina ogni giorno, e recitando le lodi e l’ora media, oltre alle celebrazioni più solenni, mantenendo così vivo il fervore liturgico all’interno della Basilica e custodendo il prezioso patrimonio della Biblioteca”.

Dal 1907 l’onere di “restituire l'unità e il decoro antico al Monumento Laurenziano, curandone la manutenzione ordinaria e straordinaria”, spetta all’Opera Medicea Laurenziana.

Nel 1908 all'Opera sono stati consegnati in amministrazione tutti gli immobili del Complesso, che comprende la Basilica di San Lorenzo con la Sacrestia Vecchia, gli annessi monumentali circostanti i chiostri, i vastissimi sotterranei, la Biblioteca Medicea Laurenziana e il  Museo delle Cappelle Medicee con la Sacrestia Nuova e la Cappella dei Principi.

Nella sua secolare attività ha attuato notevoli opere di innovazione e restauro, sia in proprio sia con l'intervento diretto dello Stato. Attualmente si avvale di risorse proprie provenienti da una percentuale sui biglietti di ingresso al Museo e alla Basilica, istituito nel 2001, e di occasionali sponsorizzazioni.

L’anno scorso il 10 agosto è entrato in vigore il nuovo Statuto del Capitolo. Come scrive nella presentazione il Priore Mitrato, Mons. Livi, “il Capitolo intende rinnovare il proprio impegno nel servire le funzioni più solenni  e perpetuare lo splendore della gloriosa Tradizione religiosa fiorentina  che in questo luogo, autentico scrigno rinascimentale, ha trovato una concentrazione di fede e d’arte uniche al mondo”.

Oltre a regolare la vita interna del Capitolo lo statuto permette di fare un viaggio a ritroso nel tempo.  Nel Proemio si trova l’elenco completo delle numerose reliquie dei santi, custodite in preziosissimi reliquari, e l’elenco dettagliato delle Bolle Papali, dalle quali si evince i tanti privilegi che i Papi, nei secoli conferirono, di vestiti e di insegne quasi uguali a quelle dei Vescovi, oltre ai numerosi beni-terreni, anche fuori dalla Toscana.

I privilegi più importanti furono concessi dai Papi della famiglia Medici, Leone X, che prima di diventare cardinale fu canonico di San Lorenzo, e Clemente VII. Ma anche i vari Governi non furono da meno. Nel 1856 la Basilica fu insignita del titolo di Basilica Reale.

Non di poco conto anche la norma delle “vacanze annuali, di tre mesi, sia continui che discontinui”, battendo in questo i Canonici del Vaticano, che ne hanno due, concessi perché all’epoca d’estate il clima di Roma non era salutare, o quelli della Cattedrale fiorentina, che possono, a differenza dei colleghi di San Lorenzo, andare in vacanza per un solo mese all’anno. 

Con la revisione degli statuti, mi sottolinea  il Canonico Segretario del Capitolo, don Giancarlo Lanforti “abbiamo recuperato, nell’ottica richiesta dal nuovo Codice di Diritto Canonico del 1983, quella visione di vita più fraterna, che c’era già nelle costituzioni più vecchie, che parlavano, riferendosi ai Canonici,  di “famiglia di San Lorenzo”, perché prima facevano vita comune, abitando nelle abitazioni del chiostro”.

Per chi ama l’oroscopo “in questi giorni ci aspetta una grande energia che accresce tutti". Lo assicura l'astrologa Luisa De Giuli. Le meteoriti che siamo pronti a vedere nelle prossime ore sono cariche di ferro e secondo Rudolf Steiner, spiega l'astrologa, l'elemento “attira una forza di volontà straordinaria nell'uomo”. Questo significa che le stelle cadenti “cattureranno moltissimo le energie dei segni zodiacali di fuoco,con Sole in Leone e in una visione globale soprattutto molto dialettica: Giove in Gemelli e Marte, Saturno in Bilancia fanno si' che i capi di Stato cercheranno nuove strategie e nuovi dialoghi”. Secondo l'astrologa “Giove protegge l'immagine dell'Italia” e Urano fortissimo in Ariete per cercare il nuovo”.

Queste le previsioni astrologiche per il 10 di agosto: Vietato contraddire l'Ariete. Urano e Giove suggeriscono di tutto e di più, argomenti in punta di fioretto. Toro resiste, sempre affaccendato, cerca ordine e serenità, amori fedeli e sessualità' raffinata. Gemelli: fascino micidiale abili a destreggiarsi Giove e Luna Nera li rendono machiavellici, si difenderanno bene. Coccole per il Cancro: Venere lo rende seducente e si illude, sogna e questo gli fa bene al cuore. Il Leone decide, si impone con rigore e generosità: il senso della giustizia. Vietato discutere! prima occorre chiedere udienza. E' la sua stagione. La Vergine vuole pretende, anzi vorrebbe, ma farà di più in seguito nell'ultima settimana. La Bilancia  ha un'energia straordinaria e tutto così verrà predisposto con rigore, fascino e magnetismo. Lo Scorpione è pronto al decollo con strategie vincenti, catturera la preda con romanticismo e languore. Il Sagittario si dileguerà e si farà rimpiangere perchè il colpo di fulmine con Urano in Ariete è in agguato. Il Capricorno via dalla pazza folla e dai parenti terribili. Libere scelte. Erotismo quanto basta, tenere effusioni, confessioni intime. Acquario vuole e stravuole, si fa notare e scopre nuove dimensioni; l'avventura è l'avventura e chi vuole condividere le emozioni lo seguirà in un agosto gratificante. I Pesci sempre immersi nel sogno e nelle speranze, distratti, affascinanti e remoti, si lasceranno amare pigramente e gli altri sceglieranno per loro.
 

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