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100 anni di storia dell’oreficeria in mostra a Palazzo Pitti Cultura

Firenze – Al Museo degli Argenti da domani, 2 dicembre, al 22 febbraio 2015 verranno esposte oltre cento opere tra gioielli, lavori di oreficerie e di argenteria disegnati da Mario e Gianmaria Buccellati.

E’ un grande evento non solo per la bellezza dei preziosi capolavori, ma anche in quanto celebra la nascita di una sala, nella sezione del gioiello contemporaneo del Museo, allestita con un nucleo di 32 capolavori che la Fondazione Gianmaria Buccellati concede in comodato al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti.

La mostra si apre con un omaggio a Mario Buccellati, definito da Gabriele d’Annunzio, il “Principe degli orafi” che, pur seguendo canoni rinascimentali, le reinterpretava in modo assolutamente unico e personale.

Sono esposti alcuni pezzi tra i più preziosi ideati dal fondatore del marchio, come le spille, la tiara, i bracciali, lavorati “a tulle” o a “nido d’ape”, l’astuccio firmato dal poeta, amico di Mario, contenente un bracciale in argento ritorto decorato con cinque lapislazzuli, da una collana in oro giallo decorata con berillo e rubini, regalato a Eleonora Duse come gioiello prezioso e bizzarro da indossare come “serto ombelicale” e ancora oggetti come portasigarette, portagioie e un portapillole recante l’incisione di una delle espressioni preferite da D’Annunzio “Io ho quel che ho donato”.

L’esposizione prosegue con le opere ideate da Gianmaria, allievo precoce che disegnò il primo gioiello all’età di dodici anni e con gli Oggetti preziosi una raccolta di pezzi unici, quali coppe, vasi e scatole appartenenti alla sua collezione personale che egli stesso disegnò e realizzò.

Tra questi spicca La Coppa dell’Amore, ispirata ad un motivo rococò, lo Scrigno mediceo, un’opera di forma decagonale con le decorazioni a traforo e modellate con incisioni raffinatissime e ancora il Cratere delle Muse, una coppa di giada che celebra il mito delle nove divinità delle arti nella tradizione greca, con particolare risalto del contrasto dei colori, tempestati con oltre 2000 zaffiri cabochon sulla base e sul bordo, sul quale sono incisi i nomi delle muse.

Gioielli di una bellezza emozionante, attualissimi ma nello stesso tempo che evocano il passato e il Museo degli Argenti, che custodisce il “Tesoro dei Medici”, con questa mostra arricchisce l’offerta al visitatore con l’estro e la maestria di un grande “orafo eccellentissimo”, quale è stato Mario Buccellati e Gianmaria che ne ha seguito le orme.

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