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Goldesign. Arezzo si tinge di oro dal 1° dicembre al 6 gennaio Arezzo, My Stamp

«Una mostra trasversale in cui tutti possiamo riscoprire la voglia di avere intorno un materiale e un colore che danno allegria, in cui specchiarci, con cui stupire ed essere stupiti».

Con queste parole Valerio Castelli e Caterina Mosca, curatori di Goldesign, presentano una delle iniziative clou del dicembre aretino, un’esposizione eterogenea di preziosi oggetti legati dallo stesso colore: l’oro.

L’evento, allestito dal 1 dicembre al 6 gennaio nel Palazzo della Fraternita dei Laici di Piazza Grande, riporta alla ribalta il binomio “Arezzo & Oro” grazie alla sensibilità dell’Ente, all’organizzazione di Elle adv di Laura Carlini e alla lunga serie di prestigiosi partner che hanno aderito all’iniziativa.

«È la prima volta che presentiamo un progetto ad Arezzo – spiegano i due curatori lombardi. – Solitamente lavoriamo a Milano o all’estero, ma siamo rimasti piacevolmente sorpresi da questa stupenda città, dalle sue eccellenze artigiane sensibili al mondo del design, dalla qualità dei dettagli con cui gli aretini curano i propri esercizi commerciali, che raramente si riscontra anche nelle grandi realtà».

Una mostra dove i grandi nomi incontrano il meglio della produzione locale.

«Il design italiano, conosciuto e ammirato in tutto il mondo, nasce proprio dall’artigianato.
L’esposizione allestita nel Palazzo di Fraternita mira dunque a valorizzare ciò che il territorio aretino offre in quell’ambito, che accostato a pezzi che hanno fatto la storia va a instaurare un dialogo stimolante».

L’oro che esula dall’idea del lusso e dal metallo prezioso è una visione recente.

«Vero. Fino a qualche anno fa l’oggetto dorato nel design era quasi una contraddizione, a volte considerato pure kitsch. Oggi il gusto è cambiato e dopo il successo nei mercati orientali si è affermato anche da noi questo modo, se vogliamo ironico, di pensare al complemento d’arredo».

zzzzzzzzzgold1L’allestimento è progettato da una designer di fama internazionale come Paola Navone. Un biglietto da visita niente male…

«Conosciamo e seguiamo da anni Paola, apprezzandone la capacità di creare scenografie sempre emozionali, che riescono a stupire sia gli addetti ai lavori sia il grande pubblico. Siamo quindi felici che abbia accettato di collaborare per questo progetto, perché è sempre in giro per il mondo e non è facile coinvolgerla».

Nell’immaginario locale Arezzo continua a essere una città legata al mondo orafo e della moda. Chi viene da fuori ha la stessa percezione?

«Conoscevamo Arezzo per la Unoaerre, per Prada e per le tante realtà che gravitano intorno a questi due marchi simbolo. Tuttavia, quando abbiamo spiegato l’idea agli amici milanesi, in molti hanno chiesto perché avessimo scelto il vostro territorio per realizzarla.
Probabilmente, a causa della crisi del settore, negli ultimi anni si è persa tra i più giovani la concezione di “Arezzo città dell’oro” che invece hanno mantenuto Vicenza e Valenza.
Diverso è il discorso per un marchio come Prada, che proiettato verso una dimensione completamente internazionale ha un po’ abbandonato le sue radici che sono anche toscane.
Magari una iniziativa come Goldesign potrà servire a ridare centralità ad Arezzo in entrambi i settori».

Non si rischia che rimanga un bell’evento isolato, come se ne fanno tanti dalle nostre parti?

«Dare continuità al progetto è basilare – ricordano Castelli e Mosca. – Si può cambiare tema, dargli una cadenza annuale o pluriennale. L’importante è coinvolgere gli aretini, farli sentire parte attiva della manifestazione, in modo da creare qualcosa di trasversale che includa i settori del design, dell’arredamento, dell’oro e della moda, ma, ad esempio, anche quelli dell’arte e dell’enogastronomia».

Legare le associazioni di categoria e le migliori forze del territorio in nome della valorizzazione di Arezzo è una delle tante missioni che la Fraternita dei Laici porta avanti con entusiasmo. «Goldesign è un progetto in cui l’Ente ha creduto fin dal principio – conclude il Primo Rettore Liletta Fornasari. – Questo mix tra passato e futuro, tra oro e design, tra eccellenze locali e internazionali vuole essere il primo passo verso il Museo dell’Oro, che troverà spazio all’interno del nostro palazzo, andando ad arricchire l’offerta turistica di Piazza Grande e di tutta la città».

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