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Camere di Commercio, assemblea lavoratori: “Mantenere le funzioni” Cronaca

Firenze – Stamattina si sono ritrovati in circa 500, provenienti da tutta la Toscana, all’assemblea dei lavoratori delle Camere di Commercio a Firenze, nell’Auditorium di Sant’Apollonia. Obiettivo: dire no al decreto del governo che, secondo quanto spiega la nota sindacale, “vuole ridimensionarne le funzioni”. All’assemblea erano presenti anche alcuni parlamentari, alcuni consiglieri regionali e l’assessore regionale Stefano Ciuoffo. E sono stati i rappresentanti di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl Toscana a lanciare la richiesta:  salvaguardia di dipendenti e servizi. Del resto, spiegano gli esponenti sindacali,  se il provvedimento del governo sarà approvato, “sono a rischio 200 posti di lavoro su 700 dell’intero sistema camerale attuale”.

La protesta non si ferma ad oggi: domani infatti nuovo appuntamento in occasione della Fiera Immagine Italia alla Fortezza da Basso di Firenze (organizzata dalla Camera di Commercio di Pistoia). I lavoratori saranno alla sfilata di biancheria delle 10 presso il Padiglione Spadolini,e preannunciano un’iniziativa di mobilitazione.  

Prima della sfilata una lavoratrice leggerà dalla passerella un comunicato sulla battaglia portata avantimentre altri lavoratori saranno in platea indossando delle magliette coi loghi delle Camere di Commercio. In seguito alcuni di loro (insieme ad alcuni sindacalisti di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl Toscana) parteciperanno alla conferenza stampa dell’evento.

L’assemblea riunitasi questa mattina ha anche prodotto un ordine del giorno che verrà presentato ai rappresentanti della Toscana nella Conferenza Stato-Regioni, ai Parlamentari eletti nel territorio, ai consiglieri regionali, con la richiesta che i contenuti vengano trasformati in un atto da approvarsi in Consiglio regionale. Ed ecco il testo: “L’assemblea chiede ai rappresentanti di questa Regione (in Consiglio Regionale, nella Conferenza Stato-Regioni e in Parlamento), al sistema delle imprese e alle parti sociali, un impegno univoco e condiviso a fare sentire con forza la propria voce per migliorare e non distruggere una parte così importante delle politiche pubbliche, che rappresentano e garantiscono diritti di cittadinanza, pari opportunità, equità e legalità, e un impegno per la piena tutela occupazionale e la salvaguardia dei livelli professionali e retributivi dell’intero sistema camerale. I lavoratori e lavoratrici dichiarano inoltre che aderiranno allo stato di agitazione proclamato a livello nazionale dalle organizzazioni sindacali, impegnandosi a partecipare a tutte le iniziative di mobilitazione che ne conseguiranno, comprese quelle relative al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti pubblici, diritto riconosciuto, dopo oltre sei anni di blocco, anche dalla Corte Costituzionale, e strumento insostituibile per il miglioramento dei servizi”.

Di fatto, di fronte alla paventata soppressione di servizi e funzioni camerali come contributi e finanziamenti alle imprese, sostegno all’internazionalizzazione e sostegni di Confidi per citare solo i primi della lista, lavoratori e sindacati chiedono invece che “sia mantenuto il ruolo pubblico delle camere di Commercio quali enti che svolgono funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese e del territorio, senza gravare sul bilancio dello Stato;  siano aumentate e potenziate le funzioni svolte dalle Camere di Commercio, in particolare quelle della promozione, della regolazione del mercato, della semplificazione amministrativa, del supporto alla digitalizzazione delle imprese, di supporto al turismo, dell’agricoltura e dell’artigianato; siano mantenuti gli attuali livelli occupazionali del sistema camerale”.

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