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Fabbrica Europa al via con “A Love Supreme”, danzare il grande jazz Spettacoli

Firenze – Un capolavoro della storia del jazz ha ispirato una coreografia di impressionante impatto e di assoluta qualità artistica. “A Love Supreme”, il pezzo che John Coltrane registrò in un solo giorno cinquant’anni fa,  nell’interpretazione coreografica di Anne Teresa De Keersmaeker  e Salva Sanchis e dei danzatori della Compagnia Rosas ha aperto giovedì 4 maggio la XXIV edizione del Festival internazionale Fabbrica Europa.

Diciamo subito che i due coreografi sono riusciti nell’impresa di tradurre nei movimenti della danza una partitura estremamente complessa, costruita su strutture della tradizione musicale afro-americana (dal Blues ai ritmi e alle sonorità dei Gospel e del jazz modale), ma soprattutto basata sull’essenza del jazz che è dialogo e improvvisazione fra gli strumenti e gli straordinari musicisti che li suonano.

Così ciascuno dei quattro danzatori (José Paulo dos Santos, Bilal El Had, Jason Respilieux, Thomas Vantuycom) ha incarnato uno dei quattro musicisti del quartetto di Coltrane – contrabbasso, pianoforte, sassofono e batteria – e lo ha danzato nell’assolo e nell’insieme, rappresentando visivamente il rapporto che diventa virtuosismo e improvvisazione, restando perfettamente inserito nella trama ritmica della musica.

Signori, questo il jazz e Anne Teresa è riuscita a raccontarcelo tutto nei 50 minuti della performance. Ci ha narrato la fase della preparazione del quartetto di danzatori-musicisti in un silenzio che la pioggia battente sulla lamiera del capannone della Leopolda ha reso ancora più strano e metafisico. E’ il momento nel quale si preparano i  nuclei tematici essenziali in vista della registrazione, quando i quattro eserciteranno tutta la loro abilità di musicisti per trasformare quei nuclei in grande musica.

“Combinando instancabilmente brevi frasi musicali, il quartetto arriva a costruire una struttura aperta e totalmente modale (e dunque non tonale) in perfetta analogia con l’apertura spirituale verso cui tendeva lo stesso Coltrane”, scrive Stefan Hertmans sul programma di sala.

Quel silenzio è improvvisamente violentato dall’attacco di sassofono con il quale comincia “A  Love Supreme”. I quattro movimenti  (Acknowledgement, Resolution, Pursuance, Psalm),  che rappresentano altrettanti gradini della scala della ascesi religiosa e artistica, sono  scanditi da altrettante successive gradazioni dei movimenti e dei gesti dei danzatori suggerendo forza, violenza, ebbrezza, fino alla grande preghiera conclusiva, punto di arrivo di un confronto/conflitto degli strumenti che fanno a gara per superarsi in variazioni e alternanze tematiche.

Con questa pièce la danza contemporanea riacquista tutta la sua natura classica. Essa riprende il suo posto di partner della musica che mantiene la sua valenza artistica primigenia e non le chiede di mettersi al suo servizio. Al contrario. Quella fase iniziale dei quattro danzatori, che provano a turno la struttura di base che dovranno interpretare, è un riferimento inequivocabile al progetto interpretativo della musica che non diventa solo strumento al servizio del coreografo.

Il pubblico ha tributato un lungo ed entusiastico applauso ai quattro danzatori. La coreografia di A Love Supreme, creata nel 2005, viene presentata a Firenze in prima nazionale completamente riscritta dopo un decennio ricco di nuove ricerche da parte dei due ideatori. Replica oggi 5 maggio 2017.

Foto: A Love Supreme   ©Anne Vanerschot

 

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