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20Venti, è la tramvia la regina della festa Cronaca, Cultura

Trasporti, sicurezza, cultura. In un ipotetico programma dei 20/Vénti, sarebbero questi i tre punti cardine che il suo ideatore, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, proclamerebbe a spada tratta.  «Partecipazione, bellezza e serietà» sono gli slogan che il promotore della convention cittadina ha lanciato con il suo intervento conclusivo nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Ma oltre alle parole di facciata, la due giorni fiorentina restituisce interessanti capisaldi sulla politica cittadina, alcuni di possibile convergenza, altri ancora di inevitabile frattura. 

Partiamo dai trasporti. La mobilità è uno dei punti chiave affrontati in queste ore, sul quale il sindaco e diversi oratori si sono confrontati. A cominciare dal trasporto pubblico locale, dalla gara per il gestore unico e dalla questione inerente alla cessione di quote Ataf a privati. Se Renzi da un lato continua a ribadire la necessità per i dipendenti dell'azienda cittadina di «dover lavorare di più, rinunciando ad alcuni privilegi, ma senza vedersi ridotto lo stipendio», dall'altro insiste sul differente trattamento che la città dovrebbe avere rispetto ai finanziamenti concessi con la gara. «Firenze non può – spiega perentorio il sindaco – essere trattata come una frazione di campagna. È evidente che se uno manda un autobus in una frazione di campagna la velocità commerciale è diversa da quella che c'è nel centro di Firenze con tutti i semafori e il traffico. Sto dicendo una cosa banalissima…». Ergo, alla città di Firenze spetta un trattamento specifico sui finanziamenti ai trasporti. Sulla stessa linea del sindaco, e non poteva essere altrimenti, è il presidente di Ataf Filippo Bonaccorsi, che nel suo intervento ha esortato a comprendere che «il problema dell'assetto proprietario è indifferente. È molto più importante che si guardi al fatto che nel 2020 Ataf non abbia deturpato il patrimonio pubblico che tale deve rimanere». Chi sul tpl la pensa diversamente è il presidente della regione Enrico Rossi, che ha però prudentemente evitato la questione nei suoi cinque minuti di intervento. Il Governatore ha invece parlato della necessità di chiudere la partita con il sistema delle tranvie, «l'unico vero, grande intervento strutturale che ha già avuto effetti positivi sul traffico e sulla qualità della vita dei cittadini. Con le tranvie si cambia la mobilità. Entro il 2015 dobbiamo avere tutte le linee in esercizio». Tempi certi per la realizzazione li chiede anche il presidente della provincia Andrea Barducci, che rilancia sul suo passaggio dal centro: «facciamola passare dal Duomo, ricolleghiamo il centro al resto della città e colleghiamola all'Alta velocità».

Inevitabile è stata anche la bagarre sul potenziamento dello scalo fiorentino di Peretola e sull'importanza strategica che hanno i nuovi parcheggi nell'ottica della pedonalizzazione del centro. Proprio l'ad di Firenze Parcheggi Marco Carrai ha ribadito l'arrivo di 3500 nuovi posti auto per il 2014 con la possibilità, fissata per il dicembre di quest'anno, di accedere alle strutture di parcheggio con il telepass dell'autostrada. L'amministratore delegato di Grandi Stazioni, Franco Battaggia, ha invece annunciato l'apertura a settembre 2012 della scala mobile a Santa Maria Novella, che dall'interrato dei parcheggi porterà fino ai binari.


Provvedimenti che, oltre a una maggiore funzionalità dei servizi offerti dovrebbero, secondo gli ideatori, garantire anche più ampia sicurezza ai cittadini. Siamo qui al secondo grande tema toccato dal sindaco Renzi, che ha parlato della notte come «un'occasione culturale oltreché economica. Se la città vive di notte c'è maggiore sicurezza». E a chi gli fa notare i noti problemi della movida notturna, il sindaco risponde: «Su Santa Croce e Sant'Ambrogio c'è un grande problema di degrado notturno. Abbiamo chiesto l'aiuto dei residenti e spero che lo diano. È chiaro nel momento in cui si fa una battaglia della legalità lo si deve fare sulla legalità della notte, ma inviteremo anche i tanti residenti a rispettare la legalità anche di giorno, a partire dagli affitti e dalla regolarizzazione degli appartamenti».

 Per ciò che riguarda la cultura, infine, lo scossone è arrivato dal presidente Rossi, che si è fatto promotore di un progetto per far tornare Firenze al suo ruolo “naturale” di culla della civiltà. «Dovremmo rivolgerci a tutti gli uomini di cultura della Toscana – ha detto Rossi – del nostro Paese e del mondo per fare di Firenze il centro degli studi e del dibattito sul Rinascimento e sull'umanesimo, e dare così un contributo alla costruzione di un nuovo umanesimo nel nuovo millennio». La questione sollevata dal Governatore è stata accolta positivamente dal sindaco, che pur non mancando di tirare una stoccata sul fatto che «se essere contro Firenze diventa, per alcuni amministratori regionali, una sorta di medaglia da appuntarsi sul petto si va poco lontano», ha comunque proposto il «Forte Belvedere come punto di riferimento» da cui partire.

Questi i tre punti fondamentali della due giorni di 20/Vénti, nella quale il primo cittadino ha trovato anche spazio per plaudere alla rapidità con cui il presidente della Repubblica Napolitano ha risolto la crisi di governo, invitando il presidente del Consiglio Monti ad essere «altrettanto veloce nell'affrontare le questioni politiche che abbiamo di fronte». Cambiare le regole dell'Europa è secondo Renzi una priorità, passando «all'elezione diretta del Presidente dell'Unione Europea» e arrivando «rapidamente al cambio delle istituzioni finanziarie per dare poteri maggiori alla Banca centrale europea».
Dalle buche alle banche, passando per le scale mobili e le scalinate delle chiese Renzi è più che mai intenzionato a fare il sindaco a tempo pieno. Verrà elaborato un documento programmatico della convention che sarà sottoposto al voto del Consiglio comunale. E se per l'On. Toccafondi del Pdl quella di 20/Vénti è stata l'ennesima dimostrazione che «il sindaco dà i numeri», rimane la certezza che tante promesse sono state fatte. Vedremo col tempo in che misura verranno rispettate.

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