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20Venti, Renzi promette battaglia all’evasione per reperire risorse Politica

 Lotta all’evasione fiscale e, «ma è solo un‘ipotesi», aumento di un punto percentuale sull’addizionale Irpef. Un ricetta “renziana” ad un “renziano” dilemma, ovvero: come fare fronte ai tagli del governo sulla spesa sociale e sui trasferimenti senza intaccare il welfare? E come aumentare il gettito necessario a mantenere il sistema di welfare senza aumentare la pressione fiscale? «Stiamo ragionando su alcune ipotesi per non aumentare le tasse e garantire allo stesso tempo una manovra di equità sociale – ha spiegato Il sindaco ai giornalisti a margine di “Firenze 2020”, l’evento a Palazzo Vecchio per presentare il bilancio di 2 e anni mezzo di amministrazione Renzi – Qualcuno propone di aumentare l’Irpef di due punti. A Firenze è lo 0,3% (il massimo previsto è lo 0,8%). Noi non l’abbiamo mai alzata e non lo faremo. Però si è calcolato che con un solo punto percentuale in più nelle casse del Comune entrerebbero 6 milioni di euro all’anno. Non risorse mie, ma della città». Da un lato nega decisamente, Renzi, dall’altro, però, non boccia del tutto l’idea di far entrare nel prossimo bilancio un aumento graduale dell’addizionale Irpef con fasce di esenzione. «Sono ancora ipotesi – ribadisce – E’ certo però che tutto il sistema del welfare va ripensato, i tagli ci sono stati, le risorse per la spesa sociale del Comune sono passate da 4,1 milioni di euro a 1,8. Così come è certo che, se federalismo significa tagliare i trasferimenti dallo Stato centrale e aumentare i tributi locali, bè, allora a Firenze non abbiamo realizzato il federalismo». Qualcosa, insomma, va fatto. E il sindaco ha in mente una proposta. «Una parte di fondi li recuperiamo dall’evasione fiscale – annuncia – Si, perché l’evasione esiste anche a Firenze». Il Comune di Firenze attua già il recupero di crediti dall’evasione di tributi locali (Ici, Tosap, pubblicità) e nel 2011 ha recuperato in questo modo oltre un milione di euro. Adesso verrà inserito in bilancio un capitolo dedicato al recupero di somme da imposte e tasse statali e regionali evase. Ma è ovvio che ci vorrà del tempo per recuperare le somme, l’iter è lungo e all’inizio questa voce di bilancio rappresenterà una spesa più che un’entrata. «Si deciderà tutto nella seduta decisiva di approvazione del bilancio – conclude Renzi, non senza aver ricordato che «dalla criticata tassa di soggiorno il Comune ha “rimpolpato” le casse decurtate dai tagli di ben 22 milioni di euro. Qualcuno dice che quel contributo è frutto dell’accordo di Arcore? Ebbene si, e meno male che c’è stato quell’accordo». Di questi primi due anni e mezzo di lavoro Renzi dice di non ritenersi soddisfatto, ma solo perché «in una città come Firenze è impossibile ritenersi soddisfatti, ci sono sempre nuove sfide, ma abbiamo voluto la bicicletta e pedaliamo». «Però abbiamo fatto tantissimo – precisa – e questo nessuno lo può negare». Domani la kermesse chiuderà con un documento programmatico, con tanto di tempi e scadenze, aperto al confronto con i cittadini, «perché non siamo un’amministrazione che sta chiusa nei palazzi», anche se «poi dopo tante chiacchiere si deve agire, altrimenti non si fa mai niente». E come se la immagina, il sindaco, questa Firenze del 2020? «Una città sostenibile e vivibile, amata, dotata di infrastrutture e servizi, con un numero di residenti in aumento e molte opportunità in più per i giovani, ma anche con più servizi per quei cittadini che, nel frattempo, saranno invecchiati, e che quindi non sono morti, il che – scherza – mi sembra già una cosa positiva».

 

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