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20Venti, Spini discute di Firenze. E la vuole metropolitana Politica

Firenze 20/Vènti. Ovvero, come la città sarà tra meno di dieci anni. Ma oltre a prospettive legate all’ambiente, alla cultura e alla viabilità, ci si interroga anche sull’assetto istituzionale del futuro. La nota nuova nel dibattito del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio la inserisce l’On.Valdo Spini, presidente della commissione Affari Istituzionali, che esorta ad approdare ad una dimensione “metropolitana” per risolvere i problemi di Firenze.
Nel suo intervento dinnanzi alla platea, l’ex ministro ha insistito sul proposito del presidente della provincia Andrea Barducci, cioè di ridurre a tre le province toscane, tornando a più riprese sul tema della città metropolitana. «La sua istituzione – ha spiegato Spini – non è in contrasto, anzi è  facilitata, sia dalla prospettiva della grande provincia della Toscana Centrale che dalla programmazione di area vasta della Regione Toscana, perché in questo contesto trova più adeguati punti di dialogo e riferimento».
Una sorta di appello a Barducci e a Rossi perché i loro organi di governo sostengano la creazione della città  metropolitana, necessaria a fronteggiare le sfide che il contesto europeo e globale impongono. «Dobbiamo diminuire gli sprechi che sono connessi alla frammentazione dei livelli decisionali», ha proseguito Spini che ha poi concluso: «In tutta Europa, in varie forme, si è  proceduto o si sta procedendo, alla costituzione di autorità  metropolitane in grado di “reggere” ai nuovi fenomeni dell’urbanesimo. Anche così si risponde alle due grandi domande che vengono dai
cittadini, cioè  la partecipazione e il controllo. In altre parole, potenziare sia la democrazia che l’efficienza».
La creazione della città metropolitana nell’ambito di una riduzione del numero delle province sarebbe una misura attuativa del Titolo V della Costituzione, riformato nel 2001. Misura decentrativa e federalista nel senso pieno della parola, costituirebbe – a meno di tentazioni partitocratiche – un deciso passo in avanti verso la razionalizzazione e la riduzione degli sprechi. La palla adesso a Renzi, Barducci e Rossi: la partita deve continuare.

 

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