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Le sculture “manieriste” di Vivarelli in mostra a Firenze Cultura

Firenze – Apre lunedì 27 maggio a Palazzo Medici Riccardi  (ore 18) una mostra dedicata alla scultore Jorio Vivarelli. Nelle sale Fabiani Saranno esposte, enucleate nel complesso della vasta ed eterogenea attività dello scultore, opere di piccole dimensioni realizzate dall’inizio degli anni ‘60 del secolo scorso alla metà del decennio successivo.

Nel corso dei vent’anni nei quali Vivarelli ha abitato a Firenze (1949-1969), si sono manifestati in lui un interesse e una attrazione non episodici per gli sviluppi del Manierismo nella scultura fiorentina della seconda metà del Cinquecento nei confronti delle opere di Giambologna, Ammannati, Cellini ed altri.

La mostra “Jorio Vivarelli a Firenze – La seduzione della maniera” documenta, tra l’altro, precisi collegamenti tra le piccole sculture con il Ratto della Sabinae la Fontana dell’Oceano a Boboli, con la Fontana dell’Ammannati in Piazza della Signoria, con la Ninfa di Fontainebleau e il Perseo di Cellini, nonché con altre opere di scultori manieristi come Vincenzo Danti.

Molte delle piccole sculture in bronzo hanno avuto un esito in dimensioni monumentali nelle Fontane eseguite per l’America, in collaborazione con l’Architetto Oskar Stonorov, interventi documentati in mostra da appositi pannelli fotografici. Unica eccezione di ordine cronologico, tecnico e formale è costituito da una Figura in gesso modellata nel 1950, esposta come preludio a tutte le altre opere.

Nato a Fognano di Montale nel 1922,  Vivarelli  ha compiuto gli studi alla Scuola Artigiana di Pistoia e poi all’Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze. Dopo la terribile esperienza della Seconda Guerra Mondiale, durante la quale è prigioniero nei campi di concentramento di Ungheria, Bulgaria e Germania, si stabilì a Firenze dove ha lavorato  presso la Fonderia di Renzo Michelucci, dove conosce l’architetto Giovanni Michelucci, con il quale strinse una profonda amicizia e avviò una proficua collaborazione artistica.

Da questa nasceranno il “Crocifisso” del 1956 per la Chiesa della Vergine di Pistoia e, nel 1963, quello per la Chiesa dell’Autostrada del Sole a Campi Bisenzio. Dagli anni Settanta al Duemila realizza importanti opere pubbliche, quali “L’idea, la morte”, monumento in ricordo di Giacomo Matteotti (1974, Roma) e la scultura “Inno alla vita” (1987, Nagasaki), in ricordo della terribile distruzione provocata dalla bomba atomica.

All’inaugurazione della mostra saranno presenti: Giulio Masotti e Ugo Poli della Fondazione Jorio Vivarelli; Federica Fratoni assessore della Regione Toscana; Luca Iozzelli della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia; Cristina Acidini dell’Accademia delle Arti del Disegno. La mostra sarà presentata da Edoardo Salvi

La mostra rimarrà aperta fino a Venerdì 28 Giugno 2019

Foto Jorio Vivarelli

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