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Chiavi della città a Richard Gere per l’impegno sul fronte dei diritti umani Cronaca

Firenze – Ci siamo commossi con lui per Pretty Woman, Hachiko e Autunno a New York. Ci siamo stupiti per la sua abilità di musicista in Cotton Club e di cantante nel film che più gli ha procurato premi e riconoscimenti, il musical Chicago.

Oggi Richard Gere, che ha compiuto 70 anni il 31 agosto scorso, l’inquieto e tormentato rubacuori degli anni 80, sex symbol mai appannato, è sempre di più conosciuto sopratutto per il suo impegno sul fronte dei diritti umani. Come seguace della religione  buddhista si è sempre battuto contro l’oppressione cinese in Tibet e da anni sostiene Survival International l’organizzazione che difende i diritti umani dei popoli indigeni di tutto il mondo. Ha contribuito a stabilire l’AIDS Care Home, una struttura residenziale in India per donne e bambini affetti da AIDS. Nel 1999 inoltre, ha creato la Gere Foundation India Trust che realizza programmi umanitari in India.

Nel salone dei Cinquecento in  Palazzo Vecchio Richard Tiffany Gere ha ricevuto dalle mani del sindaco Dario Nardella le chiavi della città “per la solidarietà che ha concretamente e pacificamente dimostrato nei confronti di coloro che soffrono, relegati ai margini della società e per il suo impegno trentennale in difesa dei diritti umani fondamentali, della libertà di pensiero e religiosa”.

 

Per mettere a tacere le polemiche sulla decisione di onorare l’attore famoso, Nardella ha sottolineato che il riconoscimento è destinato alla Gere Foundation “i cui valori sono quelli della città”, la difesa e la promozione dei diritti umani e di libertà.

Gere ha raggiunto Firenze, come ha spiegato, dopo un ritiro a Pomaia presso l’Istituto Lama Tzong Khapa, il più importante centro di buddhismo tibetano in Italia. In agosto si era recato a Lampedusa salendo a bordo della nave dell’ong Open Arms ormeggiata da giorni al largo dell’isola con a bordo 160 migranti salvati in diverse operazioni. Ai migranti l’attore ha portato a bordo viveri e altri beni di prima necessità ed è sceso in campo in loro sostegno.

Nel giorno in cui l’Accademia Reale svedese della Scienza ha conferito il premio Nobel per l’economia a Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer che “hanno introdotto un nuovo approccio per ottenere risposte affidabili circa i migliori modi per combattere la povertà”, la presenza di Gere è stata l’occasione per riflettere sul fenomeno della grandi masse di diseredati che lasciano il loro paese per cercare i mezzi di sopravvivenza.

 

Il suo impegno si basa sul principio che ogni essere vivente della terra, qualunque sia la sua nazionalità, la sua razza le sue credenze deve essere aiutato a migliorare la sua condizione superando tutte le differenze: “C’è un livello a cui le cose sono molto semplici ed è il livello umano – ha detto augurandosi di poter tornare a Firenze per fare delle cose con il sindaco – e se ci prendiamo cura l’uno dell’altro tenendo presente questo livello possiamo prenderci cura degli altri. Da un punto di vista buddhista c’è una grande verità: tutti gli esseri umani vanno verso la felicità e tendono a sottrarsi alla sofferenza e questo è il percorso da seguire. Chi vive in mondi dove ci sono le risorse, ha la possibilità di prendersi cura degli altri, che non hanno le stesse risorse”.

Nella conversazione che ha preceduto la consegna delle chiavi, davanti a un pubblico in stragrande maggioranza femminile, Gere ha preso posizione sulla guerra nel nord della Siria provocata dall’attacco turco e il dramma del popolo curdo lasciato solo dal contingente Usa: “Mi vergogno profondamente del comportamento del presidente Trump – ha detto – c’è gente che muore e paesi distrutti. Abbiamo bisogno di soluzioni politiche”.

Alla cerimonia erano presenti il professor Andrew Geddes, direttore del Migration Policy Center dell’Istituto Universitario Europeo, e la giornalista Eva Giovannini, che ha moderato un dialogo tra l’attore e il sindaco Nardella. Nel pomeriggio l’ospite americano aveva visitato le Gallerie degli Uffizi e la sede della Fondazione Zeffirelli in piazza San Firenze. (“Un bagno di bellezza”). A Gere è stato donato anche un abbonamento al Maggio musicale per due persone e una maglia viola con il numero 1.

L’evento nel salone dei Cinquecento è stato contestato dagli esponenti di centrodestra e dai Cinque stelle che hanno infatti sfilato sotto Palazzo Vecchio, indossando magliette con scritto ‘Stop Ong’. “Non parteciperemo oggi alla consegna delle chiavi della città a Richard Gere perché riteniamo che ci vogliano legami forti con Firenze o comunque meriti straordinari per giustificare simile onorificenza”, hanno spiegato Ubaldo Bocci (Misto), Jacopo Cellai (Forza Italia), Alessandro Draghi (Fratelli d’Italia) e Federico Bussolin (Lega Salvini Firenze).

 

Foto di Luca Grillandini

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