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Sant’Orsola, la grande sfida, Nardella: “Nuova vita per tutto il quartiere” Breaking news, Cronaca

Firenze – Una sfida che si avvera: il complesso di Sant’Orsola, un pezzo del cuore di Firenze, sbarrato e inaccessibile da decenni, tornerà a rivivere. E’ quanto annuncia oggi il sindaco Dario Nardella, insieme al ceo di ARTEA, la società che si curerà della resurrezione, Philippe Baudry, insieme al gruppo di tecnici della Città Metropolitana che si è occupata della vicenda, in primis Cecilia Tosi e Monica Marini, e all’architetto Bandini.

La presentazione del complesso progetto, che vedrà un impegno di oltre 30 milioni di euro (per la precisione, 31,5) si apre con le parole di un emozionato Dario Nardella, sindaco di Firenze : “Sono molto felice, è decenni che si parla di Sant’Orsola, che è rimasta lì come una scatola vuota, abbandonata per molto tempo. Già negli ultimi anni, grazie alla determinazione della Città Metropolitana , abbiamo investito i soldi del bilancio per avviare i lavori di riqualificazione e ristrutturazione, cominciando dalle facciate. Ora siamo ad un momento di svolta. Abbiamo firmato la convenzione con questo gruppo eurpeo che ha vinto l’aggiudicazione, gli atti formali sono stati conclusi, a questo punto prtiamo con la progettazione definitiva e poi con i lavori. E’ un nvestimento importante, di più di 30 milioni di euro che può portare non solo riqualificazione per tutto il quartiere di San Lorenzo, ma anche vivacità culturale, economica a tutto il centro di Firenze e sarà anche un bel messaggio di ripresa e di rilancio in un periodo difficilissimo per la nostra città a causa del covid. La cosa di cui sono più contento è che il progetto non prevede alcun tipo di speculazione – continua il sindaco – a  Sant’Orsola non faremo nè alberghi, nè centri commerciali, rimarrà la poprietà pubblica e ci saranno molte funzioni legate proprio all’interesse pubblico: attività culturali con attività economiche, ma solo funzionali a quelle culturali. Puntiamo come sempre detto all’idea di Firenze capitale della formazione. Da qui il sostegno a realizzare una foresteria, una scuola internazionale, mentre non mancheranno anche funzioni utli alla vita dei eesidenti del quartiere stesso”.

La struttura presenta oltre 17mila metri quadri di suoerficie utile e presenta tre piani fuori terra e tre interrati. E’ stata pesantemente ritoccata negli anni ’80 e sarà cura del progetto valorizzare e rendere il più possibile visibile la struttura e le caratteristiche orignarie, anche se, dal secolo XIV, sono stati molti i cambi di destinazione e le modifiche che il complesso ha dovuto affrontare. In conformità con il Bando di Valorizzazione, è stato ideato un programma di funzioni miste, che combina servizi di interesse pubblico e privato.

In via prioritaria, Sant’Orsola ospiterà strutture di interesse pubblico volte a fornire nuovi servizi agli abitanti del quartiere e della città, fra cui una scuola di istruzione superiore, laboratori di artisti, un’area fitness e benessere, una ludoteca, uno spazio museale/eventi nell’ex cappella dove si trova probabilmente la tomba della Monna Lisa.

“Ci concentriamo su questo simbolo, Monna Lisa, e sulla storia di Sant’Orsola – spiega il sindaco – che è anche la sedimentazione di tante diverse epoche della storia di Firenze, vendo riguardo alle diverse funzioni cui ha assolto, religosa, politica, culturale. Attraverso questa struttura si potrà conoscere anche un pezzo di Firenze che molti non conoscono, ma la cosa che secondo me convince di più è che molti spazi saranno spazi pubblici, per esempio i chiostri , che saranno vere e propie piazze, al servizio della città. Sant’Orsola, sarà accessibile da tutti i lati,  una sorta di grande agorà dove si ritroveranno studenti stranieri, abitanti del quartiere, visitatori, studiosi, avventori. Insomma davvero un luogo a tutti gli effetti della città”.  In quest’ottic, prenderanno vita anche un giardino urbano, un centro business e conferenze, ma ci saranno anche alcune strutture private, fra cui negozi, ristoranti, luoghi di accoglienza dell’artigianato che valorizzano l’eccellenza italiana, servizi vari, una foresteria dedicata principalmente ai diversi usi di Sant’Orsola.

Sant’Orsola sarà un progetto dalle molteplici attività, che dovrà trovare un equilibrio finanziario attraverso le sue diverse componenti. “Il nostro progetto ha lo scopo di valorizzare il fantastico potenziale del Complesso di Sant’Orsola, come vero volano per la rinascita verso il futuro – spiega il ceo di Artea, Philippe Baudry, che coglie l’occazione per sottolineare il suo forte legame con l’Italia e l’amore paticolare che ha legato da subito ARTEA a questo luogo, difficile ma anche ricco di atmosfera e potenzialità – l’atmosfera permetterà ai visitatori di tornare all’essenza dell’edificio e di sentire la forza della sua storia. Si tratterà anche di ridare vita a Sant’Orsola grazie alle attività e alle diverse esperienze culturali e artistiche che verranno proposte”.

Sono i bellissimi cortili di Sant’Orsola a costituire la vera ossatura della struttura su cui si sviluppa il progetto. Così, il  Cortile della Spezieria tornerà all’originaria funzione di produzione di erbe medicinali e aromatiche oltre alla coltivazione di ortaggi di stagione che verranno lavorati e venduti/messi a disposizione in loco.

Il Cortile dell’Orologio sarà lo spazio pubblico per eccellenza e il punto centrale del Complesso di Sant’Orsola. In particolare, sarà il punto d’ingresso di atelier d’artisti, negozi, una ludoteca e un ristorante. Il cortile sarà anche luogo di eventi per organizzare ad esempio concerti di musica classica.

Il Cortile del Tabacco sarà l’ampliamento dello spazio museale/eventi. Infatti, la sala dove si trovava una delle due ex chiese che probabilmente ospitava la tomba della Monna Lisa sarà valorizzata e aperta al pubblico durante il giorno; potrà anche ospitare eventi culturali.

Ai piani superiori ci saranno aree per seminari, scuola di istruzione superiore, il coworking e gli alloggi dedicati alle varie funzioni sotto forma di foresteria.

Inoltre, ricorda il sindaco, “si sta ricostituendo tutta la viabilità intorno alla struttura, con un ariqualificazione ampia che potremmo definire la più grande operazione di riqualificazione mai fatta a San Lorenzo negli ultimi negli ultimi 50 anni”. In particolare le vie Panicale, Taddea, Sant’Orsola e Guelfa. Sant’Orsola gode anche di una posizione strategica, a poche centinaia di metri dalla stazione di Alta Velocità e dalle tramvie, è facilmente raggiungibile, oltre a essere  vicina al Mercato Centrale di Firenze, alla Basilica di San Lorenzo e a Piazza San Marco.

Per quanto riguarda l’investimento, spiega Baudry, sarà finanziato in parte con fondi propri della società e in parte da un pool bancario, che è cosituito da diverse banche locali , in particolare Chianti Banca, interessate a sostenere questo progetto.  La riabilitazione di Sant’Orsola sarà gestita dalla società ARTEA Italia, attualmente in fase di creazione. Un porgetto 100% italiano, che vede tutte le squadre che lavoreranno in questo complesso saranno italiane. “all’apertura dei lavori – dice Baudry – saranno creati 50 posti di lavoro, mentre durante i lavori ci saranno fino a 100 lavoratori in cantiere”. Dopo la fase di ottenimento delle autorizzazioni amministrative e dei lavori in corso da parte della Città Metropolitana di Firenze, ARTEA entrerà in possesso dei luoghi entro e non oltre la primavera del 2022 e darà inizio ai lavori per un periodo che sarà compreso tra i due e i tre anni. Con il progredire dei lavori, Sant’Orsola sarà svelata alla cittadinanza e offrirà una ricchezza di prospettive, itinerari, scorci, dettagli e testimonianze architettoniche.

Foto copertina: Luca Grillandini

Slide del progetto dei tre cortili, alla presentazione alla stampa del 19 gennaio 2021

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