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25 Aprile col sole e caldo, Firenze tutta in piazza Cronaca

Firenze ha celebrato con solennità e allegria  la ricorrenza del 25 aprile. Il cielo si è fatto sereno e la temperatura mite, quasi a invitare i fiorentini a uscire di casa e a unirsi alla gente che si è recata in piazza. In tanti hanno colto l'occasione della festività anche per visitare la Mostra dell'Artigianato, che è stata assediata da lunghe code per quasi tutta la giornata.  Il giorno della festa della Liberazione è iniziato in piazza dell'Unità d'Italia, dove sono state deposte corone di alloro al monumento ai caduti. Assieme ai gonfaloni del Comune di Firenze, della Provincia di Firenze, della Regione Toscana, la bandiera del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, del Corpo Volontari della Libertà e i labari delle associazioni dei partigiani.  Al termine, preceduto dalla Filarmonica Rossini, si è formato un corteo alla volta di Palazzo Vecchio.

“Il vero pericolo è non rendersi conto del valore della libertà e della democrazia, che come l’aria si sentono venir meno solo quando non sono. E da questo punto di vista le celebrazioni del 25 aprile sono quanto mai attuali”.Le parole con cui il sindaco Matteo Renzi inizia il suo saluto nel Salone dei 500 di Palazzo Vecchio fanno capire che la celebrazione del 67esimo anniversario della liberazione d'Italia dal nazifascismo è l'occasione per riflettere sull'importanza di quei valori, libertà e democrazia, che spesso si danno per scontati. E che, per recuperarli, hanno richiesto il sacrificio di una intera generazione e di almeno metà di un'altra. Alla celebrazione in Palazzo Vecchio erano presenti il prefetto Luigi Varratta, il cardinale Giuseppe Betori, tutta la giunta, molti consiglieri comunali, il presidente provinicale dell'Anpi silvano Sarti, altre autorità civili e militari. E nel discorso del sindaco non è mancata una convinta menzione del Presidente della Repubblica. "E' doveroso- ha detto Renzi – rivolgere un pensiero a chi una volta di più ha dato prova di saggezza e solidità: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, cui va la nostra gratitudine per come svolge il suo mandato e per le parole che ha pronunciato in queste ore sul significato di questa data”.

E circa il significato ideale della festa della Liberazione, il sindaco ha sottolineato: “Noi abbiamo un compito. Riflettere di come il 25 aprile sia un elemento costitutivo della nostra civiltà, della nostra libertà, della democrazia in questo Paese. Se vogliamo farlo dobbiamo spiegare ai nostri giovani che quei diciottenni, ventenni che scrivevano le lettere dei condannati a morte, che con quel coraggio e determinazione andavano di fronte a un plotone di esecuzione, non sono degli Avatar, non sono dei profili su Twitter o Facebook e non sono delle storie inventate. Erano ragazzi che avevano scelto consapevolmente di dedicare la loro vita per gli ideali e per la Patria. Quindi il dobbiamo continuare ad affermare che il 25 aprile è il significato profondo dell’impegno di noi oggi: delle istituzioni, delle forze dell’ordine, dei cittadini. Il 25 costituisce la regola del gioco. Senza il 25 aprile non ci sarebbe cittadinanza piena, attiva e responsabile, non ci sarebbe il valore di guardare con tenacia e spirito costruttivo al nostro domani”.

Infine, Renzi si è lanciato in un'accorata difesa della "politica", di quella con la P maiuscola
“In un Paese come il nostro – ha concluso il sindaco Renzi – difendere le istituzioni, salvaguardare la Costituzione, immaginare il futuro, sia il modo più bello di vivere la politica, con la ‘p’ maiuscola, contro gli attacchi di un’antipolitica che spesso si nutre del disprezzo della cosa pubblica”.
Dopo il saluto del sindaco Renzi ha preso la parola e la prolusione ufficiale è stata tenuta da Paolo Grossi (“Grazie professore per aver accettato l’invito della sua città”, ha detto il sindaco Renzi), giudice della Corte Costituzionale, su “La Costituzione quale salvaguardia di una società democratica”.

La giornata fiorentina è stata chiusa alle 17,30 con il concerto della filarmonica Rossini in piazza Signoria.
Ma sparse in città sono fiorite decine di iniziative per festeggiare e commemorare la Liberazione. Per cominciare, piazza Poggi dove si è tenuto il tradizinale pranzo antifascista organizaato dall'Arci con sbandieratori in camicia garibaldina. Un corteo si è mosso alle 17, 30 da piazza Santo Spirito per giungere a piazza Tasso, dove sono stati onorati i caduti per mano dei nazifascsti.
Per quanto riguarda il Quartiere 4, una cerimonia si è tenuta in onore  dei partigiani e dei civili caduti per mano nazifascista nel Cimitero di Soffiano. Alle 15 circa, al Quartiere 5 è partito il percorso nei luoghi della Resistenza in collaborazione con l'Anpi sezione "Anna Maria Enriquez Agnoletti". Per Commemorati con la deposizione di corone d’alloro i caduti delle Cinque Vie, breve cerimonia al cimitero di Ponte a Ema.
Per quanto riguarda il Quartiere 3, le iniziative hanno visto partire un corteo con la Filarmonica Cherubini e la commemorazione alla scuola Vittorino da Feltre.

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