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25 aprile: hanno tra i 20 e i 30 anni e un segno particolare, l’antifascismo Società

Ogni anno, in occasione dei festeggiamenti per la Liberazione, il gruppo si mette in moto per organizzare sul territorio empolese una festa che coniughi riflessione e divertimento, memoria e attualità.
Diventata ormai da qualche anno un appuntamento fisso della zona, quella del 25 aprile è una festa che richiede un grande impegno: “Le riunioni iniziano verso gennaio – ci spiega Marco, uno dei volontari- dopo aver definito il programma degli eventi inizia la fase più burocratica, cioè quella che riguarda le richieste e i permessi da portare in Comune, gli inviti da mandare alle altre associazioni che partecipano numerose; e poi dobbiamo fare e stampare migliaia di volantini e di manifesti, contattare i gruppi che vengono a suonare, gli ospiti per le iniziative e non ultimo fare la spesa!”.

Impegno, sacrificio e passione che hanno il loro fulcro nei festeggiamenti del 25 aprile al Parco di Serravalle, dove si tiene la consueta merenda partigiana con bande musicali e giocoleria per grandi e bambini. “Ma non si tratta solo di concerti o di semplici merende nelle quali si mangiano baccelli e prosciutto crudo – scherzano  i volontari- bensì di occasioni organizzate da noi nell’ottica di radunarsi, di ritrovarsi tutti assieme per ricordare il sessantottesimo anniversario della Liberazione dal fascismo, e di quanti partigiani morirono per questa causa”.

Sarà il lavoro quest’anno l’argomento sul quale si incentrerà il 25 aprile empolese, in altre parole la piaga dei nostri giorni, quella che gli stessi volontari dell’ANPI vivono sulla propria pelle come tutti i loro coetanei, in quanto giovani, studenti, lavoratori, precari.
“Quest’anno abbiamo deciso di organizzare un 25 aprile che avesse più a cuore la tematica del lavoro – dice Matteo. Ormai siamo nel 2013 e vediamo che vengono persi posti di lavoro ogni giorno, ci sono famiglie che non sanno più come pagare le bollette, aziende che chiudono, patrimoni sociali di conoscenze che vengono dispersi. Tutto questo significa solitudine, significa disperazione e noi come ANPI di Empoli – continua- abbiamo cercato di rimarcare il fatto che quando ci fu la Resistenza, quando sessantotto anni fa partigiani e volontari decisero di partire, di impegnarsi, di mettere il viso in prima persona nel combattere il nemico nazifascista, lo fecero per ottenere quello che effettivamente ottennero dopo, cioè una Costituzione che metteva al centro della nuova Repubblica nata dalle ceneri del regime fascista la questione del lavoro; il lavoro come dignità e come emancipazione.”

A questo proposito in programma ci sarà sabato 4 maggio un dibattito al Palazzetto delle Esposizioni di Empoli durante il quale interverranno i rappresentanti delle Rsu della Richard Ginori e della Shellbox, due aziende del territorio simbolo della crisi economica. Seguirà il concerto del gruppo musicale Lo Stato Sociale, mentre nei giorni precedenti si terranno pranzi partigiani, ancora concerti, incontri e cortei all’interno di un fitto calendario d’iniziative per il quale l’Unione dei Comuni Circondario dell’Empolese Valdelsa ha stanziato cinquemila euro.

Grazie al lavoro volontario dei ragazzi dell’ANPI, che gestiscono interamente le serate, dalla sicurezza alla scelta dei gruppi musicali fino alla ristorazione, la sezione empolese può garantire l’ingresso gratuito agli eventi e ai due concerti che si terranno il 3 e il 4 maggio per dare a chiunque la possibilità di godersi gli spettacoli. A questo proposito sottolinea Roberto, un altro volontario:  “Nel momento in cui con quei cinquemila euro riusciamo a portare migliaia di persone  alle nostre iniziative per commemorare la Resistenza, è quello l’unico utile economico che ci interessa: riunire molte persone creando qualcosa alla quale la cittadinanza partecipa in nome dell’antifascismo”.

Insomma, niente a che vedere con i soldi e con il profitto personale ma tutto rigorosamente organizzato e portato avanti su base volontaria anche con l’aiuto delle sezioni ANPI di Montelupo Fiorentino, Fucecchio e Vinci. Qualcuno dei ragazzi, addirittura, prende le ferie da lavoro per potersi dedicare maggiormente ai giorni precedenti ai festeggiamenti, che sono quelli più intensi: “Vogliamo fare qualcosa che possa servire agli altri, che possa essere fruibile dalla cittadinanza, qualcosa che crediamo  possa portare avanti la memoria dei partigiani che all’epoca erano ragazzi di vent’anni e che partirono volontari mettendo a rischio la propria vita – dice Daria, una volontaria. Noi cerchiamo nel nostro piccolo di riprendere quello spirito lì, di fare cose che ci divertono anche se costano fatica e di farle per noi ma soprattutto per gli altri, per trovare il piacere di stare insieme, per portare avanti le idee e i valori dell’antifascismo che non sono affatto morti.”

Un modo, questo 25 aprile, per mettere in pratica quegli ideali racchiusi nella frase del partigiano Arrigo Boldrini che ai ragazzi dell’ANPI sta molto a cuore: “Abbiamo combattuto assieme per riconquistare la libertà per tutti: per chi c'era, per chi non c'era e anche per chi era contro”.


Grazia D’Onofrio

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