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25 aprile, il sindaco Conti: “Trovare punti di unione non divisioni” Politica

Pisa – “Ora, dopo 75 anni da quei fatti, credo sia giunto il tempo per affrontare una riflessione pacata, condivisa e non conflittuale, affinché i valori di libertà e democrazia che contiene questa giornata possano essere sempre più condivisi da tutti gli italiani”: lo ha detto il sindaco di Pisa Michele Conti celebrando in Piazza XX settembre il 25 Aprile.

“Molti osservatori nel descrivere il periodo che stiamo vivendo hanno parlato di “guerra” – ha proseguito Conti – perché simile alla guerra è la paura che ci costringe a combattere contro un nemico che causa morte, lutti e disperazione. Si è citato la “prima linea”, rappresentata dalle istituzioni sanitarie, ospedali in primo luogo, che hanno accolto migliaia di persone colpite da questo virus letale; e si è parlato giustamente di “eroi” a proposito dei tanti medici, infermieri e personale sanitario a tutti i livelli che ha lottato per salvare uomini e donne al rischio della vita propria e dei propri cari.

“Se veramente – ora come allora – siamo in guerra – ha detto ancora  il sindaco di Pisa – è il momento di trovare i punti di unione piuttosto che le divisioni. E questo è un compito che spetta in primo luogo alle forze politiche – a tutte le forze politiche – alle associazioni, al mondo della cultura e alla società civile. Alle istituzioni spetta il compito di rappresentare la Repubblica e celebrare ogni ricorrenza ufficiale, ma questo da solo non basta. Non è bastato in questo lungo dopoguerra che ha garantito al popolo italiano libertà, sviluppo e democrazia e non può bastare nemmeno quando sarà finita questa “guerra” con il nemico invisibile quando, finalmente, ognuno di noi potrà riprendere in mano la propria vita”.

C’è bisogno, dunque, di una riflessione ancora più approfondita e mi auguro che, chiusi nelle nostre case, con le attività ferme e una vita sociale forzatamente impedita, si possa fare ordine sui valori, principi e le priorità che per il futuro potranno definire le nostre vite individuali e collettive. Lo sguardo al passato deve essere occasione per abbandonare la retorica, le strumentalizzazioni, le divisioni”.

“Oggi come allora – ha concluso Conti –  di fronte a un periodo altrettanto incerto e difficile, dobbiamo tutti trovare le energie e le forze per la ricostruzione e limitare al massimo le ragioni di divisione. La nostra città deve sollevarsi il più rapidamente possibile da questa dura crisi e per farlo ha bisogno delle energie e delle intelligenze di tutti. La storia di Bargagna e di quella generazione insegna che invece si può ricominciare da subito”.

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