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25 Aprile in Santo Spirito, mascherine in piazza, musica, libri e bandiere Breaking news, Cronaca

Firenze – Un 25 Aprile pieno di iniziative, istituzionali e non, che hanno riempito la giornata di appuntamenti: a cominciare da quelli istituzionali (https://www.stamptoscana.it/25-aprile-momenti-della-celebrazione-e-del-ricordo/) a quelli popolari . Così, insieme ai fiori della gente che hanno riempito le lapidi dei partigiani cittadini, alla biciclettata della “memoria”, nei punti salienti della vicenda resistenziale fiorentina, è tornata anche Santo Spirito a far parlare di sè. Una festa popolare rimandata a causa del lockdown di un anno fa, che quest’anno è tornata in piazza. Certo, senza il pienone del pre-covid, senza gli stand di cibo e bevande, visto che le restrizioni non sono terminate, ma quel che c’era ha avuto di nuovo il senso del ritorno della grande festa popolare cui questi anni ci avevano abituato. Sebbene con le mascherine. Gli stand di libri e materiale politico, con la presenza dei partiti della sinistra da Rfc al Pmli ai Carc al Partito comunista di Rizzo, il materiale delle associazioni e dei movimenti, dal Cpa ad Acad, ai sindacati di base Cobas, Usb, Cub, ma soprattutto gli interventi dal palco, una musica che è passata dal tradizionale al Rap, i tanti giovani hanno portato in piazza antiche parole a nuove, che passano dalla disperazione del precario a quella del lavoratore regolare che tuttavia non arriva a fine mese, del cassintegrato che non riesce a pagare l’affitto, dell’operaio che muore di veleni, hanno reso ancora una volta l’appuntamento di Santo Spirito qualcosa di autentico, dove si riversano, nel nome della Liberazione, antiche e nuove tematiche sociali.  Un festa che ha avuto anche come tema di fondo il lungo rintocco delle campane di Santo Spirito, quasi a ricordare i rintocchi della Martinella che dette il via, il 10 agosto del ’44, alla rivolta popolare che culminò con la liberazione della città.

Una lunga camminata con le bandiere in alto ha poi portato, dopo la commemorazione sotto la lapide di Potente, ovvero il capo partigiano Aligi Barducci spento da un cecchino due giorni prima della Liberazione della città, un saluto pieno di commozione alle vittime civili di piazza Tasso, un’ultima feroce unghiata nella carne viva di un quartiere sempre ribelle al nazifascismo, che si portò via, ad opera dei militi della Rsi fedeli alle SS, Ivo Poli di otto anni, Aldo Arditi, Igino Bercigli, Corrado Frittelli e Umberto Peri, oltre a numerosi cittadini di San Frediano, prelevati dalle loro case e spariti per sempre, i cui resti furono ritrovati nel greto dell’Arno solo nel 1952. Lì davanti alle lapidi è stato ricordato il partigiano Sugo, che fino alla sua scomparsa, avvenuta tre anni fa, è sempre stato presente fra gli organizzatori della festa, con le sue preziose testimonianze di vita e di battaglia.

 

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