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25 aprile: la generazione che costruì l’Italia democratica Cultura

Firenze – E’ un libro degno di rappresentare le celebrazioni per il 70° anniversario della Liberazione quello presentato al Circolo Rosselli a Firenze per iniziativa del suo presidente, Valdo Spini.  Dal punto di vista meramente editoriale si tratta di una raccolta di lettere inviate a Giovanni  Pieraccini dai suoi compagni del Collegio Mussolini di Pisa fra il 1937 e il 1943.  Quella pattuglia di giovanissimi intellettuali che parlano di musica e letteratura, di filosofia e di diritto sarà protagonista della nuova Italia democratica nata sui valori della Resistenza.

Il libro si intitola “ Ritratto di una generazione ”  (a cura di Ginevra Avalle, promosso dalla Fondazione di studi storici Filippo Turati, Piero Lacaita Editore) i cui personaggi e interpreti sono accanto a Pieraccini, che è stato un leader del  Partito socialista, ministro e senatore della Repubblica:  il magistrato Gian Paolo Meucci, che come giudice minorile ha contribuito alla realizzazione di un avanzato diritto di famiglia; il giurista e politico Emilio Rosini,  docente e giudice amministrativo; Raimondo Ricci, avvocato e parlamentare;  Mino Monicelli, scrittore e giornalista;  Giorgio Fuà uno dei fondatori degli studi di economia in Italia e Bindo Fiorentini, prima giornalista poi agente di commercio.

Il destino aveva voluto che in una istituzione come il Collegio Mussolini (progenitore della Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa) voluto da alcuni dei più intelligenti esponenti della cultura fascista (Giuseppe Bottai, Luigi Volpicelli, Ugo Spirito) si venisse a concentrare una grande quantità di giovani intelligenze, libere ormai dai condizionamenti e dai dogmatismi del regime e già impegnate più o meno consapevolmente a discutere della futura Italia con il suo posto nel novero delle democrazie occidentali.

Una maturazione culturale e politica che appare in filigrana (e non solo) in quelle lettere di ventenni che pochi mesi dopo saranno pronti ad affrontare la responsabilità di dare vita a un Paese libero ritrovandosi già nell’agosto del 1944 a pochi giorni dalla liberazione di Firenze a partecipare al confronto di idee sulla Nazione del Popolo, il quotidiano del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, il giornale più originale della storia della stampa italiana: diretto a rotazione dalle forze che ne facevano parte sul quale apparvero temi e proposte che saranno alla base della discussione sulla ricostruzione della comunità nazionale.

Giovanni Pieraccini ne fu uno dei direttori e lo ha ricordato intervenendo al Circolo Rosselli, parlando di Firenze dove per la prima volta gli Alleati trovarono una città che si era liberata da se stessa , dove operavano grandi personalità dell’arte e della letteratura, come Eugenio Montale: “ C’era una congiunzione straordinaria fra uomini di cultura e uomini della politica, che elaborarono un progetto di Costituzione che è ancora attuale e che attende di essere attuato, che prefigurava un’Italia delle autonomie”, ha detto Pieraccini. Il progetto fu portato al primo presidente del Consiglio dell’Italia democratica, Ivanoe Bonomi, ma fu bocciato, “un gravissimo errore che scontiamo ancora oggi”.

 

 

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