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25 aprile: le memorie di guerra di Simone Cristicchi Spettacoli

Firenze – Mentre risuona la polemica aperta dal candidato del centro destra Ubaldo Bocci sul 25 aprile che considera “una liturgia ideologica, divisiva, di cui si è appropriata solo una parte politica”, l’Orchestra della Toscana e l’assessore alla cultura della Regione Monica Barni hanno presentato il tradizionale appuntamento musicale  al Teatro verdi.

Quest’anno sarà Simone Cristicchi, con una versione rinnovata dello spettacolo “Mio nonno è morto in guerra”, il protagonista del  concerto della Liberazione: “Sarà la seconda guerra mondiale – ha detto Monica Barni –  al centro della riflessione con l’idea di mescolare linguaggi diversi proprio per far sì che il messaggio da veicolare, cioè quello legato alla distruzione e all’orrore, arrivi in modo diretto a tutti”.

“ E’ un concerto aperto a tutti, aggiunge la vicepresidente, e tutti sono invitati a partecipare, anche chi sta strumentalizzando questa giornata e non ricorda il suo importantissimo valore per la storia italiana. La Regione in tutti questi anni ha coltivato la memoria non per creare momenti di sterile celebrazione di eventi, ma per diffonderne la conoscenza. Soprattutto da parte di coloro che, per loro fortuna, questa storia non l’hanno mai conosciuta.

Quando alcuni ragazzini minacciano un loro coetaneo dicendogli che saranno riaperti i forni ad Auschwitz, siamo di fronte ad un episodio che lo testimonia: una profonda non conoscenza di quello che è tragicamente accaduto e che vorremmo non accada mai più. Conoscere la storia serve proprio a diffondere i valori che hanno portato alla Costituzione e alla democrazia”.

Nel presentare il concerto (biglietti quasi esauriti) il presidente dell’Orchestra Toscana Maurizio Frittelli si è detto convinto che il 25 aprile sia tutt’altro che una festa divisiva, ma una festa di tutti, come segnala l’inno nazionale eseguito all’inizio del concerto.  Una tradizione  che da 15 anni rappresenta un alto momento di riflessione e ricordo di quando il popolo italiano ha riconquistato la libertà.

“Mio nonno è morto in guerra”  raccoglie le memorie della Seconda Guerra Mondiale: “Sono quattordici piccole storie e altrettanti personaggi –  ha spiegato Cristicchi in un video registrato – che io interpreto sul palco cambiando voce, postura mimica, anche a volte il dialetto. È un modo per me di presentare al pubblico quello che è l’emozione di aver vissuto un evento così forte e potente come una guerra”.

Cristicchi ha intervistato più di sessanta persone in giro per l’Italia: dalla guerra in Russia a quella in Africa, i bombardamenti della città fino ad arrivare a all’esodo degli italiani dell’Istria, che è stata una conseguenza della seconda guerra mondiale. Sono racconti che riguardano il periodo della Resistenza, racconti partigiani. È stato il mio primo spettacolo come regista e ha avuto una lunga storia perché ha debuttato nel 2013.

Quella che andrà in scena al Teatro Verdi di Firenze è una versione completamente rinnovata dello spettacolo: “Un esperimento bellissimo perché avrò al mio fianco e sarò sostenuto dall’Orchestra della Toscana diretta dal maestro Valter Sivilotti. In questa occasione ho deciso di aggiungere più brani musicali rispetto ai racconti e quindi sarà un modo per sentire delle canzoni popolari ma anche canzoni d’autore come quelle di Francesco De Gregori, Ivano Fossati e Boris Vian rifatte da una grande orchestra. Quindi è un esperimento che sicuramente ha una forte potenza evocativa.

Foto: Maurizio Frittelli

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