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25 Aprile, migliaia in piazza, l’antifascismo chiama, Firenze risponde Breaking news, Cronaca

Firenze –  Santo Spirito raccoglie questa lunga giornata di festa, quella del 25 Aprile, quella dove la città di Firenze scende in strada per proclamare la sua convinta, rinnovata, caparbia memoria e futuro di libertà. Nonostante i tempi, il revisionismo, le provocazioni, i tentativi di distorcere e cancellare la memoria, Firenze non manca di ricordare che la libertà non si scambia, non si assoggetta, non si immola, come ha detto oggi nel suo messaggio il presidente della Repubblica nata dalla Resistenza e dalla sua Costituzione, non si arrende neppure alle parole “ordine” e “tutela”.

Proprio Santo Spirito, quell’Oltrarno che ha visto partire la Liberazione della città, la morte di uno dei suoi eroi più amati, Potente, caduto sotto i colpi di un cecchino, quello della strage di piazza Tasso da parte della banda Carità, è anche il coacervo della festa più popolare e sentita. Straordinario il colpo d’occhio, straordinaria la partecipazione, straordinaria l’età media, dal momento che giovani e giovanissimi hanno senz’altro conquistato, quest’anno, il grosso dei partecipanti. Slogan, canzoni, bandiere rosse, e soprattutto la voglia di ribadire che l’antifascismo è più vivo che mai, più consapevole che mai.

Si era cominciato già dalla mattina, dalle cerimonie istituzionali con il sindaco Dario Nardella, a capire che la festa di quest’anno avrebbe riempito piazze e strade. Millecinquecento persone in piazza della Signoria ad ascoltare il primo cittadino, che non ha deluso: “In questa piazza difendiamo il diritto di Firenze di avere memoria del suo passato e di costruire un futuro di pace e prosperità. Forse anche per questo mai come in questi anni sono accorsi così tanti cittadini in piazza. Voglio dire a tutti voi grazie”.

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Presente anche il governatore Enrico Rossi, che sottolinea: “Oggi è un dovere, non un’opzione essere qui per chi ha giurato sulla Costituzione, non ci sono cose migliori da fare”. Il vicepresidente del Csm David Ermini ha aggiunto: “La Resistenza è di tutti”, la Liberazione è “la festa del nostro futuro, la storia non si può cambiare”. Alle celebrazioni hanno assistito anche i candidati sindaco Roberto De Blasi del M5s, Antonella Bundu della Sinistra (presente anche in piazza Santo Spirito), e Mustapha Watte per Punto e a capo. Non è tornato indietro sulla sua decisione Ubaldo Bocci, il candidato del centrodestra, nonostante le polemiche sollevate. Nel corso della celebrazione, alcune tensioni con le forze dell’ordine sono avvenute quando il corteo di Iam, partito sulle 10 da piazza San Lorenzo, ha tentato di deviare dal percorso stabilito per entrare in piazza della Signoria.

Ancora gente, partecipazione, festa nel tradizionale e gremitissimo pranzo di piazza Poggi, da dove, in parte alla spicciolata, in parte in corteo, i partecipanti hanno raggiunto piazza Santo Spirito dove dalle 15 si era già concentrata l’altra parte della festa.

Piazza Santo Spirito, che significa libri, stand, volantini, appuntamenti per prossime battaglie. Ma anche dibattito diffuso, scambi di opinioni e “scommesse” sulle ormai prossime elezioni cittadine. Insieme, commemorazione e futuro. Commozione, quando si ricorda, sotto la lapide di Potente e prima di porre su quel marmo consunto ma ancora palpitante una corona di gerbere rosse, che questo è il primo anno senza Sugo, senza Pillo, e insieme, Orso. Tre combattenti per la libertà. I primi due, al secolo Marcello  Citano e Silvano Sarti, contro la dittatura che schiacciava il Paese, Orso Tekoser, ovvero Lorenzo Orsetti, per quegli stessi valori nella battaglia a fianco dei curdi, sempre per le stesse mete: libertà, uguaglianza, dignità della persona.

Negli interventi, non ci si sottrae dal richiamo al presente: ad esempio, contestando le politiche attuali cittadine (fra tutte, le famose “zone rosse”) ma anche tornando su tematiche proprie di quella “dignità della persona” che è faro della festa: casa, lavoro, istruzione e sanità. Le basi della democrazia. Insomma, il 25 Aprile ricorda. E rilancia il futuro.

Foto: Luca Grillandini

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