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29 agosto 1512: il sacco di Prato mette fine alla Repubblica fiorentina Cultura

Prato – Forse non tutti sanno che nel 1351 con un atto cavalleresco della regina Giovanna I di Napoli, vennero ceduti alla città di Firenze dietro il pagamento di 17.500 fiorini, i diritti feudali di Prato. Un gesto politico che concludeva per la dinastia napoletana di origine francese, un accordo remunerativo con Firenze, ma che spinse allora Prato nell’orbita fiorentina e conseguentemente a subirne la sorte nel bene o nel male

La storia  racconta che nel 1512 per mettere fine alla Repubblica fiorentina del Soderini e ridare la città alla potente casata dei Medici, le truppe papaline e spagnole al comando del generale viceré di Napoli Ramon de Cardona, accompagnato dal cardinale Giovanni de’ Medici (legato pontificio), penetrarono in Toscana dal Mugello. L’obiettivo era quello di terrorizzare Firenze, mettendo “a sacco” la vicina Prato. E  così Il 29 agosto, alle 6 del pomeriggio, Prato venne conquistata,con un assedio violento e tragico che durò 22 giorni: furono uccise 6mila persone su una popolazione di 8mila, né mancarono violenze, rapimenti e incendi. Alla fine la Firenze repubblicana dovette arrendersi; i Medici rientrarono a vittoriosi a Firenze, ma il Sacco di Prato determinò per la città una profonda crisi economica e sociale che si protrasse per lunghissimo tempo.

Anche quest’anno ci sarà il ricordo di  Prato nel Sacco una quarta edizione che ha lo scopo di non far dimenticare  ai pratesi quanto avvenne nel 1512 nella loro città. E  verrà ricordato non solo nel giorno del suo inizio,il 29 agosto, ma anche in quello della sua fine, il 19 settembre. In quella data presso il Salone Apollo della Pubblica Assistenza, dalle ore 20 si terranno delle letture a tema, con brani dell’epoca ed estratti dal libro di Piero Riccomini “29 agosto 1512” sul cinquecentenario del Sacco di Prato edito a cura del Comune di Prato.

Un’iniziativa organizzata dall’associazione “Historiaedita” insieme all’associazione “Viaggi & scoperte” per la prima volta, e con il Comune e altri enti del territorio.  “È un capitolo della nostra storia – ha dichiarato l’assessore Monia Faltoni – Un evento che segnò Prato che si riprese solo dopo secoli da quella triste vicenda. Ed è giusto parlare di quanto accaduto per riscoprire la storia di un fatto che ha condizionato il nostro territorio”.

“Martedì 29 agosto,- ha spiegato Nicola Di Filippo, presidente di Historiaedita – faremo un percorso storico-didattico in quattro luoghi simbolo del “Sacco”. Inizieremo alle ore 18 a Palazzo Datini, poi ci sposteremo al Castello dell’Imperatore, quindi in Sant’Agostino. Fu qui che le truppe spagnole invasero la città attraverso una breccia nelle mura. La giornata si concluderà al Bastione delle Forche alle 20 dove sarà possibile anche cenare, con uno sconto per i partecipanti.”

“La nostra missione – ha  spiegato invece Davide Finizio presidente di “Viaggi e scoperte” – è far riscoprire la storia di Prato non tanto ai turisti ma proprio alle persone del posto.”Poi Finizio ha annunciato una novità per questa quarta edizione. “Nelle tre settimane che vanno dal 29 agosto al 19 settembre – spiega – in giro per la città ci sarà un uomo che vestirà i panni del generale Raimondo de Cardona che chiederà scusa ai pratesi per quanto successo nel 1512. Era lui il comandante delle truppe spagnole che misero in ginocchio la città”.

Non mancano in città testimonianze che  rifacendosi alla leggenda del suo fantasma affermano di averlo  visto aggirarsi per la città scusandosi per le sue cattiverie commesse.
Foto tratta dal sito dell’Istituto di Studi Storici Postali ISSPI di Prato, Bib. Prato Storia e Arte “Il sacco di Prato” di Cecilia Hewlett, Cesare Guasti “Il Sacco di Prato e il Ritorno dei Medici in Firenze”).

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