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38° Premio Boccaccio, Guarnieri, Aciman e Stefanelli il trio vincente Breaking news, Cultura

Firenze – Incoronato da un sovrano assoluto della letteratura mondiale di tutti i tempi come l’autore del Decameron, il Premio Boccaccio ha acquisito negli anni una crescente autorevolezza. Come testimonia la nuova puntata, la 38esima, in programma a Certaldo i prossimi  13 e 14 settembre, come sempre istruita dall’associazione letteraria all’illustre concittadino titolata (col sostegno di Comune e Regione).

“Siamo soddisfatti e orgogliosi dei risultati raggiunti dal Premio – commenta Simona Dei che lo guida con passione e competenza – e l’aver varcato i confini d’Italia è davvero un risultato straordinario”. Le fa eco il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani: “Il Premio Boccaccio è cresciuto fino al punto di rappresentare un’eccellenza della cultura toscana e un’espressione forte dell’identità locale, capace però di superarne i confini. Aspetto con interesse fra due anni l’edizione numero 40 quando il Boccaccio incrocerà le celebrazioni per i 700 anni della morte di Dante, avvenuta proprio tra il 13 e il 14 settembre 1321, cioè a cavallo degli stessi giorni in cui si svolge l’edizione di quest’anno”.

La cabala gira a favore. La giuria presieduta da Sergio Zavoli, e rappresentata da Agnese Pini, Francesco Carrassi, Paolo Ermini, Stefano Folli, Antonella Cilento, Marta Morazzoni, Luigi Testaferrata, ha individuato i vincitori 2019 in: Luigi Guarnieri per la narrativa italiana, André Aciman per la letteratura straniera e Barbara Stefanelli per il giornalismo. Guarnieri, già primo all’esordio nel 2000 al Bagutta Opera Prima con “L’atlante criminale. Vita scriteriata di Cesare Lombroso”, è salito recentemente alla ribalta con “Il sosia di Hitler” (Mondadori) e “Forsennatamente Mr Foscolo” (La nave di Teseo). Quanto a Aciman, romanziere e saggista, docente di letteratura comparata alla City University di New York, ha conquistato notorietà in Italia grazie al film “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino, tratto dal romanzo omonimo uscito in Italia nel 2008 per i tipi di Guanda, che è fruttato a James Ivory lo scorso anno l’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale (il film sarà proiettato venerdì alle 21,ospite il montatore Walter Fasano). Infine Barbara Stefanelli, dal 2009 vice direttore del Corriere della Sera, è attualmente alla guida del settimanale “Sette”. La cerimonia di premiazione è in programma sabato 14 a partire dalle 16,30 presso il Teatro Boccaccio, conduce la giornalista Rai Adriana Pannitteri affiancata da Lucia Poli che leggerà brani dalle opere dei vincitori più una novella del “padrone di casa”.

Sabato si apre in mattinata a Palazzo Pretorio con l’incontro “Un filo rosso che parte da Boccaccio e arriva sino a Foscolo e Leopardi”, al quale interverranno Luigi Guarnieri e Davide Rondoni che inquadreranno rispettivamente le figure dei due poeti. Ma non è tutto. Perchè sotto il nome di ser Giovanni si sviluppa un percorso culturale che vive tutto l’anno grazie a un corollario di iniziative. Come quella del Premio Boccaccio Giovani, quest’anno dedicato alla musica. Che il 12 ottobre celebrerà i vincitori della settima edizione a Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, ospite d’onore Mogol, il principe dei parolieri, con una sua “lectio magistralis”. 

 

 

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