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400mila euro sul conto di Dell’Utri. I pm: “Corruzione” Cronaca

Firenze – Marcello Dell'Utri, senatore Pdl tra i fondatori di Forza Italia, è indagato per corruzione dalla Procura di Firenze. L'ipotesi di reato è emersa dopo alcune verifiche dei Carabinieri del Ros sul suo conto corrente, sul quale sarebbero stati accreditati 400mila euro dall'antiquario Marino Massimo De Caro, anch'egli iscritto nel registro degli indagati.

Il prezioso incunabolo – Secondo quanto appreso, ad indagare sulla presunta tangente sono i pm Giuseppina Mione e Luca Turco, i quali sostengono che il trasferimento di denaro effettuato da De Caro sul conto di Dell'Utri – giustificato con il pagamento di un raro incunabolo, un documento stampato con caratteri mobili – servisse in realtà a mascherare una vera e propria tangente. 400mila euro tondi tondi. Ma in cambio di cosa?

I magnati russi e il Senatore – Secondo le ipotesi di accusa, la somma depositata sul conto di Dell'Utri – per altro all'epoca dei fatti registrato alla Bcc dell'amico Denis Verdini – proverrebbe da un conto cipriota riconducibile alla AverlarEnergia, società del gruppo Renova appartenente ai magnati russi Victor Vekselberg e Igor Akhmerov, impegnata nella fabbricazione di impianti eolici e fotovoltaici. Dell'Utri, stando a quanto fin qui ricostruito dai pm Mione e Turco, avrebbe sfruttato la sua posizione politico-istituzionale per favorire gli interessi della Renova in Italia, che a sua volta non si sarebbe fatta pregare ad elargire la sostanziosa mazzetta.

Il ruolo di De Caro – Marino Massimo De Caro, 39 anni, barese di nascita ma veronese d'adozione, nella vita fa l'antiquario. È impegnato in importanti compravendite di oggetti d'antichità e si caratterizza culturalmente per la sua fama di bibiolfilo – proprio come l'amico Dell'Utri. Personaggio sui generis, console onorario della Repubblica del Congo, sarebbe stato proprio lui ad aver effettuato materialmente la transazione di denaro sul conto di Dell'Utri. Nel suo ruolo di vicepresidente della Avelar – dal 2007 al 2010 – avrebbe mediato fra gli interessi dei magnati russi con quelli di Dell'Utri. Già in passato, De Caro, Avelar, Vekselberg e Dell'Utri stesso, erano stati oggetto di indagine della procura di Reggio Calabria, in relazione alla vendita di greggio venezuelano al colosso russo Gazprom.

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