energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

50 anni dell’Irpet: il calabrone Toscana continua a volare Economia

Firenze – Per 50 anni l’Irpet, istituto regionale per la programmazione economica toscana, ha monitorato i cambiamenti del sistema economico e sociale della Toscana, fornendo alle istituzioni dati e analisi indispensabili per governarla. E in questo compito istituzionale è stato uno dei pochi istituti italiani per la ricerca economica a mantenere dritta la barra dell’autonomia fra la ricerca indipendente e le richieste della politica.

Merito dei padri fondatori, di Giacomo Becattini e Elio Gabbuggiani, e merito anche di tutti i direttori che si sono succeduti in questi decenni, l’ultimo dei quali Stefano Casini Benvenuti ha presieduto la festa dell’anniversario in una sala delle Feste di palazzo Bastogi affollata di ex presidenti regionali (Vannino Chiti e Claudio Martini) di economisti e studiosi guidati dal rettore Luigi Dei, dei 40 ricercatori che ora stanno cercando di capire come sarà il sistema Toscana nell’anno 2051.

“L’Irpet finora ci ha aiutato a tenere la barra sull’idea che i grandi assi della Toscana, il manifatturiero, i distretto, sono la base anche per affrontare le crisi – ha detto il governatore Enrico Rossi – E anche la Toscana è stata brava a seguirla, perché la filiera dell’export e dei distretti le ha consentito di reggere l’urto della crisi e di crescere.

E’ arrivato il momento di rilanciare il dibattito su come evolverà questo singolare sistema che rimane fuori dalle analisi sui “triangoli industriali”, ora puntate su Milano, Veneto e Bologna, ma che è riuscito ad aumentare l’export del 32% negli anni della crisi. Segno di una capacità di innovazione e reazione delle imprese che ha stupito gli stessi ricercatori. Si mantiene quello che il direttore dell’Istituto di ricerca definisce l’equilibrio fra le imprese che stanno sul fronte costrette a muoversi e innovarsi e quel mondo protetto che sta alle loro spalle: se si spezza questo equilibrio, si spezza la crescita.

In base all’incrocio degli indicatori internazionali la Toscana trova un posto molto basso nella classifica della capacità competitiva , eppure nella realtà si pone ai primi posti nei mercati mondiali. Il calabrone dalle piccole ali e dal corpo sproporzionato, secondo la metafora di Becattini, continua a volare. Certo, “la crisi ha messo in evidenza i problemi, i rischi di declino”, ha proseguito Casini Benvenuti, la disoccupazione più che raddoppiata, i giovani in fuga perché non trovano lavoro qualificato, i cambiamenti climatici con fenomeni di fronte ai quali il territorio toscano si dimostra molto fragile.

E’ sull’analisi di questi rischi e le misure necessarie per sostenere e consolidare le imprese e quella parte di pubblica amministrazione che si sono mostrate dinamiche e innovative che stanno ora lavorando i giovani scienziati dell’Irpet.

Rossi ha chiuso la festa lanciando un messaggio di fiducia: “Finché la Toscana potrà contare su questi lavoratori e su questi imprenditori, e sulla loro capacità di ottenere un prodotto di qualità, essa non dovrà temere la globalizzazione perché le borghesie del mondo che via via si affacceranno, spinte da uno sviluppo impetuoso e contraddittorio, saranno attratte dai nostri prodotti”.

Foto: Stefano Casini Benvenuti

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »