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8 marzo: la difesa e la promozione del lavoro femminile Economia

Firenze –  “L’8 marzo sia l’occasione per riportare l’attenzione sul problema acuto della disparità di genere. Gli ultimi dati Irpet alzano il velo sulla realtà: molte più donne toscane stanno perdendo il lavoro rispetto agli uomini. Nella categoria under 35 sono il doppio in confronto all’altro genere. Una situazione senza equivoci nei suoi numeri. Le Istituzioni devono mettere al centro dei programmi per la lotta alla disuguaglianza”.

Così Paola Butali, presidente di Aidda Toscana, l’associazione delle donne imprenditrici e dirigenti d’azienda, sulla crisi del lavoro che sta colpendo in maniera importante il settore femminile. “Il Covid è stato una macchina del tempo: ha riportato indietro la nostra società. E dovrebbe spaventare ogni fazione politica che proprio i giovani, il nostro futuro, sono i più in difficoltà. Aidda osserva questo fenomeno ogni giorno, ormai da mesi. Il problema alla base è prima di tutto culturale. Nell’emergenza si ripresenta il connubio tra donna e casa, con la gestione dei figli viste le scuole chiuse. E poi la necessità di accettare lavori part-time, spesso sottopagati, visto che non viene offerto altro. Rialzarsi dopo la pandemia sarà molto complesso, perché il lavoro femminile è stato reso ancora più fragile, con sempre più differenze rispetto a quello maschile. E questo non lo possiamo accettare”.

Donne in Campo, l’associazione al femminile di Cia-Agricoltori toscani

Donne in Campo, l’Associazione al femminile di Cia-Agricoltori Italian rilevano come le aziende a conduzione femminile registrate per il 2020 da Unioncamere soffrono la crisi causata dalla pandemia e, in un anno, sono passate da quota 210.402 mila a 207.991,  con un calo di 2.411 imprese, l’1,15%. Donne in Campo sottolinea quanto queste aziende siano, in realtà, le più impegnate nella sicurezza alimentare e nel biologico, nella custodia e nella valorizzazione della biodiversità.

“E’ necessario sostenere queste imprese, impegnate a ricucire gli strappi tra la sostenibilità economica e quella ambientale e sociale -afferma la presidente di Donne in Campo-Cia, Pina Terenzi-. Serve, quindi, rendere stabile il Bonus Donne in Campo e in generale rafforzare gli strumenti di credito, ma anche favorire l’accesso alla terra da parte delle donne che, a tutte le età, e a volte dopo la crescita dei figli, desiderano impegnarsi in agricoltura”.

Confartigianato Donne impresa Toscana

Durante l’emergenza Covid il 98% di chi ha perso il lavoro è donna, noi donne siamo in prima fila nel combattere la pandemia, nel lavoro, nella famiglia nella società. Il nostro impegno è fondamentale e vogliamo lanciare un messaggio di speranza e cambiamento”.

Inizia così il videomessaggio promosso da Confartigianato Donne Impresa Toscana e diffuso sui social dell’associazione in occasione della Festa della Donna di lunedì 8 marzo. Per quanto riguarda l’artigianato, una delle conseguenze della crisi economica generata dalla pandemia è quella di un ampliamento del gap di genere, anche nelle imprese.

Secondo una recente indagine dell’Ufficio studi di Confartigianato sugli effetti del Coronavirus sul mondo delle imprese, il fatturato nel 2020 delle aziende in cui la titolare è donna è crollato del 27,7% mentre la perdita delle imprese al maschile è del 24,3%. Questa maggior perdita di fatturato delle imprese femminili è imputabile per il 29,7% dei casi a problemi di gestione dei tempi di cura dei familiari. In pratica tante imprenditrici hanno dovuto sospendere o ridurre il loro lavoro in azienda per assistere i familiari a casa. Il lockdown e la chiusura delle scuole hanno inciso fortemente sul calo del fatturato delle imprese femminili.

“Le imprese artigiane sono oltre il 16% del totale e le donne imprenditrici stanno pagando il conto più salato della crisi economica innescata dal Covid 19 – ha sottolineato la presidente di Confartigianato Donne Impresa Toscana Sabrina Nesti –, per questo motivo la Festa dell’8 marzo ora più che mai deve essere l’occasione per lanciare la richiesta di rimettere al centro l’impresa femminile. Occorrono politiche sociali e fiscali che sostengano le donne imprenditrici, la partecipazione al mercato del lavoro, la natalità, la genitorialità e la cura di familiari”.

L’Associazione Nazionale Le Donne del Marmo

Il marmo e il mondo femminile sono riuniti dal 2006 nell’Associazione Nazionale Le Donne del Marmo che festeggerà i primi 15 anni il 6 ottobre 2021. L’Associazione si è vestita di nuovo sotto la guida della nuova Presidente nazionale e del Direttivo: da gennaio 2021 la sede dell’Associazione è stata infatti trasferita da Verona  a Carrara  presso Confindustria Livorno Massa Carrara. Grazie alla disponibilità del presidente dott. Matteo Venturi e del direttore dott. Umberto Paoletti, che si sono dichiarati entusiasti di poter avere sul territorio un’Associazione del settore lapideo al femminile.

È stato inoltre rinnovato il sito – www.ledonnedelmarmo.it – che  riporta nelle varie sezioni (News, Eventi, etc) le varie attività organizzate e gli eventi patrocinati, le molteplici collaborazioni  con Enti e Associazioni di diversi settori, le partecipazioni a eventi fieristici internazionali.

Video conferenza della Cgil toscana

“Non c’è marzo che tenga”: mercoledì 10 marzo dalle 17 alle 19, in diretta Facebook sulla pagina CgilToscana, videoconferenza organizzata da Coordinamento Donne Cgil Toscana e Cgil Toscana in occasione della Festa della Donna. “Vite e lavoro delle donne in Toscana, non possiamo permetterci di aspettare. Idee e investimenti per far crescere occupazione e professioni”. Intervengono: Dalida Angelini, Segretaria Generale CGIL Toscana; Natalia Faraoni, Ricercatrice IRPETAlessandra Nardini, Assessora Regione Toscana (Politiche di Genere, Istruzione, Formazione e Ricerca); Serena Spinelli, Assessora Regione Toscana (Sociale, Politiche abitative e Cooperazione internazionale). Coordina: Barbara Orlandi, responsabile Coordinamento Donne CGIL Toscana.

Foto: a sinistra la presidente Aidda Toscana Paola Butali, a destra la presidente nazionale di Aidda Antonella Giachetti

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