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89 edizione Pitti Immagine Uomo al via, per la prima volta c’è il ministro della cultura Cultura

Firenze – Palazzo Vecchio, in una affollatissima Sala d’Arme,  ha accolto la conferenza stampa di presentazione dell’89° edizione di Pitti Immagine Uomo che oggi ha aperto i battenti alla Fortezza da Basso e fino al 15 gennaio metterà in mostra il meglio degli accessori e della moda italiana e internazionale, oltre 1.200 i marchi presenti e 35.000 i visitatori previsti.

Al sindaco Dario Nardella il compito di fare gli onori di casa e di tracciare nel dettaglio l’intervento previsto per 142 milioni di euro con il quale quest’anno verrà concluso il progetto definitivo edilizio che riguarda la Fortezza da Basso, luogo simbolico del nostro patrimonio “luogo di sogno dove si può condividere il sogno della moda italiana nel mondo”. “Parlare di moda oggi – ha detto il sindaco Dario Nardella – significa parlare di cultura che portiamo nel mondo, parlare a Firenze di moda significa parlare di moda italianae invito gli imprenditori a recuperare orgoglio ed energia unendo le migliori forze. La moda – ha precisa Nardella alludendo ai recenti atti terroristici – vuole essere anche un antidoto contro chi vuole seminare terrore”. Oltre a Gaetano Marzotto presidente di Pitti Immagine, Claudio Marenzi presidente del Sistema Moda Italia, Andrea Cavicchi presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana , Roberto Luongo Direttore ICE, presente anche Enrico Rossi presiedente della Regione Toscana, ma la vera novità è stata la partecipazione di Dario Franceschini ministro per i beni e le attività culturali e il turismo.

E’ la prima volta infatti che un ministro dei beni culturali viene ad inaugurare la grande kermesse della moda a Firenze, segno di un profondo cambiamento e di un’ottica nuova che vede il sistema moda non disgiunto da altre componenti che rappresentano il patrimonio culturale di una nazione, ma anzi ne è parte integrante e motore per lo sviluppo economico e territoriale. “ Un ministro della cultura non può non occuparsi anche della moda – ha detto Dario Franceschini – Nel corso degli anni alcune cose sono state fatte bene come la tutela del patrimonio, di altre ce ne siamo occupati meno, come per sua  la valorizzazione, oggi dobbiamo occuparci di questo. Altri paesi non hanno il nostro grande passato, noi abbiamo perso terreno sul piano della valorizzazione. L’Italia è un paese che ha eccellenze nei vari settori, dal food, all’arte, alla moda alla cultura, ora si tratta di integrarli in un unico prodotto, la sfida è quella di mescolare le offerte in un livello di massima eccellenza”.

Su cosa puntare allora? “Davanti a un  turismo che viene a cercare l’eccellenza l’ Italia deve operare come sistema in cui ognuno, pubblico e privato, fa la sua parte. Lavorare insieme è un’assoluta esigenza facendo sistema e mettendo a disposizione quello che abbiamo, voglio aprire i luoghi della bellezza italiana alla moda questo darà una carta in più”. Come ha confermato il ministro Franceschini proprio in questi giorni si starebbe discutendo di un progetto tra Pitti Immagine e la Galleria degli Uffizi per la realizzazione di una mostra annuale e per fare della Galleria del Costume una nuova Galleria della Moda e del Costume, operazioni possibili grazie all’incentivo fiscale dell’art bonus e su chi, come  moltissime le aziende nel settore della moda, che hanno investito contribuendo a creare quella cultura del mecenatismo che all’estero è molto sviluppata.

Successore di Stefano Ricci per anni alla guida del Centro di Firenze per la Moda Italiana, Andrea Cavicchi ha espresso la necessità di avere “una fortezza funzionante e che non ci siano disservizi, è un grande progetto, un momento magico, la moda italiana sta dando segnali positivi ma per il futuro è necessario lottare di più a livello internazionale”. La Toscana è terra di eccellenza e di qualità, è qui che si registra il 23% del fatturato della moda italiana e ben il 35% per la pelle a livello internazionale, una grande capacità manifatturiera che riguarda il capo finito. “Nel mondo infatti non esiste una filiera così integrata come in Italia – ha sottolineato Gaetano Marzotto nel suo intervento – la sfida adesso è rappresentata dai negozi. Quest’anno nella moda maschile è il trionfo dei colori e la forza di Pitti sono anche i 1700 giornalisti accreditati che parlano a tutto il mondo”.

Quest’anno la fiera sarà anche digitale, per un mese infatti i buyer potranno ancora fare i loro acquisti on line. “ Sempre di più nel mondo è affermato il binomio art & fashion – ha precisato Marzotto – i grandi buyer oltre a questo ci concepiscono complessivamente anche come stile di vita e gastronomia”, infine il direttore di Pitti Immagine ha ricordato due grandi figure del mondo della moda che sono scomparse quest’anno Mariuccia Mandelli ed  Elio  Fiorucci.

“Voglio ringraziare gli imprenditori e i lavoratori di questo settore – ha detto Enrico Rossi presidente della Regione Toscana – se la Toscana ha tenuto nella crisi il merito è stato loro. Rendere agibile la Fortezza, mantenerla e migliorarla è decisivo per Firenze e per la Toscana e occorre che si investa anche in altre infrastrutture, come per l’aeroporto. La nuova sfida è quella della formazione. La moda è il nostro stile di vita, corrisponde a un desiderio intimo, è libertà, è cultura, spero che possa dare un contributo anche alla pace, può trovare un modo per parlare a tutto il mondo. Adesso è necessario far crescere la domanda interna, il governo ci sta provando, sono certo che ce la faremo e la Regione Toscana potrà svolgere un ruolo positivo con la capacità di rinnovarsi e proporsi al mondo”.

“ Il 2015 si è chiuso con una leggera crescita del 1,5% – ha segnalato Claudio Marenzi presidente del Sistema Moda Italia – e per il 2016 ci aspetta una crescita moderata del 2%, una crescita incerta in cui gioca un ruolo importante l’incertezza politica. Sta di fatto che Pitti rimane centrale per la moda uomo nel mondo , è un patrimonio italiano e per far fronte a questo il viceministro Calenda ha nominato un Board della moda, per lavorare insieme su un unico obiettivo”.

Basti pensare che il primato mondiale dell’industria  tessile è tutto italiano, con un 36% seconda la Francia che vanta una percentuale del 23%, altri campi in cui si è iniziato a lavorare sono quelli della sostenibilità  e sul concetto di proprietà intellettuale particolarmente sentito dai grandi marchi. Da oltre venti anni,  l’ICE, l’istituto per il commercio estero vanta una collaborazione con Pitti Immagine e per questa edizione ha organizzato una missione di ben 100 buyer e giornalisti provenienti da 21 paesi dell’Europa, Americhe e Asia. “In questo momento di consumi stagnanti – ha detto Roberto Luongo direttore ICE – l’internazionalizzazione è la cosa più importante, fare uno sforzo a sostegno della moda in Italia anche attraverso i finanziamenti “ .

Oltre 50 milioni di euro sono a disposizione per le strategie di internazionalizzazione e il viceministro Calenda ha voluto realizzare un comitato per la moda italiana , uno strumento per mettere insieme imprenditori, associazioni, artigiani. “Il fulcro sono le fiere – ha detto Luongo – e il panorama delle fiere italiane è importante anche per contrastare gli altri paesi. Fino a qualche anno era più complesso, adesso è più semplice lavorare insieme e questo lo si percepisce anche nei mercati mondiali”. Tutti orientati verso lo stesso obiettivo quindi, insieme è  sicuramente meglio.

Foto: sito Comune di Firenze (Tweet)

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