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11 Agosto: racconti dei partigiani che liberarono Firenze

Firenze – Nell’atmosfera del 25 aprile, ecco un volumetto al quale dedicare un’oretta di lettura: istruttiva e appassionante, perché è realizzato da protagonisti della Liberazione di Firenze che scrissero un anno dopo gli eventi di quell’agosto 1944.

Il volumetto pubblicato dalla sezione ANPI Oltrarno con il contributo della Regione Toscana si intitola appunto “11 agosto – Scritti di partigiani protagonisti nella battaglia di Firenze” , il giorno nel quale  Firenze insorge contro le truppe tedesche. E’ l’inizio di una sanguinosa battaglia che vedrà, per alcune settimane, le formazioni partigiane contendere al nemico i principali quartieri della città fino alla liberazione finale.

In occasione del primo anniversario di quell’evento,  i partigiani protagonisti di quelle giornate misero nero su bianco le loro testimonianze in un libro a cura di Carlo Coccioli (scrittore) e Alberto Predieri (giurista) che ebbe una prima ristampa nel 2003, ora esaurita. L’edizione di quest’anno offre in più una parte biografica degli autori, quasi tutti secondo la loro professione protagonisti anche della vita democratica del secolo scorso.

A scorrere l’elenco si incontrano  giornalisti, scrittori, politici, poeti, critici d’arte che raccontano episodi, personaggi eroici o tragici. I generi sono i più diversi: poesie, saggi, racconti, incipit di romanziEnzo Enriques Agnoletti, per esempio, uno dei fondatori del movimenti liberalsocialista, vicesindaco nella giunta di centrosinistra di Giorgio La Pira, parla delle “ombre degli amici perduti”: “A volte possiamo rassegnarci, altre no. A volte è l’affetto per una giovinezza caduta, a volte più che il dolore personale sentiamo acuto il dolore per il vuoto lasciato. Ci sono delle anime insostituibili. Così è per Antonio Giuriolo” (Ultimo colloquio con il comandante Toni)

Oppure il racconto di quel giorno scritto da Raffaello Ramat , critico letterario: “E’ una mattinata senza macchia: un silenzio fresco, nessuna voce umana; non c’è che il gorgoglio del fiume, lo scroscio della pescaia di Santa Rosa che attraversiamo. Attenzione: le pietre sono viscide…”.

Queste parole ci servono anche oggi – scrive la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni nell’introduzione – “ora che i fantasmi del passato ritornano, costruiscono nuovi nemici negli umili della terra, mostrano la stessa proterva cecità morale”.

 

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