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Addio fantasmi: andata e ritorno negli inferi dell’anima

Firenze – Fare i conti con il passato, gettare in mare la scatola rossa dei ricordi che costringono a guardarsi indietro e impietrirsi nel dolore non risolto.

Addio Fantasmi di Nadia Terranova (Einaudi) apprezzato romanzo finalista del Premio Strega non è soltanto la storia di un guscio di rimozioni e di affetti negati che imprigionano l’anima della protagonista. Nelle sue pagine, percorse da uno stile appassionato e partecipativo, c’è tutta la vita con le sue insopportabili sofferenze, la sua disperazione, l’infliggere e ricevere dolore senza poter dare la colpa a nessuno. E’ il gioco terribile dei rapporti umani, nell’incrocio di destini senza un perché.

Ida Liquidara, la protagonista del romanzo che parla in prima persona, è una scrittrice di storie vere o veritiere per una fortunata trasmissione radiofonica. Vive a Roma con il marito con il quale si è consumata da tempo la passione, ma che rappresenta per lei una salda ancora di rifugio dalle vicende dolorose vissute nella sua città natale, Messina.

Quando la madre la chiama per scegliere cosa conservare dei suoi ricordi di bimba e giovinetta nel momento in cui si appresta a ristrutturare la casa di famiglia, Ida coraggiosamente decide di affrontare il passato dal quale era fuggita. Al centro del quale, ferita mai rimarginata, c’è la scomparsa del padre Sebastiano.

Malato di depressione il professore un giorno esce di casa e non fa più ritorno. Si è suicidato e il mare non ha più restituito il suo corpo? E’ fuggito da una vita familiare nella quale si sentiva disperatamente infelice? Nonostante Ida, allora tredicenne, che lo amava e si sentiva riamata e che ha passato la sua  esistenza a domandarsi la ragione di quel rifiuto.

La madre ripiegata sul suo lavoro di direttrice di museo si era già allontanata da quell’uomo sofferente. Ida invece si era presa cura di lui. Perché allora l’abbandono? Come può una ragazza all’alba della vita di essere adulto ricco di emozioni e sentimenti accettare questo tradimento?

Affrontare i fantasmi non è facile, è ripetere attraverso gli oggetti un percorso di sofferenza.  In fondo al quale c’è un oggetto, come un nocciolo radioattivo che l’ha contaminata e la costringe a vivere altre vite che non sono la sua per non pensare alla propria. Sarà alla fine una storia di amore e di morte più tragica della sua ad aiutarla a liberarsi per sempre di quei fantasmi.

Il romanzo di Nadia Terranova attrae il lettore con la sua prosa asciutta e impietosa e lo conduce in un un viaggio negli inferi della coscienza come un rito di iniziazione che alla fine aiuta a liberarsi dalla paura e dall’insicurezza. Nonostante tutto, la felicità o quanto meno una quieta accettazione del dramma della vita, si può raggiungere. La condizione, è il messaggio dell’autrice, è esorcizzare i propri fantasmi.

Non a caso Messina con la sua storia tragica di distruzione e morte e attraverso la fisicità dei quartieri, della gente e del mare è il luogo simbolico di questa iniziazione. E non a caso il traghetto che riporterà Ida sul continente si chiama Caronte.

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