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Armi, acciaio, malattie: breve storia degli ultimi tredicimila anni

Firenze – Tredicimila anni dall’ultima glaciazione. L’esistenza di popoli e terre durante questo spazio temporale. Un’immensità di secoli. Cambiamenti incredibili hanno plasmato il mondo. La crescita non è stata equilibrata in tutte le parti del globo. Scontato, forse. Ma quali sono stati i processi che hanno favorito delle diversità così evidenti e sbilanciato il progresso favorendo alcune società e svantaggiando altre?  Eppure non esistono delle differenze intellettuali che giustificano tale stato di cose.

Jared Diamond, nel suo libroArmi, acciaio e malattie”, Edizioni Einaudi, collana Super ET, cerca di approfondire questo dilemma e di trovare una risposta.

Agli albori l’uomo come specie separata dal mondo animale nasce in quel vasto e variegato continente che è l’Africa come le scimmie antropomorfe. Un gruppo di queste evolve in una specie protoumana e lentamente inizia un cambiamento radicale che diventa specie homo. La lancetta del tempo segna tra i cinque e i nove milioni di anni fa. Milioni di anni attraverso piccole tracce di vita, di resti ossei che parlano, raccontando gocce di quotidianità, di riti che cerchiamo di carpire all’oblio della notte della nostra storia.

Il cambiamento prosegue la corsa verso il futuro. Da cacciatori ad agricoltori le lancette fanno un balzo in avanti. Le priorità sono diverse, sicuramente è uno stato vantaggioso per gli umani per progredire. L’agricoltura offre la possibilità di approfondire la conoscenza del mondo circostante, di avere più cibo e i gruppi sociali si allargano, si creano villaggi. Nascono le prime forme di società, con una base economica, con delle regole.

È il tempo delle spade di acciaio, della stratificazione sociale, della trascrizione della conoscenza su tavolette e successivamente sui libri, della voglia di espansione e il predominio di un popolo su di un altro popolo. L’evoluzione non interessò una sola area del pianeta ma in tempi diversi e in più luoghi comparvero degli stili di vita simili, come abbastanza affini furono le conoscenze trasportate da una società all’altra in varie modalità, per vicinanza o per una guerra.

Il vantaggio per l’evoluzione degli uomini agricoltori fu il clima mite e l’aver iniziato per primi l’attività dava una spinta verso un’ulteriore modificazione. Un’altra fu la sopraffazione fra i gruppi sociali per accaparrarsi il luogo migliore con buoni pascoli o un luogo più vantaggioso dove poter vivere.

Le armi si affinano e uccidono per dominare altri popoli, la convivenza con il bestiame porta malattie. In Eurasia la natura è ricca, rispetto ad altri continenti, in forme indirette promuove la conoscenza e l’avanzamento evolutivo. Proprio dove l’uomo aveva scoperto l’agricoltura arriva la scrittura. Capita in varie parti del mondo in modo indipendente. Così iniziano le invenzioni e le religioni, gli imperi e le differenze ambientali che comportano a loro volta decisioni diverse ed un ritmo evolutivo diverso.

Jared Diamond, con la sua conoscenza e attingendo da varie fonti, come l’archeologia e l’antropologia cerca di spiegare i motivi ma soprattutto perché determinati popoli sono prevalsi su altri durante i millenni. Cerca di dare un senso alle diversità attraverso la ricerca dei fattori, che oltre all’ambiente hanno contribuito a un differente progresso. Un concatenarsi di cause ed effetti che hanno modificato i comportamenti e situazioni fino ad arrivare alla difforme realtà contemporanea.

 

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