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Artemisia, Sofonisba e le altre: vite di artiste eccellenti

Firenze – Il mondo delle creazioni artistiche non è stato solo spazio esclusivo del genio maschile.  Dalla civiltà greca fino ai nostri giorni sono tanti gli esempi di donne che hanno dato alla cultura raffinatissime opere. Certo il loro ruolo non era scontato in tante realtà storiche: “Per secoli, l’arte delle donne germoglia all’ombra delle grate e al di là degli alti muri che separano i monasteri dalla vita politica e sociale del tempo”.

Nel libro “Vite di artiste eccellenti”, Edizioni Laterza, Costantino d’Orazio ripercorre delle storie di donne artiste, alcune molto conosciute, altre tornano a noi dopo anni, dimenticate dalla polvere dei secoli.

Alcune di loro hanno una forte coscienza del proprio status tanto da indurle a lasciare ai posteri lavori non firmati, silenziosi. Non sempre però l’arte al femminile è stata relegata alla solitudine e all’anonimato dei conventi o tra le miniature di codici antichi. Qua e là affiorano dei nomi che si tramandano lungo il corso del tempo o documentati nei testi di storici, come Giorgio Vasari, per esempio. Un capitolo intero nelle sue “Vite” è dedicato a Properzia de’ Rossi che lo storico e artista ammirava profondamente.

È nel Rinascimento che le artiste hanno una diversa visibilità, come Plautilla Nelli, una suora le cui opere non sono rimaste nascoste tra le mura del convento ma, molto richieste, arredavano piacevolmente abitazioni private. Le vicende di Artemisia Gentileschi, giovane abusata dall’amico del padre pittore e per questo, decise di denunciare il suo violentatore. Durante il processo per accertarne la verità la donna fu torturata con un tremendo supplizio invalidante per una pittrice del suo calibro. Da Roma Artemisia si traferì a Firenze, dove dipinse fra i suoi quadri più importanti, Giuditta che decapita Oloferne e Susanna e i vecchioni, in entrambi è forte l’ispirazione alla maniera caravaggesca.

E poi Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, la giovane Elisabetta Sirani, Fede Galizia, tanto per citare alcune tra le più conosciute donne che costellano il periodo tra il ‘500 e ‘600. Deve trascorrere ancora del tempo prima che alle artiste venga riconosciuto il loro ruolo. Intanto si fanno strada Rosalba Carriera, Angelika Kaufmann, Marianna Carlevarijs, Felicia Sartori, Luisa Bergalli, Giulia Lama e Anna Morandi Manzolini. “La Carriera e la Kaufmann rappresentano casi luminosi, ma ancora troppo rari: il secolo successivo vedrà crescere sempre di più il numero delle protagoniste, autrici di un successo che diventa inarrestabile”.

Con il XIX secolo le donne vedono riconosciute i loro meriti e si impongono all’attenzione delle più importanti corti europee. Come Mary Moser, Elisabeth Vigée-Le Brun, Rosa Bonheur, Berthe Morisot, Mary Cassatt, Camille Claudel, Suzanne Valadon, Sonia Terk Delaunay, Frida Kahlo, Titina Maselli fino a Carla Accardi, eccezionale esponente della corrente romana dal dopoguerra in poi.

Ma sono solo alcuni dei tanti nomi. E numerosi li troviamo nell’arte contemporanea. Dopo un lungo cammino nella storia finalmente le donne adesso hanno un ruolo sociale ben definito e la loro attività riconosciuta e apprezzata da istituzioni storiche, gallerie, musei e collezioni.

 

 

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