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Finché vola l’aquilone: il canto di una donna dell’età della transizione

Firenze – Il canto di una figlia dell’età della transizione. Il romanzo “Finché vola l’aquilone” di Maria Pia Perrino (Porto Seguro) è la testimonianza della vita di una donna dei nostri tempi alla ricerca di autonomia, indipendenza e realizzazione. Semplice, senza maschere o infingimenti, ingenua e universale, perché narra la storia  di un’intera generazione di donne. Un romanzo breve da leggere in un fiato.

Non domandatevi se la vicenda di Bianca, la protagonista, è quella dell’autrice: “Non si sa, quel che è certo è che davvero è accaduta in questa vita, in questo mondo e anche nella stessa città in cui Bianca ora si trova”, avverte Maria Pia. Non è importante saperlo. Importante è invece riflettere sul mondo femminile che non ha ancora raggiunto una vera parità di condizioni, materiali e spirituali, rispetto a quello maschile.

Che esce dal racconto tutt’altro che assolto. Uomini che fuggono e si arrendono, donne che al contrario ritrovano la forza non solo per andare avanti, ma per creare esistenze più piene e feconde di relazioni e sentimenti.

Bianca è una donna del Sud che la vita ha messo di fronte a scelte difficili e dolorose che ha affrontato in  profonda sintonia con l’incessante fluire drammatico di fatti che raramente sono felici e che per lo più richiedono durissimi passaggi per mantenere in equilibrio la propria esistenza.

Vive la sua giovinezza confrontandosi coi modelli della tradizione del ruolo della donna in una società fortemente maschilista che la voleva massaia e “angelo del focolare”, sempre in soccorso – in funzione ancillare – delle debolezze del maschio. Ma il mondo sta cambiando e lei vive la giovinezza tra l’ansia, l’insicurezza, la ricerca continuamente frustrata di affetti autentici.

Così, a conclusione del ciclo scolastico, sceglie di andarsene al Nord, a Milano, confrontandosi con un ambiente difficile, competitivo e  pieno di pregiudizi. Il destino si incarica dolorosamente di farla tornare. Il padre, unica sua certezza affettiva, muore improvvisamente e Bianca è costretta a occuparsi della farmacia di famiglia, senza però abbandonare gli studi.

La tensione interiore la spinge lontano. Si innamora di Antonio un giovane architetto che vive a Firenze che alla fine decide di seguire nel capoluogo toscano. Con lui concepisce Moretta. Doveri e responsabilità. Antonio non è disposto ad accettare la vita familiare e se ne va.

Lei invece resta a Firenze per “difendere ogni minimo spazio di autonomia”. Lavoratrice single si scontra con i problemi di conciliare i tempi di vita e di lavoro, affrontando i problemi della crescita di Moretta. L’incontro con Mario  e la nascita di Maria Sole e di Margherita sopravvissuta a una gravidanza gemellare con crisi di ansia e rischio di aborto.

I momenti duri la spingono a cercare la fede in Cristo che per lei è la fede nella  vita: “L’esperienza della fede è un trasporto che si origina spontaneamente quando il dolore della vita si fa acuto e non dà tregua e ti viene incontro se sei disposta ad accoglierla, ad aprire il varco della rigidità in cui ti chiudi per difenderti da qualunque emozione e per non abbandonare il suo senso di impotenza”.

Anche Mario però la lascia, incapace di affrontare la depressione e la malattia della compagna: “Bianca si era formata alla scuola del bisogno, Mario a quella di una civiltà sociale compiuta e questo li divideva profondamente nell’approccio alla vita”.

Superando grandi sofferenze, alla fine riesce a mettere dietro le spalle il terribile periodo di conflitti interiori, di delusioni, aspirazioni, di identità negata, creando un nuovo mondo affettivo che abbraccia tutte le persone care, anche quelle che l’hanno tradita. “Forse se le cose fossero andate diversamente nessuno avrebbe capito fino in fondo il significato profondo del posporre l’io al noi, essenza del volersi bene”, è la frase che conclude la lettura.

L’aquilone del titolo, ricordo di momenti felici vissuti da bambina, fragile oggetto esposto ai venti e alle cadute repentine, la cui natura è volare verso l’alto come se andasse alla ricerca delle verità dell’esistenza, è il messaggio dell’autrice: non lasciatevi mai travolgere dai colpi della sorte per quanto duri possano essere. L’accettazione serena della precarietà della vita sarà il frutto fecondo della vostra resilienza. Finché vola l’aquilone.

 

 

Maria Pia Perrino
Finché vola l’aquilone
Porto Seguro

pp.106 €12

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