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La Firenze operaia e popolare di Franco Quercioli

Firenze – Giovedì 19 marzo verrà presentato nella sala degli Affreschi del Consiglio regionale (ore 17,30) il volume “La Maglia azzurra di Gino Scrapellini – Atleta, Operaio Partigiano”, di Franco Quercioli, scrittore toscano dell’anno 2014, per l’opera “Gino  Fausto”. Pubblichiamo una breve nota dell’autore su come è nata l’idea di scrivere la storia di Scrapellini che si intreccia con quella dell’Oltrarno fiorentino. 

Come spesso mi capita, le storie mi cercano e questo è successo anche quando Sergio Scarpellini mi disse che la storia di suo padre Gino, mi sarebbe interessata.  Quando Sergio mi raccontò che con la maglia azzurra, che aveva indossato a Parigi nel 1929 al Gran Premio delle Nazioni di Cross Country, Gino ci andava in fonderia, perché sotto la camicia, quella maglia di lana era quello ci voleva per ripararlo dalle polmoniti, io mi innamorai subito di questa storia. E ancora di più quando mi disse che con quella maglia azzurra, che aveva lo scudetto sabaudo e il fascio littorio sul petto, lui all’ippodromo di Vincennes, si fece più di quattordici chilometri  passando attraverso gli insulti dei francesi contro l’Italia fascista. E lui era comunista.

E’ così che è partita questa storia.

Inizia laddove via Pisana si incontra con via di Soffiano, di fronte al ‘conventino’ delle suore di Monticelli e davanti alla ‘portaccia’ del parco di villa Strozzi. Continua passando attraverso al parco e al velodromo delle Cascine, fino alla pista dell’ASSI Giglio Rosso. Parla della Firenze fascista, del marchese Ridolfi e della Firenze antifascista e partigiana dell’Oltrarno, fino ad incontrare la Firenze operaia della Fonderia delle Cure, della Pignone e della Galileo. Sono gli anni ’50, quelli delle lotte che i fiorentini sostennero a fianco degli operai, insieme a Mario Fabiani e Giorgio La Pira, i grandi sindaci di allora.

Sulle tracce di Gino Scarpellini ho vissuto ancora una volta la storia di questa città dentro e fuori le mura. La città che Romano Bilenchi e Vasco Pratolini ci hanno insegnato ad amare, con lo stile delle ‘cronache’.  Infatti le narrazioni che abitano questa città, fino dai tempi del Tumulto dei Ciompi, si chiamano così.

In questo viaggio ci accompagnano le foto della famiglia Scarpellini insieme a quelle di Red Giorgetti, grande fotoreporter fiorentino, e di Angelo Uleri, appassionato ‘ragazzo di Monticelli. Foto che a volte meglio delle parole ci fanno rivivere la nostra storia, quella che ci viene dai nostri padri.

 

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