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Helgoland: l’isola sacra di Carlo Rovelli

Firenze – “La solida continuità del mondo a cui siamo abituati nella nostra vita quotidiana non rispecchia la grana della realtà: è il risultato della nostra visione macroscopica. Una lampadina non emette luce continua, emette una fitta gragnola di evanescenti piccoli fotoni. a piccola scala non c’è continuità né fissità nel mondo reale, ci sono eventi discreti, interazioni rade e discrete”. Carlo Rovelli, nel suo ultimo libro Helgoland, Adelphi Edizioni, 2020.

Entrare nel mondo dei quanti è come provare a immaginare di atterrare su un pianeta per la prima volta e capire che esiste una realtà diversa. In questo caso però si tratta della condizione che tutti noi viviamo ogni giorno, insieme a ciò che abbiamo intorno, sulla Terra. Da ciò che aderisce alla nostra pelle a quello che vediamo in lontananza e oltre fino all’universo.

Attraverso una narrazione avvincente e un’esposizione della teoria dei quanti adatta anche ai meno esperti, il fisico Carlo Rovelli, ci accompagna in un viaggio nella meccanica quantistica, alla scoperta delle nuove prospettive nascoste dall’apparenza degli oggetti, animali e cose. Lo fa partendo dalla sua origine, da una storia avvenuta in una piccola isola del Mare del Nord: Helgoland appunto.

Era il 7 giugno del 1925. Su quella spoglia e ventosa Helgoland, l’Isola Sacra, dove il ventitreenne Werner Heisenberg si trovava per curare un’allergia, succede qualcosa che cambia radicalmente l’intera fisica e di conseguenza getta le basi per una visione nuova del mondo. Con una sua idea radicale il giovane Heisenberg elabora una struttura matematica che risponde precisamente a ciò che prima era solo intuizione.

Sui misteri dell’atomo e della fisica a quel tempo, nonostante le lavagne piene di calcoli, regnava una certa confusione perché mancava una formula che poteva dare un senso alla ricerca che coinvolgeva tutti i più noti scienziati, fra cui il filoso e fisico Ernst Mach e Albert Einstein. Riflessioni ed elaborazioni che interessavano, a vari livelli, aree scientifiche e umanistiche dei primi del Novecento, dalla filosofia, all’arte e alla letteratura.

La scoperta sconvolgente resta alla base della fisica moderna e apre nuove strade per diverse interpretazioni e anche a questioni ancora irrisolte. “Il nome della teoria quantistica viene proprio da quanti, cioè grani. I fenomeni quantistici rivelano un aspetto granulare del mondo a piccolissima scala… La granulosità è il terzo ingrediente concettuale chiave della teoria dei quanti, accanto alla probabilità e alle osservazioni”, afferma Carlo Rovelli. Misteriose interazioni tra infinitesime, piccole particelle e grandi sistemi, passando dal gatto di Schrödinger alle leggi dell’indeterminatezza.

Il 18 aprile 1947 la marina inglese fa brillare 6700 tonnellate di dinamite abbandonate dall’esercito tedesco nell’isola di Helgoland, distruggendola. Come se si volesse cancellare la scoperta devastante avvenuta 22 anni prima su quella sperduta isola.  Una teoria che ha ribaltato una conoscenza ispirata a valori tradizionali e annullato in un solo momento il concetto canonico di realtà.

Laureato in Fisica all’Università di Bologna, Carlo Rovelli ha lavorato nelle Università di Roma e di Pittsburgh, e Marsiglia. Ha introdotto la Teoria della gravitazione quantistica a loop, attualmente considerata la più accreditata in ambito fisico.

Tra i suoi libri precedenti: Che cos’è il tempo? Che cos’è lo spazio?, Di Renzo Editore, 2010, Che cos’è la scienza. La rivoluzione di Anassimandro, Mondadori Università, 2011, La realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose, Raffaello Cortina Editore, 2014, Sette brevi lezioni di Fisica, Adelphi Edizioni, 2014.

 

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