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I libri e la scuola secondo Nichi Vendola

Hanno atteso, già dal pomeriggio, l’arrivo di Nichi Vendola. Il Presidente della Regione Puglia e leader di Sel ha detto, rivolto ai librai dell’Edison: “Voi mi avete fatto partecipe di una battaglia di civiltà. Il libraio svolge un lavoro sociale. Se chiudono le librerie, si svuotano le città di quelle funzioni di socializzazione e valorizzazione della cultura, importantissime per i cittadini”.
Ha poi raccontato come, da bambino, ha scoperto, i libri. “ Vivevo in una casa povera e, quando dovevo fare le ricerche per la scuola, avevo l’abitudine di recarmi nella biblioteca di paese ed è stato proprio in questo luogo che, grazie alla bibliotecaria Gualberti, ho  preso il primo libro in prestito. Dopo averlo letto sono ritornato subito a prenderne un altro e così via… Ormai avevo preso ‘il vizio’. La mia vita futura è stata segnata da quel primo libro!” 

Ha poi raccontato come tante volte si è fermato a leggere interi libri nelle librerie
“Ma sono anche feticista- ha aggiunto- perché un libro  non lo voglio solo leggere ma  anche possedere”.
“Una libreria – ha concluso Vendola-  è come un’agenzia di viaggi. Anche soltanto osservando le copertine si può scoprire il mondo”.
Ha poi firmato la petizione della libreria Edison, petizione che ha ormai superato le trentamila firme.
Vendola si è poi recato sotto i portici, davanti alla libreria, e qui, davanti a un numeroso pubblico, ha affrontato temi importanti come il lavoro, l’ambiente e la scuola.

“Berlusconi – ha affermato il Presidente della Regione Puglia – ha cominciato a vincere quando le tv commerciali hanno preso il posto della scuola”. Ha poi continuato distinguendo tra l’ideale di scuola della sinistra e l’ideale invece della destra: “Quella che abbiamo costruito noi formava cittadini ed educava alla democrazia, quella che hanno costruito loro forma clienti ed educa al mercato. Oggi, invece dei voti, per gli alunni ci sono i crediti e i debiti!” Inoltre Vendola ha sottolineato: “Spesso si  trascurano materie umanistiche, come la storia, che offre, invece, l’occasione di scoprire drammatiche analogie tra il nostro tempo e quello passato. Recessione economica, disoccupazione di massa e crisi della democrazia sono tre ingredienti che negli anni venti si sono miscelati in Italia e hanno fatto salire l’onda di ira dello squadrismo fascista, si sono miscelati in Germania e hanno consentito la fondazione del Terzo Reich”.
“Se si vuole superare la crisi- ha quindi concluso Vendola- bisogna ripartire proprio dall’educazione dei cittadini. E’ necessario rimettere al centro della società la scuola”.

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