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Il giovane don Lorenzo Milani

Firenze – A 50 anni da “Lettera a una professoressa” e dalla morte di don Milani, la sua vita, la sua formazione, le sue esperienze suscitano ancora l’interesse degli studiosi. Sul priore di Barbiana, il prete “scomodo”, che ha rivoluzionato i metodi dell’insegnamento e che ha ideato e realizzato una nuova scuola, straordinariamente oggi ancora attuale, molto è stato detto e scritto.

Ora un nuovo libro “Don Milani e suo padre. Carezzarsi con le parole” di Valeria Milani Comparetti, pubblicato recentemente da “Edizioni Conoscenza”, ci rivela aspetti inediti sul rapporto, appunto, di don Milani e suo padre e ci racconta l’infanzia e l’adolescenza del Priore.

Valeria Milani Comparetti è la nipote di Don Milani. Quando lo zio morì, l’autrice era ancora una bambina. Lo ricorda ammalato, quando andava a visitarlo con suo padre Adriano, medico, che aveva in cura il fratello.

Incoraggiata dalla zia Elena, Valeria ha letto e catalogato i documenti in possesso della famiglia e ha scoperto quanto fosse stato importante il nonno Albano (che lei non ha mai conosciuto perché è morto nel 1947) nell’educazione e formazione culturale e sentimentale dei figli, in particolare di Lorenzo.

“Leggendo le carte di Albano – scrive nell’introduzione l’autrice – scoprivo, per la prima volta un uomo molto più complesso di quanto avessi immaginato, sicuramente indispensabile per comprendere don Milani. Talvolta gli studiosi hanno fatto ipotesi azzardate, hanno ricercato ascendenze e filiazioni infondate. Nessuno si è chiesto però chi era il padre del Priore e quale fosse stato il suo ruolo. Eppure le attività di Albano, i suoi studi, i suoi interessi, il suo lavoro a Milano e le stesse modalità con le quali si offriva al confronto intellettuale con i familiari e gli amici non possono non aver avuto peso sulla formazione del giovane Lorenzo”.

 

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L’autrice, nel libro, ci descrive Albano Milani: classe 1885, laureato in chimica, era considerato soltanto l’oculato e razionale gestore del patrimonio famigliare; era infatti il primogenito e a 29 anni, alla morte dei genitori, aveva dovuto assumere, anche a nome dei fratelli, le redini delle proprietà (tra cui la tenuta della Gigliola a Montespertoli, dove don Lorenzo trascorse molta parte dell’infanzia).

Albano Milani lavorò anche come chimico e per una società francese di organizzazione aziendale. Ma gli affari non lo distolsero da una ricca attività culturale. Infatti Albano conosceva varie lingue, come del resto tutti in famiglia, tradusse “Il processo” e “Il castello” di Kafka, quando ancora non erano arrivati in Italia, componeva poesie in latino, si occupava di varie materie come la statistica e la storia.

Valeria Milani Comparetti, riordinando l’archivio di famiglia, ricostruisce, quindi, una storia che va ben oltre la testimonianza, presentando lettere, fotografie  e documenti inediti. Inoltre l’autrice, nel libro, ci descrive anche la famiglia di don Lorenzo e si sofferma sull’ambiente sociale e culturale in cui è cresciuto e si è formato.

Il sottotitolo del libro, ‘Carezzarsi con le parole’, fa riferimento all’atmosfera familiare alto borghese della famiglia di don Lorenzo, improntata a regole di comportamento molto formali. In realtà i genitori Milani erano molto affettuosi con i loro figli, un affetto espresso sobriamente, ma ricco di una fitta comunicazione anche verbale, nella quale i bambini avevano diritto di fare domande ed esprimere opinioni sulle quali poi si poteva discutere.

“Con il linguaggio- si legge nel libro- nella famiglia del futuro don Milani si gioca insieme per capire e costruire il mondo così come per socializzare. Ma si dimostra anche all’altro il proprio attaccamento e il proprio affetto, il proprio riconoscimento. Ci si fanno quindi le carezze, si sostituiscono le carezze fisiche con questo gioco che dà piacere e che viene ad assumere un valore molto più alto di quello che generalmente si dà in altre famiglie”.

“Di questo gioco dialettico, imparato durante la sua infanzia- continua l’autrice- don Milani darà molti esempi nella sua scuola. Egli considerava la parola lo strumento principe dell’emancipazione dei suoi allievi e rafforzava con ogni mezzo l’aspetto ludico- affettivo del linguaggio”.

Il libro “Don Milani e suo padre” sta suscitando grande interesse e sarà presentato  al Salone internazionale del libro di Torino il 20 maggio alle ore 14.30 presso lo Spazio Toscana e poi continuerà il tour di presentazioni in tutta Italia.

 

Valeria Milani Comparetti- “Don Milani e suo padre. Carezzarsi con le parole”- Edizioni Conoscenza – 2017

ISBN 978-88- 99900-04-5

Pag 320, Euro 20

 

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