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La storia della Chiesa fiorentina

Firenze – E’ dedicata alla Chiesa fiorentina la quarta “piccola storia illustrata” scritta da Mauro Bonciani, giornalista del Corriere Fiorentino.  E ancora una volta il format-collana  della casa editrice Le Lettere permette non solo di raccogliere in un compendio rapido e godibile le più importanti tappe dell’istituzione religiosa che ha fatto grande la città, ma anche di avere stimoli per approfondirle, talmente tanti sono i frutti che ha portato non solo ai cattolici fiorentini.

E’ quasi scontato fare riferimento subito alla parte del libro che tocca il Novecento, il secolo scorso che generò  un’incredibile quantità di personaggi, di idee, di modi diversi di interpretare la Fede, che produssero anche dolorosi contrasti, strappi che condizionarono la vita e le convinzioni di molte persone, ma che hanno contribuito alla maturazione della coscienza dei credenti come partecipanti alla comunità civile e sociale.

Bonciani riesce a indicarne le linee essenziali e a evocarne i protagonisti. Da Elia Dalla Costa, don Giulio Facibeni e Giorgio La Pira, a don Lorenzo Milani, padre Ernesto Balducci, don Enzo Mazzi. Considerato il carattere divulgativo del libro, lo hanno aiutato alla sintesi  le vicende del tempo che ebbero un impatto al livello nazionale. Dal processo per apologia di reato che subì padre Balducci per il suo articolo La Chiesa e la Patria pubblicato dal Giornale del Mattino, nel quale difendeva l’obiezione di coscienza, alle polemiche di don Milani con i cappellani militari, al caso della comunità dell’Isolotto in aperto conflitto con l’allora arcivescovo Ermenegildo Florit.

Diverse declinazioni della Fede che traevano la loro diversità nel modo di rapportare il Messaggio evangelico alle ingiustizie e ai problemi della povertà e dell’emarginazione, ma tutte rami dello stesso tronco: la lealtà all’istituzione e il profondo senso di appartenenza alla comunità dei fedeli.  “Per me non ci sono né difficoltà né asprezze  – disse nel suo discorso di insediamento Giovanni Benelli, successore di Florit, inviato da Paolo VI per trovare la via della riconciliazione dopo mesi di contestazione – C’è solo questo popolo singolarissimo che siete voi… Pace che fa della città e della diocesi non una somma di aperture particolari o di singole anche nobili esperienze, ma una unità vivente nella stessa trama di varianti, invenzioni, avventure spirituali”. Bonciani propone onestamente alcune chiavi di lettura da cronista attento, suggerendo indirettamente al lettore la grande e frastagliata realtà di allora come spunto per un approfondimento ulteriore.

Al di là della storia recente, il lettore rimane sorpreso per tanti particolari storici riferiti dall’autore che non sono del tutto conosciuti nemmeno dai fiorentini. Li hanno raccolti puntualmente Andrea Fagioli, direttore di ToscanaOggi e Paolo Ermini, direttore del Corriere Fiorentino che nei giorni scorsi hanno presentato il libro nell’auditorium dell’Ente Cassa di Risparmio.  Dalle tre ondate di soppressione dei conventi e dei luoghi di culto, per esempio, a opera prima dei Lorena, di Napoleone e dei piemontesi al  furto di 500 opere d’arte della Certosa da parte dei napoleonici. O anche l’elezione per acclamazione del primo grande santo vescovo fiorentino, San Zanobi, o il tabernacolo di via de’ Bardi che ricorda l’arrivo di San Francesco a Firenze nel 1211.

Chi sapeva per esempio che c’era un terzo Papa Medici nella storia della Chiesa e fu quel Leone XI che morì dopo 27 giorni di pontificato, sei giorni in meno rispetto a quello di Giovanni Paolo I?

Mauro Bonciani – Firenze e la sua Chiesa – Due millenni di Fede e Storia
Prefazione di Silvano Piovanelli
Le Lettere

 

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