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La vita del sommo poeta tra amore e amicizia

Pistoia – Stamp ha avviato una collaborazione con il blog unblogdiclasse®. Gli studenti che vi aderiscono scriveranno articoli su libri ed eventi culturali in Toscana. unblogdiclasse® è stato fondato e diretto da Elisa Lucchesi.

A pochi mesi dalla scomparsa di Marco Santagata, riproponiamo la lettura di uno dei suoi ultimi romanzi, Come donna innamorata, anche in virtù del verificarsi di una peculiare circostanza: quest’anno ricorrono infatti settecento anni dalla morte di colui che di questa opera è il protagonista, il sommo poeta Dante Alighieri.

Finalista al Premio Strega 2015, quest’opera rappresenta un fortunato esperimento narrativo che corona la produzione dell’autore emiliano, celebre dantista, uno tra i massimi esperti della letteratura medievale, da Petrarca a Boccaccio.

Firenze, 1290: Dante si muove tra le vie della sua città, amata in giovinezza, con una meta a cui giungere e mosso da un intenso e profondo sentimento: l’amore che nutre nei confronti di Bice Portinari, che giace prematuramente sul letto di morte. Tra il timore di essere considerato folle ed eccentrico oltremisura dall’opinione pubblica e la progressiva e disturbante presa di coscienza di essersi “servito” della donna amata per acquisire fama e realizzare le proprie ambizioni, quattro anni dopo riesce a completare il prosimetro che costituisce la summa della sua produzione stilnovista, la Vita Nuova.

In un’alternanza tra flashback e salti temporali tra l’anno della morte di Bice e il 1294 – nella prima sezione del romanzo – e tra gli anni seguenti e il 1314 nella seconda, vengono narrati gli accadimenti principali che hanno segnato profondamente l’animo del poeta, dall’infanzia e i primi incontri puerili, fino al più travagliato periodo dell’entrata in politica.

Fragilità, umanità, vulnerabilità e una profonda e viscerale ambizione sono i tratti che di Dante emergono da  questo romanzo, che focalizza la propria attenzione sui due temi centrali della lirica stilnovista: amore e amicizia, elementi fondamentali anche nella vita del poeta fiorentino, che egli concilierà e svilupperà pienamente attraverso la poesia. E’ infatti per mezzo di questa che riesce a rendere immortale ed entificare colei che ormai può essere denominata a tutti gli effetti Beatrice e riesce in parte a donare sollievo al proprio animo in seguito alle vicissitudini che lo avevano coinvolto insieme all’amico poeta Guido Cavalcanti. Santagata dipinge quindi il ritratto di un uomo non troppo diverso da quello comune: lacerato dal sentimento amoroso, tormentato dall’intima ambizione di divenire la somma autorità culturale di Firenze e timoroso di non portare a completamento l’opera che lo avrebbe reso imperituro.

Strutturalmente il romanzo presenta una bipartizione: la prima sezione porta il nome di “Bice”, poiché è di lei che principalmente tratta, mentre la seconda è denominata “Guido”, dal nome di colui attorno al quale ruota la narrazione. Le due parti sono tra loro ben coese per mezzo di una corrispondenza che regge anche il titolo del romanzo: la “donna innamorata” è Matelda (figura immaginaria identificabile con Vanna, l’amata di Cavalcanti), colei che per concedere a Dante di incontrare Beatrice e varcare la soglia del paradiso terrestre dovrà purificarlo; viene attuata quindi una trasposizione a livello femminile di un concetto già presente nella poesia: come Matelda svolge la funzione di Battista per Beatrice (alter Christus), così Guido la svolge per Dante, configurandosi dunque come suo predecessore, come colui che preannuncia e precede la venuta di un poeta a lui superiore.

I contenuti dell’opera sono ben espressi, sebbene in alcuni passaggi del romanzo e specificamente nella seconda sezione la molteplicità dei flashback possa deviare la mente del lettore che non conosce dettagliatamente la vita di Dante. Il linguaggio è scorrevole e le scelte lessicali efficaci, elemento che permette al lettore di comprendere senza troppa difficoltà anche i passaggi più complessi. Sebbene dunque la forma del testo non sia in sé problematica, il testo prevede la fruizione da parte di un pubblico mediamente colto, che possa seguire il procedere degli accadimenti con scorrevolezza.

Unico elemento opinabile pare l’univocità del punto di vista: la narrazione avviene attraverso gli occhi di Dante e il punto di vista degli altri personaggi viene filtrato dal suo giudizio. Ciononostante risulta apprezzabile  il romanzo, anche in virtù di uno dei pregi che maggiormente colpisce il lettore: il poeta è stato presentato e rappresentato anche in una situazione di estrema vulnerabilità come la malattia, per sottolinearne l’umanità.

Con questo romanzo l’intento di Santagata è quello di mostrare il reale volto di un personaggio solitamente idealizzato, rendendolo un vero e proprio essere umano nella più pura e intrinseca interezza e natura: ne risulta un quadro intriso di contemporaneità, in cui Dante rappresenta la voce di coloro che, nel mondo, desiderano trovare la propria vocazione.

Clara Fraschetti, III Liceo Scientifico «E. Fermi», San Marcello Pistoiese

Come donna innamorata, Marco Santagata, Guanda, 2015

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