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Libri: “La grande casa” di Nada Malanima

Artista eclettica per eccellenza, Nada Malanima, livornese, da alcuni anni si offre al suo pubblico anche nella veste di autrice di poesie, racconti, romanzi. La grande casa uscito per Bompiani è il suo ultimo romanzo. Tutto al femminile. Ambientato in un ipotetico futuro, nel 2053,  si snoda tra località dai nomi fantastici  ed è costruito intorno a tre figure principali : la signora Richter, Emilia e Gemma.  Le loro vicende si alternano in una narrazione a ritroso che si evolve per quadri e che si compie in una dimensione circolare, dove l’inizio è la fine. Tre esistenze provate dal dolore, tre donne rimaste sole che il destino ha deciso di far incontrare in quanto ognuna funzionale all’altra.

La grande casa non è altro che la villa della vecchia fornace dove Elke, la signora Richter, figlia di una famiglia benestante tedesca, durante le sue vacanze a Corielba, si incontrava con il suo innamorato, Giacinto, un bel ragazzo che faceva il meccanico in paese, con il quale si sposerà in Germania. Un matrimonio felice coronato dalla nascita di Peter, bello come il padre. Elke perderà sia Giacinto che Peter in due incidenti tragici e dal quel momento deciderà di stabilirsi nell’antica fornace, un posto magico dove la sua vita aveva avuto un senso e da lì avrebbe continuato ad averlo. Sul monte di Orostella c’è un convento abbandonato. E’ qui che Elke incontra per la prima volta Gemma, una donna dall’età indecifrabile  “mi ero persa perché il mondo era così grande, ma da qui il mondo è piccolo, lo spazio è in me” è la sua formula di presentazione. Solo più tardi, quando entrerà a far parte della grande casa, racconterà la storia della sua vita, prima di chiudersi per sempre nel suo silenzio e di aprirsi solo a contatto medianico con la natura. 

Quando Emilia arriva alla grande casa ha già cinquant’anni e il peso di un’esistenza che l’ha segnata tragicamente, scaraventata da un luogo all’altro, senza però mai abbandonare la sua grande passione per il ballo. Attorno a loro, ma si tratta  solo di fugaci apparizioni, arrivano altre figure a condividere lo spazio per vivere la propria solitudine come un bene prezioso, “la disciplina del dolore necessario, il cammino leggero del presente con l’aiuto del ricordo, nell’incertezza del futuro”. Il dottor Cooks dipingeva tutto il giorno, solo sassi, di ogni forma e colore, aveva perso il figlio in montagna colpito e ucciso da un grosso masso, la vedova Marbouln aveva ricoperto le pareti della sua stanza con frasi  e pensieri di autori e con questi ne discuteva, Giovanni si era costruito un registratore per imprigionare i rumori della natura che faceva suonare insieme al suo violoncello, Anita ricamava le poesie d’amore all’uomo che non aveva potuto amare, su pezzi di stoffa .

Tutt’intorno una natura selvaggia con scenari apocalittici di  un mondo che non è più interessato  all’arte di vivere.  Un libro ad alta intensità emotiva, in tutto centoventiquattro pagine che ci parlano del dolore di vivere e che trovano nell’autrice toscana una superba e originale interprete.

La Grande Casa
Nada Malanima
Bompiani
Pagg. 124
Prezzo : euro 15.00

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