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La mia Londra

di Gabriele Parenti

Il fil rouge di questo libro ( particolarmente avvincente per la sua capacità di essere, ad un tempo, descrizione di luoghi, di stati d’animo, analisi gustosa dello spirito di un popolo) è la citazione di Samuel Johnson “Quando un uomo è stanco di Londra,è stanco anche di vivere”. E Simonetta Agnello Hornby, siciliana trapiantata in Gran Bretagna, dopo quarant’anni di permanenza, è ancora entusiasta di Londra da cui come da uno scrigno trae una serie di episodi, di memorie, di incanti. La scrittrice ci invita a seguirla nella ricognizione dei segreti della capitale inglese, metropoli che continuamente si trasforma ma sempre nel rispetto per le sue radici profonde . E leggendo questo appassionato ed appassionante La mia Londra  anche noi ci accorgiamo che finiamo per trovare la “nostra Londra”… un percorso mai convenzionale, da Westminster a Tower bridge dalle librerie, allo , shopping, al cibo e, ovviamente, la monarchia.   Brixton, dove ha abitato l’autrice, nel cuore della grande Londra, ha la dimensione umana, l’atmosfera, il calore umano di una piccola comunità. Ho constato la stessa cosa nei miei periodici soggiorni a nord-ovest di Parigi dove ritrovo i ritmi distesi, i rapporti interpersonali, dei piccoli centri e solo i grattacieli della Défense, sullo sfondo mi ricordano che siamo in un’area metropolitana. Tornando a  Simonetta Agnello Hornby,  questa  testimonianza del grande amore che la scrittrice nutre verso la capitale inglese, nella quale vive da quarant’anni è  autobiografia, saggio sociologico ma soprattutto guida agli aspetti meno conosciuti  della capitale del  Regno Unito.Tra l’altro, il libro che si legge come un romanzo, si sofferma, nella prima parte, in modo gustoso,  sul  il primo soggiorno giovanile a Londra:  l’impatto con le abitudini della società inglese, le difficoltà per affermarsi nel mondo del lavoro come avvocato e giudice del tribunale dei minori, la vita di famiglia, i rapporti con i suoceri dai modi very british. Pagine raffinate, condite con abbondante ironia, che illustrano pregi e difetti del popolo inglese. Questo ricordo del  primo incontro con Londra fa ritrovare quell’atmosfera vintage, ormai  molto lontana,  di quando arrivare al di là della  Manica significava “uscire” dall’ Europa continentale e  approdare in un mondo nuovo e per  certi versi favoloso.. quello del Beatles, dei  bancari della City in bombetta,  la mestosa  Withehall e la colorita  Portobello, Scotland Yard  e  Baker Street, il Tamigi e lo  Speaker’s  corner.  “In una città nuova– scrive Simonetta Agnello Hornby-  mi lascio andare ai sensi e al caso. Senza pensare a niente, cammino,mi guardo intorno, mi unisco a una piccola folla curiosa, prendo i mezzi pubblici, compro il cibo di strada.. faccio una sosta,seduta su una panchina in un parco, bevendo una bibita in un caffè o appoggiata alla facciata di un edificio, come una mosca su un muro : e da lì osservo, odoro, ascolto. Se sono fortunata ,piano piano l’anima del luogo mi si rivela”. La seconda parte del libro è ,poi, un omaggio alla bellezza architettonica di Londra e alla sua vivacità culturale.  A Londra si legge moltissimo, come nel resto della Gran Bretagna. Si legge dappertutto: sui treni, sugli autobus, nelle sale d’aspetto, nei parchi… […] Quartieri, piazze, palazzi, musei, chiese, parchi e persino percorsi ciclabili sono descritti nel dettaglio e raccontati con una passione che non lascia mai spazio alla tediosa pedanteria, ma che al contrario, conduce il lettore in un viaggio virtuale esclusivo, tanto da fargli venire voglia di fare le valige e partire  al più presto.

Titolo : La mia Londra

Autore : Simonetta Agnello Hornby

Editore : Giunti

Pagg. 272

Euro : 16.00

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