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Nobili, plebei e artisti: storie del tempo di Firenze capitale

Firenze – Davanti alla facciata del Duomo di Firenze o passeggiando lungo i viali, all’apice dei quali il Piazzale ci offre un bellissimo ritratto della città gigliata, qualche notizia riaffiora alla mente ma resta impigliata nelle maglie del tempo. Un dato di fatto e un semplice riferimento calato nell’oblio.

Eppure, nel periodo in cui Firenze fu capitale, il tessuto urbano che l’aveva contraddistinta per secoli è stato sconvolto e “abbellito”. I cambiamenti non furono solo a livello architettonico ma influenzò tutti i livelli sociali, politici e culturali. 

Il libro “Accadeva in Firenze capitaleCarmignani Editrice, 2021, a cura di Cristina Gatti e Sergio Calamandrei, attraverso quattordici singolari racconti storici di quattordici diversi autori, fornisce una panoramica di Firenze capitale, vicende, più o meno oscure, con figure e personaggi di varie estrazioni sociali e prospettive diverse per dipingere un quadro di quei sei anni sorprendente e singolare.

Firenze, gli abitanti e di coloro che vi sostavano, per lavoro, turismo o arricchimento culturale, che, con una ricchezza di attività e vicissitudini, costruivano ogni la storia del capoluogo toscano, restano solo tracce sfumate.

Come si viveva 156 anni fa a Firenze? Quali episodi della vita cittadina sono diventati parte di una narrazione storica legata al territorio? Chi erano i protagonisti di quel tempo?

Dai salotti dei nobili alle antiche osterie, dagli umili e senza casa, agli artisti del tempo, i macchiaioli, agli intellettuali come Dostoevskij fino al re Vittorio Emanuele II che arrivò da Torino, compiendo un lungo viaggio a bordo del treno, per stabilirsi a Firenze, in attesa dell’Italia unita e una conseguente, stabile capitale a Roma. Tutte le vicende e le persone descritte nel libro permettono di rievocare, grazie all’abilità e la fantasia degli autori, come si viveva nella capitale, cosa i fiorentini pensavano della città divenuta protagonista e com’era la convivenza tra i nuovi arrivati, i piemontesi, e i locali, mentre fanno da sfondo gli scontri per l’unificazione e la presa di Porta Pia.

Un periodo turbinoso e fondamentale per Firenze, e soprattutto per l’Italia, raccontato da Gabriele Antonacci, Sergio Calamandrei, Renato Campinoti, Barbara Carraresi, Paolo Ciampi, Fabrizio De Sanctis, Cristina Gatti, Nicoletta Manetti, Maila Meini, Carlo Menzinger di Preussenthal, Roberto Mosi, Caterina Perrone, Pierfrancesco Prosperi, Vincenzo Maria Sacco, un saggio di Andrea Cantile, e curato da Cristina Gatti e Sergio Calamandrei.

La pubblicazione, uscita da poco, dopo la fase pandemica più acuta, ha il valore di recupero, insieme alla storia, quasi interrotta di un anno e mezzo fa, anche quella riavvicinarci a un passato più lontano, rivisitato in una chiave interpretativa diversa. Una nuova nascita per un’identità di città dalle profonde radici storiche. E tra queste l’essere stata capitale d’Italia.

 

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