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Popolo ma non troppo: saggio sul disincanto democratico

Firenze – Per comprendere meglio il dibattito politico di oggi è interessante leggere il saggio “Popolo ma non troppo. Il malinteso democratico”, pubblicato da poco dal Mulino, di Yves Mény, professore francese di Scienze Politiche.

Il saggio spiega le ragioni del disincanto democratico e della disaffezione dei cittadini verso i governi, ritenuti colpevoli, assieme a partiti, élites e mercati di averli espropriati del loro potere.

Oggi la situazione appare piuttosto fragile – riflette Mèny – i concetti che negli ultimi due secoli hanno forgiato l’identità politica sono tutti messi in discussione ed è inevitabile chiedersi “cosa possa diventare la democrazia nazionale rappresentativa in un mondo radicalmente nuovo caratterizzato dalla combinazione senza precedenti della globalità e dell’individualità”.

Per provare a trovare qualche risposta, Mény decide di passare in rassegna una buona parte di quei concetti. A cominciare da quello di “popolo”.  “Ma il potere del popolo  – si chiede Mèny – esiste ancora?”

A questo proposito l’autore cita Margaret Canovan e ricorda come per quasi tutti i politici il fascino irresistibile della parola  sia “dovuto al fatto che questo termine riesce a essere, allo stesso tempo, privo di significati precisi e ricco di retorica”. Il popolo esiste solo come convenzione, mito o illusione e i movimenti che pretendono di incarnarlo, appena arrivati al governo, non possono che incanalarlo in un sistema rappresentativo.

Mentre in rete dilagano fake news e creduloneria, l’autore riflette sul “popolo sovrano” voluto dai rivoluzionari americani e francesi nel nome della ragione, salvo poi ritrovarsi nelle mani di un popolo, appunto, incolto, incompetente e povero, dagli umori imprevedibili e brutali. Ci sono voluti decenni per sperimentare sistemi imperfetti – osserva Mény – per conciliare libertà, uguaglianza e giustizia sociale. Oggi appaiono “barcollanti”. Le democrazie trasformiste saranno capaci di digerire elementi incompatibili?

Pro e contro, punti di forza e debolezze, mito e realtà del governo del popolo vengono sviscerati in questo interessante saggio, scritto con molta chiarezza.

Yves Mény ha insegnato Scienze Politiche a SciencesPo  di Parigi e in diverse università francesi, europee e americane. Ha creato e diretto il Robert Schuman Center presso l’Istituto universitario europeo di Firenze, di cui è stato Presidente. E stato anche Presidente del cda della Scuola Superiore di Pisa. Attualmente insegna nell’Università Luiss- Guido Carli di Roma.

 

Yves Mèny- “Popolo ma non troppo. Il malinteso democratico”, il Mulino pp 210, 15.00 euro

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